21/07/2010

Afterhours

Roma Rock Festival, Roma


di Claudio Lancia
Afterhours

Abbiamo seguito il tour evento che ha riproposto gli Afterhours in formazione allargata a Xabier Iriondo, il chitarrista storico della formazione milanese.

Li abbiamo visti mercoledì 21 luglio al Roma Rock Festival, consolidato appuntamento estivo che si svolge nella spaziosa cornice dell'Ippodromo delle Capannelle, e venerdì 13 agosto al Forum Eventi di San Pancrazio, nel cuore della penisola salentina.


Negli ultimi mesi la band capitanata da Manuel Agnelli si era attirata non poche critiche, soprattutto da parte dei fan della prima ora.

L'apparizione sanremese, un certo approccio più artistoide (apparizioni teatrali, arrangiamenti ridondanti) a discapito di parte della tradizionale aggressività chitarristica, la perdita di apprezzati componenti storici (Dario Ciffo, ora nei Lombroso, su tutti), i testi in parte più rilassati rispetto al passato, sono stati alcuni degli argomenti che hanno provocato l'allontanamento di parecchi ammiratori.

Anche lo spettacolo concepito per la dimensione teatrale, portato in giro per l'Italia qualche mese fa, aveva lasciato scaturire non poche perplessità: bello, senza dubbio, ma alla fine si lasciava ricordare più per la prestazione dell'ottimo Rezza che per le spuntate esecuzioni degli Afterhours.


Nel tour estivo si volta pagina, all'indietro nel tempo.

La presenza di Xabier Iriondo, con tanto di treccine come ai bei tempi che furono, è garanzia del ritorno a un approccio decisamente più energico, a tratti quasi selvaggio.

Erano anni che non vedevamo gli spettatori così in balia della musica dei propri beniamini, pronti a saltare in aria sulle canzoni ripescate da "Germi".

Le scalette dei due show sono identiche, con momenti di particolare intensità, come nella tiratissima "Veleno" quando (nello show pugliese) Manuel canta a petto nudo (immaginate l'estasi del numeroso pubblico femminile) e alla fine lancia in aria il microfono dopo averlo fatto volteggiare più volte.


Agnelli e Iriondo si trovano a meraviglia e, visti i risultati, non è da escludere la possibilità che Xabier possa rientrare in pianta stabile nella line-up.

Giorgio Ciccarelli ne soffre un po', vittima anche del volume smisuratamente più alto della chitarra del leader (quanto ego, ragazzi...) ma fa la sua parte di impeccabile ritmico.

Giorgio Prette si dimostra preciso come al solito, Roberto Dell'Era sta perdendo in istrionismo ma guadagna in efficacia (anche troppa visto che a San Pancrazio distrugge un basso...), Rodrigo D'Erasmo va affermandosi lentamente come uno dei migliori acquisti di sempre, eccellente al violino e bravissimo anche quando imbraccia la chitarra o supporta Manuel ai cori.

Agnelli, dal canto suo, si conferma frontman di razza sopraffina, per di più in guanti lunghi e collare iper-fetish, tanto per cullare il desiderio di impersonare il ruolo di sex-symbol, oltre quello oramai consolidato di straordinario leader.


L'apertura dei concerti è con "Punto G", ma è subito dopo grazie all'accoppiata "Germi"-"Siete proprio dei pulcini" che scatta il delirio.

Non c'è un nuovo disco da presentare, così la serata si trasforma in una mega celebrazione del passato, con l'ago prepotentemente spostato verso i primi dischi della band.

Il pubblico ha fame dei primi Afterhours, e lo dimostra quando la band propone classici quali "Rapace", "Posso avere il tuo deserto" o "Male di miele", ma anche le più musicalmente moderate "La sottile linea bianca" e "Ballata per la mia piccola iena" mandano tutti in visibilio.

Poi quando parte "Dea", per poco più di un minuto non si capisce più nulla: il pubblico si scatena in un pogo generale: è lo zenit del concerto.

Non mancano i momenti nei quali ci si lascia andare a qualche preziosismo sperimentale, specie nella lunga coda di "Simbiosi".


"Sulle labbra" al solito mette in evidenza il violino di D'Erasmo, mentre "Ritorno a casa" è la degna firma in calce alla prima parte dello show.

Poi i bis, due, con in bello spolvero altri classici del calibro di "L'estate", "Strategie", una tiratissima "Bungee Jumping" e la conclusiva "Sangue di Giuda".

Ma il pubblico non è pago, urla a gran voce ad Agnelli e soci rientrano per un ulteriore bis (non eseguito in tutte le date del tour, quindi tutt'altro che scontato) in grado di creare il delirio finale: la cinica e devastante "Sui giovani d'oggi ci scatarro su".

Non poteva esserci conclusione migliore, resta solo un dubbio: per quanto ancora gli Afterhours sapranno confermarsi su questi straordinari livelli senza ripetersi all'infinito?
Setlist
  1. Punto G
  2. Nadir
  3. Germi
  4. Siete proprio dei pulcini
  5. Posso avere il tuo deserto
  6. Rapace
  7. Varanasi Baby
  8. E' solo febbre
  9. La sottile linea bianca
  10. Pochi istanti nella lavatrice
  11. Dea
  12. Ballata per la mia piccola iena
  13. Tarantella all'inazione
  14. Veleno
  15. Simbiosi
  16. How We Divide Our Souls
  17. Male di miele
  18. Sulle labbra
  19. Il paese è reale
  20. Ritorno a casa

    BIS 1:
  21. The Letter
  22. L'estate
  23. Televisione
     
    BIS 2:
  24. Strategie
  25. Bungee Jumping
  26. Il sangue di Giuda

    BIS 3:
  27. Sui giovani d'oggi ci scatarro su
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