09/04/2010

Rent

Teatro Mori, Livorno


di Paolo Arzilli
Rent
Cominciamo dalla fine: la cosa bella dell'assistere all'ultima replica di uno spettacolo teatrale è, oltre al fatto che i meccanismi sono già oliati e le varie dinamiche che compongono lo show perfezionate, percepire senza troppi sforzi l'emozione che, al momento dei ringraziamenti finali, ogni componente del cast condivide con i propri compagni.
Nel caso di "Rent - No day but today"", persino il guasconissimo Paolo Ruffini, regista del musical, alla fine dell'ultima rappresentazione deve trattenere qualche lacrima, certo per la fine di un bel percorso cominciato a luglio 2009 e terminato nella sua Livorno, che come ormai fa da anni gli ha riservato una straordinaria accoglienza.

Facciamo due passi indietro: "Rent", pluripremiato musical rock di Jonathan Larson, ispirato a "La Bohème" puccininiana, è la storia di un gruppo di giovani artisti senza alcuna ricchezza che tentano di barcamenarsi, tra brame artistiche e lo spettro dell'Aids, nella New York underground degli anni 90, ed è un inno alla diversità come ricchezza e alla atipicità come valore che Ruffini, dimostrando ancora una volta il suo interesse per il sociale e l'attualità, ha rielaborato mettendoci del suo: ecco quindi che nel musical presentato al Teatro Quattro Mori di Livorno c'è spazio anche per qualche incursione nel sarcasmo livornese, con un occhio all'Italia di oggi.

"Rent" è prima di tutto un'opera rock, nella quale i musicisti che suonano dal vivo non rivestono minore importanza degli attori che compongono il cast: tra questi ultimi qualche nome noto ai conoscitori dell'ambiente del musical italiano, come quello di Gianluca Spatti, aiuto regista e strepitoso attore nei panni della drag queen Angel, e di Marco Gandolfi Vannini, ex Casanova ne "Il giovane Casanova" di Ballerini, ex Ren McCormack in "Footlose" di Rossi Castaldi, ex molte altre cose e ottimo in "Rent", dove impersona il rocker tossicodipendente Roger.
Le scenografie dello spettacolo sono essenziali, le coreografie non risultano troppo elaborate ma godono comunque di un'assoluta efficacia: questa è una produzione a cui sembra non mancare niente, certo grazie all'abilità di Ruffini e della moglie Claudia Campolongo, direttrice artistica del progetto e attrice, che hanno messo insieme un cast formato da attori d'esperienza e volti nuovi, oltre a una banda di sei straordinari musicisti e uno staff organizzativo-produttivo di primo livello.

L'emozione provata anche da chi, come il sottoscritto, non ha mai troppo amato il genere musical, è verosimilmente la stessa che ha animato gli artisti impegnati in "Rent", così come è condivisa tra attori e spettatori la commozione per aver gli uni realizzato, gli altri ammirato, uno spettacolo ben fatto e intelligente: questo basta per decretare il successo di Ruffini e del suo musical.
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