23/02/2011

Non Voglio Che Clara

La Casa 139, Milano


di Stefano Bartolotta
Non Voglio Che Clara
Secondo gli auspici espressi qualche tempo fa da Fabio De Min nella nostra intervista, finalmente i Non Voglio Che Clara hanno un'agenda piuttosto fitta di impegni per quanto riguarda le date live; del resto, il loro ritorno è stato accolto con grande favore ed era quindi diffusa la voglia di assistere a un loro concerto. Ovviamente, poi, l'attesa intorno a un evento aumenta nel momento in cui arrivano riscontri positivi anche sulle riuscite delle date precedenti, e a Milano il pubblico è accorso numeroso, nonostante la concorrenza di Hercules & Love Affair e di Baby Dee, che a loro volta erano impegnati dal vivo in altri due club della città.


I Non Voglio Che Clara si presentano in questo tour con una formazione a cinque: il bassista ed il batterista utilizzano tutto il tempo i propri strumenti di base, mentre De Min e gli altri due musicisti si alternano, chi più, chi meno, tra chitarra e tastiera. Questa varietà ha l'effetto di aumentare il ventaglio di soluzioni sonore proposte dalla band, come del resto avviene in "Dei Cani". Perché questo pregio possa concretizzarsi in una buona resa live delle canzoni, però, è necessario un buon lavoro anche dal punto di vista del bilanciamento dei volumi, che, purtroppo, non si verifica nell'iniziale "Tra Il Tuo Carattere E Il Mio". Il suono, infatti, è molto impastato e il brano non spicca il volo come su disco ma rimane un po' castrato. Sarà l'unico inconveniente tecnico della serata, per fortuna, perché dalla successiva "La Mareggiata Del 66" fino alla fine risulta tutto pulito e arioso e i singoli brani possono esprimere tutto il loro alto tasso di emotività.

Che si tratti di episodi appartenenti al presente, come "Gli Anni Dell'Università" o "Le Guerre", oppure provenienti dal repertorio passato, come "Porno" o "Le Paure", il pubblico è costantemente toccato nella propria intimità da ciò che avviene sul palco. Questo sia grazie al citato punto di forza del suono, e al fatto che esso ha quel giusto pizzico di robustezza in più rispetto alle versioni in studio, che all'interpretazione vocale di De Min, che non cerca particolari vette dal punto di vista tecnico ma ha un'intonazione che si accorda perfettamente alla parte musicale. Il meglio viene dato con i brani più delicati, soprattutto una straordinaria "Sottile": chissà come verrebbe dal vivo se anche in questa sede venisse cantato dalla straordinaria voce di Syria. Anche così, comunque, questo risulta un momento particolarmente commovente.


Uno degli indici più credibili per misurare la qualità di un concerto è la reazione degli spettatori: qui avviene semplicemente che tutti restano completamente zitti come se fossero in chiesa. È indubbiamente il modo più consono per seguire una performance di questo tipo, ma sappiamo bene che, generalmente, in Italia regna la maleducazione in questi casi; il fatto che per una volta nessuno abbia osato anche solo fiatare durante l'esecuzione dei brani dovrebbe far capire quanto essa sia stata coinvolgente e di qualità.

Per quanto riguarda la setlist, lo spazio maggiore è stato dato all'ultimo disco e a quello precedente, mentre da "Hotel Tivoli" è stata tratta solo la citata "Le Paure" e inoltre si è aggiunta anche "Tu La Ragazza L'Ami", brano edito ma mai incluso in alcun lavoro dei Non Voglio Che Clara. La chiusura, come da tradizione, è affidata a "Cary Grant", forse il brano che esprime le sensazioni più positive in tutto il repertorio del gruppo, così come positiva è stata la serata di chi ha deciso di venire alla Casa a vedere questo intenso e bellissimo concerto.

Foto di Lorenza De Mattia

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