28/03/2011

Seefeel

Fritzclub, Berlino


di Roberto Rizzo
Seefeel

I Seefeel sono tornati. Dopo un gap di undici anni, il quartetto inglese è finalmente ricomparso in catalogo con lo splendido self titled, raccogliendo il generale consenso dei vecchi e nuovi seguaci.

L'album era già sembrato parecchio valido nella sua versione in studio, ma l'occasione di vedere la band alla prova live, ancor di più dopo un così lungo silenzio, non era da perdere per nessun motivo al mondo.

Armati di tanta curiosità eccoci dunque nel celebre Fritzclub am Postbahnhof, in una fredda ma stellata notte di fine marzo.

 

La serata inizia puntuale con il pre-concerto di una misconosciuta dj berlinese, che propone un'elettronica notturna e atmosferica, a tratti hypnagogica. Non sembra sufficiente, comunque, a conquistare l'attenzione del pubblico radical-chic presente in sala, finora troppo preso ad agganciare contatti e fare comunella per prestare attenzione a quello che succede sul palco.

Dopo un soundcheck ridotto al minimo, ecco però che entrano in scena i timidi Seefeel.

 

Si attacca subito senza preamboli con le distorsioni chitarristiche di Clifford su "Dead Guitars", ancora più acida della versione in studio, ma è solo con "Time To Find Me" che il concerto entra nel vivo. Il ritmo scandito dall'ottimo Kazuhisa si fa più fluido e regolare, il basso è potentissimo, mentre la dolce Sarah Peacock inizia i suoi gentili vocalizzi. Quello che ne viene fuori è un densissimo trip ipnotico che galvanizza i presenti: anche gli irriducibili della chiacchiera tacciono e cominciano a ondeggiare, insieme al sottoscritto, in stato di trance. Tanto fredda è la presenza scenica dei quattro, quanto invece calda e vibrante l'atmosfera che con la loro musica riescono a creare. Non è un concerto di "canzoni" quello di questa sera, i Seefeel suonano senza interruzione alcuna, agganciano i brani in modo da creare un tappeto sonoro omogeneo, trattenendo così il pubblico nella sua estasi per tutta la durata del live. "Faults" rallenta solo per un attimo, prima di introdurre due nuovi brani, tanto focalizzati sul ritmo tanto da lambire territori tribal. Si ritorna poi nella tracklist dell'album con l'incalzante "Rip-Run", probabilmente l'apice della serata, con le sue devastanti derive noise. Si ricomincia a oscillare a destra e sinistra sul ritmo secco e sulle frequenze disturbate di "Airless", mentre la sala si riempie di fumo (il "Bitte nicht rauchen" è stato allegramente ignorato), contribuendo anch'esso al clima torrido e "marcio" che ormai si respira in tutti i sensi nel Fritzclub.

 

Ma "Airless" è a sorpresa anche l'ultimo pezzo della serata. Le luci si riaccendono, la Peacock rompe il silenzio per i ringraziamenti di rito e per avvisare del merchandising post-concerto. Il brusco risveglio è reso ancora più irritante dalla barista che pretendeva indietro un gettone blu mai ricevuto... Mentre il pubblico torna a ciarlare, è il caso di allontanarsi per conservare intatta almeno un po' di quella suggestione che questi quattro musicisti così riservati hanno saputo regalare nel corso della stasera, nonostante la parziale delusione per la breve durata.

Quella dei Seefeel è una musica cerebrale, astratta, e che allo stesso tempo riesce a essere incredibilmente viscerale e vibrante, un potenziale enorme che il cd rende solo in minima parte.

In attesa del prossimo trip, bentornati Seefeel!

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