08/05/2012

Lisa Hannigan

Bleu Lezard, Losanna


di Lorenzo Righetto
Lisa Hannigan
È una gradita sorpresa, quella che attende il gremito pubblico vaudoise nella piovosa sera maggiolina che introduce all'angusta cave del Bleu Lezard, piccolo locale del centro di Losanna. Forse al di sopra delle aspettative che comunque circondano Lisa Hannigan, il cui volto è noto a chiunque abbia visto perlomeno il video di "The Blower's Daughter", dato che la Nostra è stata per diversi anni seconda voce di Damien Rice, dal quale si è ora distaccata per una carriera solista piuttosto promettente.
Le doti canore, già in partenza, non erano in discussione, ma la Hannigan riesce comunque a stupire, a trascinare a viva forza il pubblico verso le sue storie romantiche, le sue canzoni che non si possono definire altrimenti che "pulite", di quei sentimenti facili ma, almeno sotto i riflettori del Bleu Lezard, veri. Non solo grazie alla sua voce, ma alla sua espressività tutta, al modo in cui si muove, a come riempie gli intermezzi, con una naturalezza che viene sicuramente anche dalla grande esperienza maturata negli anni con Rice.

Grande gioco ha lo spirito popolare che assume la musica della Hannigan, assai meno misurata che nel buon "Passenger" (uscito qui in Europa quest'anno), verace anche grazie all'onnipresente sostegno vocale dei numerosi compagni di viaggio, che sfoggiano anch'essi voci educate (almeno un paio dei sei membri della band di accompagnamento vengono da esperienze soliste). Istrionica e sinceramente coinvolta, Lisa si lascia andare supplendo così anche all'assenza del violino di Lucy Wilkins, famosa collaboratrice di Paul Weller, Tindersticks e Bryan Ferry.

Per quanto la leggerezza si faccia, sulla lunga distanza, alquanto pesante, tra le festose e paesane "Knots" e "What I'll Do" - controbilanciate dalla più oscura e blueseggiante "A Sail" forse il pezzo migliore di "Passenger" - e diversi pezzi che cominciano a flirtare, seppur delicatamente, col melenso ("Paper House", la title track), la Hannigan sa disimpegnarsi con grazia nella cover di gruppo di "The Night They Drove Old Dixie Down", dedicata al compianto Levon Helm, e col divertito e amorevole sarcasmo di "Safe Travel (Don't Die)".
Pollice ben alzato insomma per una grande performer - e una cantautrice senza grandi ambizioni.

I contributi fotografici sono di Patience Eding | Tilllate.com

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An appreciated surprise welcomes a crowded vaudoise audience in the rainy evening of May that leads into the cramped cave of the Bleu Lezard, a small club in the centre of Lausanne. Going, maybe, beyond the expectations that surround Lisa Hannigan, whose face is known to anybody who has seen the video of "The Blower's Daughter", as she has been, for several years, Damien Rice's second voice. Now Lisa has detached from the fellow countryman, to plunge into a solo career looking rather promising.
Her singing talents, even before the concert, were not to be discussed, but Hannigan manages all the same to amaze, to drag the audience at full tilt towards her romantic stories, towards her songs, which cannot be defined in any other way but as "clean". Easy feelings but, at least under the Bleu Lezard's lights, true. Not only thanks to her voice, but to her expressiveness whole, to the way she moves, to how she fills in during pauses, with a spontaneity that surely comes from the experience she grew together with Rice.

The popular spirit of Lisa Hannigan's music has good game, presenting itself in a far less controlled manner, if compared to the nice studio version of "Passenger", which has been published in Europe this year. It has a genuine vibe, maybe because of the omnipresent contribution of the large number of travel mates, displaying educated voices too. Histrionic and sincerely engrossed, Lisa also makes up for the absence of Lucy Wilkins' - famous collaborator of Paul Weller, Tindersticks and Bryan Ferry - violin.

Even though the lightness becomes, in the long distance, quite heavy, among the merry "Knots" and "What I'll Do" - counterbalanced by the darker and bluesy "A Sail", probably the best track on "Passenger" - and several songs start flirting delicately with sappy feelings ("Paper House", the title track), Hannigan manages to free herself with grace in the choral cover version of "The Night They Drove Old Dixie Down", dedicated to the lamented Levon Helm, and with the amused and loving sarchasm of "Safe Travel (Don't Die)".
Thumbs well up for a great performer - and for a songwritess with little ambition.

Pictures are courtesy of Patience Eding | Tilllate.com
Setlist
  1. Little Bird
  2. Pistachio
  3. Passenger
  4. Ocean And A Rock
  5. Venn Diagram
  6. O Sleep
  7. Flowers
  8. Paper House
  9. Black Eyed Dog
  10. Teeth
  11. Lille
  12. Safe Travels (Don't Die)
  13. I Don't Know
  14. What'll I Do


Encore:

  1. The Night They Drove Old Dixie Down
  2. Knots
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