18/05/2012

Nurse With Wound

Museo Marino Marini, Firenze


di Michele Guerrini
Nurse With Wound

Chiusura di grande stile e densità quella della rassegna International Feel che ha portato nel capoluogo toscano una crema preziosa di progetti: Alva Noto, Mouse On Mars e Fennesz per fare alcuni buoni esempi.
Steve Stampleton ha da sempre mantenuto uno strano profilo compositivo. Riuscendo a fondere nella sua ricerca sperimentale diversi elementi organici alla propria epoca. Dagli esordi radicati nell'estetica industriale, attraversando collaborazioni con artisti della musica contemporanea, del neofolk, e del dark-ambient più decostruito, siamo arrivati alla fabbricazione di trame sofisticate. Intrecci ambientali concettuali che ritaglia episodi concreti e riflessioni esistenziali, come il penultimo "The Rupture", incentrato sulle fasi mentali del trapasso alla morte.
Un excursus psico-metafisico che l'artista inglese ha voluto portare dal vivo proprio in occasione della data fiorentina, attraverso una forma di semi-improvvisazione che risente anche dell'ultimo lavoro rilasciato, quel "Cabbalism" che riprende le forme dadaiste di "Soliloquy For Lilith".

Il risultato è una sovrastruttura di messaggi che prende il via in maniera quasi silenziosa. Meditabonda e introversa si mostra lentamente alzando i propri riverberi e distorcendo le frequenze con una lentezza moribonda. Mentre i visual mostrano l'immagine fissa di un tergicristallo sotto la pioggia. Poi si insinueranno ricordi e bagliori, giostre e facce. Spiragli di vita e sorrisi. Lacrime oniriche di frammenti vitali che aumenteranno la tensione emotiva fino a un climax soffocante.
Si aprirà qui il lato muscolare. Gli spasmi e gli incubi si intensificheranno fino a raggiungere una cacofonia stridente. La totalità che raggiunge l'implosione, la propria morte in un silenzio taumaturgico.

Nonostante la struttura del museo non potesse giustamente permettere volumi troppo elevati, o comunque un'amplificazione più invasiva, la capacità di contaminazione del suono è stata molto profonda. Le statue che circondavano l'artista inglese e i suoi collaboratori vibravano in sintonia con i flussi emotivi della musica. Regalandoci così un'interpretazione pressoché totale. Un microcosmo emotivo e nervoso disteso di fronte a noi.
Nurse With Wound è stato sicuramente il progetto perfetto per chiudere un International Feel pieno di creatività e voglia di sperimentare.

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