17/02/2014

Csi

Teatro Leopardi, San Ginesio (MC)


di Michele Bordi
Csi

“Non chiamatela reunion, ci divertiamo e basta”, affermava Magnelli, seguito a ruota dai suoi compagni. Come per dire: non ce ne frega nulla di cosa dicano alcuni, quegli scettici che si interrogano sul senso di questo repertorio, privo di quel Ferretti che irreversibilmente lo caratterizzava; quelli che pensano “resto a casa, non sono i Csi”. E’ vero, non sono i Csi: gli stessi diretti interessati alzano le mani e sventolano quel chiaro prefisso “ex” nei loro manifesti, il problema non si pone.
Eppure molti si saranno resi conto - nelle due stracolme serate dell'Hamlin Fest al Teatro Leopardi di San Ginesio, splendida sala-bomboniera nascosta nelle colline maceratesi - che certe storiche poesie e melodie hanno un senso solo se avvolte dal fumo del palco e dalle luci dei riflettori.

L’avvio massiccio, potente, tradisce quindi la volontà degli ex-Csi di colpire subito dove fa male. E così “A Tratti” e “Forma e Sostanza” fanno tremare le seggiole della sala, con l’aiuto delle spesse corde agitate dalle dita di Maroccolo, spalleggiato dal vigoroso Filippi alla batteria. Poche pause, a malapena sufficienti per riprendere il fiato; il continuo martellare rintrona le prime file, sbattendole sull’incudine del boato che si leva dalle retrovie ad ogni incipit che viene svelato, conseguenza di un entusiasmo di chi sembra aver già dimenticato quanti anni siano passati dall’ultima volta.

Angela Baraldi è la rivelazione della serata, sbriciolando ogni residuo scetticismo percepibile nelle ore di attesa. Inevitabile oggetto d’interesse nell’esame di ammissione della serata, è la formula vincente per scacciare il fantasma del vecchio leader ormai lontano e redento. Una donna per esorcire il ricordo di un uomo: punk, cupa, dark nella sua veste quasi all-black da negromante alle prese con mistiche danze, nell'intento di rievocare lo spirito del vecchio Consorzio. Si muove sinuosa, ruggendo e riscattando la furia della band sin dai tempi dei Cccp, calandosi perfettamente nella parte; probabile patrimonio di un'esperienza teatrale radicata nel midollo. E’ così che raccoglie un sacrosanto tributo, accolta da una standing ovation al termine di una "Finisterre" da brividi.

Il meglio, tuttavia, deve ancora arrivare, quando lo spettacolo decolla con “Annarella”, in una struggente veste piano e voce. Da lì è una salita, passando per un highlight dopo l’altro: “Depressione Caspica”, “Fuochi Nella Notte”, “Narko” - letteralmente sbraitata da Giorgio "Iggy" Canali - chiudendo il set con il sarcasmo di “Mimporta ‘nasega”. Perché in fondo è palese che agli ex-Csi poco importi delle considerazioni: il pubblico è numeroso, raccogliendo la rabbia di più di una generazione, che tanto quella non passa mai di moda.
Dei tanto attesi bis, non può non emergere a spallate “Emilia Paranoica”, in una versione sporca, roboante, scomposta; Baraldi, indiavolata, sembra quasi voler prendere a morsi la folla.

Sicuri che non siano i Csi?


Foto su gentile concessione di Lorenzo Fabbri "Mandrake"

Setlist
  1. A Tratti
  2. Forma e Sostanza
  3. In Viaggio
  4. Unità di Produzione
  5. Maciste Contro Tutti
  6. Finisterre
  7. Del Mondo
  8. Linea Gotica
  9. Annarella
  10. Depressione Caspica
  11. Fuochi Nella Notte
  12. Guardali Negli Occhi
  13. Narko
  14. Blu
  15. M’Importa Na Sega
  16. Irata
  17. Cupe Vampe
  18. Buon Anno Ragazzi
  19. Emilia Paranoica
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