16/10/2014

Cold Cave

Locomotiv, Bologna


di Mattia Villa
Cold Cave

Terzo passaggio in Italia nel solo 2014 per Cold Cave, dopo la data romana di inizio anno e l’apertura per i Nine Inch Nails all’Unipol Arena di Bologna. Stessa città, differente location: siamo infatti al Locomotiv, club di via Sebastiano Serlio con un calendario concerti invernale piuttosto interessante (Liars, Xiu Xiu, Ty Segall, Tune-Yards, Sharon Van Etten per dirne alcuni).

Sono circa le 23.30 quando Weisley Eisold e Amy Lee salgono sul palco del Locomotiv, davanti a un pubblico discreto nei numeri e molto eterogeneo come età e stile. C’è da promuovere l’ultima raccolta di singoli e rarità “Full Cold Moon”, pubblicata in maggio. Il concerto in realtà si muove su altri binari, attingendo solo in piccola parte dalla compilation e cercando di evitarne i brani più cupi e rarefatti. La scelta ricade dunque su “A Little Death To Laugh” e “God Made The World”, a sostegno di un’idea di live il più possibile tirato e ballabile, dove dark-wave e synth-pop possano coesistere nella maniera migliore.

Neanche a dirlo, sono i brani più datati a riscuotere i maggiori consensi, con “Cherish The Light Years”, che a fine serata la farà da padrone. Weisley sul palco è generoso, si muove e canta con voce salda, al servizio di quell’immaginario tetro a cui viene - fin troppo spesso e a volte spropositatamente - accostato. In realtà il set dei Cold Cave è caratterizzato da più momenti dinamici, tessuti abilmente con drum machine tamburellante e synth taglienti. Da “Catacombs” a “Love Comes Close” fino alla conclusiva “Underworld U.S.A.”, tutto è al servizio del ritmo; una scelta che premia, viste le facce visibilmente soddisfatte che ci stanno attorno.

Ci sarebbe spazio anche per il bis, ma la decisione di Weisley è quella di declamare una poesia/dichiarazione, soffocata da una base elettronica minimale. Lasciata sola sul palco, Amy Lee ringrazia tutti, raccontando come questa per loro sia una specie di vacanza e di quanto si stiano divertendo a guidare da una venue all’altra attraverso il nostro paese. Buon per loro, considerando che se un musicista è rilassato, ci sono ottime possibilità di assistere a un concerto di qualità. Come quello di questa sera, appunto.

Cold Cave su OndaRock
Recensioni

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Cherish The Light Years

(2011 - Matador)
Spavalderia synth e tratti eurodance per un bis che sa di epicità

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(2009 - Matador)
Nove pezzi e trentuno minuti di tripudio lo-fi, di synth spiattellati ai quattro venti e sporcizie pop ..

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(2009 - Hospital Productions)
Le decadenti cremazioni della creatura di Wes Eisold

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