10/04/2014

Pontiak

Circolo degli Artisti, Roma


di Claudio Lancia
Pontiak


E’ una bomba nucleare quella che si è abbattuta sul Circolo degli Artisti giovedì 10 aprile, per la terza apparizione dei fratelli Carney (from Virginia, U.S.A) nel giro di pochi anni nel locale romano. Ma andiamo per ordine di apparizione.

L’apertura della serata spetta ai bravi Rubbish Factory, duo chitarra/voce + batteria, che si pone sulla scia dei Bud Spencer Blues Explosion, con l’ago della bussola meno puntato verso il blues e più indirizzato verso l’alt-rock. Ottima la loro esibizione, arricchita da “Idioteque”, poco scontata cover dei Radiohead, che più di qualcuno ha stentato a riconoscere. Dopo di loro salgono sul palco Thee Elephant, il side project psych-rock di Dola J. Chaplin, una sorta di supergruppo che immobilizza i presenti soprattutto nell’incandescente finale ad alta gradazione noise di “Here For You”.

Tutta l’attesa è ovviamente per i Pontiak, i quali non deludono il pubblico partendo in quarta con l’accoppiata “Ghosts”/ “Shining”. La scaletta è studiata per dare spazio soprattutto alle composizioni del recente album “Innocence”, ma anche il precedente “Echo Ono” risulterà ben rappresentato. Completamente tralasciati “Living” e “Sea Voids”, troveranno invece spazio una manciata di ripescaggi da “Sun On Sun” (due estratti), “Maker” e “Comecrudos” (uno ciascuno).

Sin dalle prime note il set si pone in maniera elettricamente infuocata: hard psichedelia che non teme di lambire le frontiere più drasticamente stoner. E se la parte centrale lascia tirare il fiato, con qualche pezzo tendente verso certa “americana” lievemente più rilassata (ma le composizioni più atmosferiche del trio stasera sono messe rigorosamente al bando), il set diventa veramente devastante durante gli ultimi quattro pezzi in scaletta, che mettono a dura prova la tenuta delle pareti del locale. Il filotto composto da “Lack Lustre Rush”/ “Innocence”/ “Lions Of Least”/ “Beings Of The Rarest” è di una potenza inaudita, quasi selvaggio. Roba da sconsigliare ai deboli di cuore.

Giusto qualche secondo per riprendere il fiato e i tre fratelloni ritornano sul palco per eseguire due estratti da “Echo Ono”, “The North Coast” e “Left With Lights”, poi tutti a casa, sazi e storditi.

Setlist

Ghosts

Shining

Shell Skull

Surrounded By Diamonds

Part III

We’ve Got It Wrong

Laywayed

The Expanding Sky

White Hands

Royal Colors

It’s The Greatest

Lack Lustre Rush

Innocence

Lions Of Least

Beings Of The Rarest

 

The North Coast

Left With Lights
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