27/11/2015

Immanuel Casto

CAP10100, Torino


di Alessandro Fiorito
Immanuel Casto

Cosa ci si può aspettare dal concerto di un artista che fa del doppio senso e della esagerazione la propria arte? E in base a quali parametri si dovrà giudicare questo spettacolo, per la musica o per la presenza del personaggio?
Nel dubbio di queste domande amletiche, ci presentiamo al live con delle aspettative a metà tra quelle che si avrebbero a una serata di cabaret e quelle di una serata disco fortemente liberale. Ci accorgeremo più avanti che entrambe le sensazioni possono considerarsi corrette. La location del concerto è il CAP10100, un club situato sul lungofiume del Po; la sala è situata al primo piano, adatta a contenere sì e no 400 persone. Non è un sold-out quello del Casto, ma ha tranquillamente riempito tre quarti di sala con febbricitanti visitatori di ogni età, sesso e preferenza sessuale in attesa del loro beniamino.

Non appena i due unici musicisti della serata entrano sul palco, il pubblico inizia a vibrare. Messe mani sugli strumenti, parte la strumentale “Into The Pink” a introdurre il divo sul palco: arriva con canottiera nera da palestrato e ciuffo biondo glitterato. Qui bisogna dirlo, ci saremmo aspettati osasse anche di più. Lo seguono tre ragazze, due ballerine e una seconda voce; le prime due sfoggiano un completino d’avanguardia con spalliere e gonna neri rigidi a rete. Manca un passo per sentirsi a un concerto di Madonna. La composizione sul palco prevede sul retro i due musicisti maschi in totale ombra (ovviamente), davanti a loro le ballerine e infine sul bordo del palco Immanuel Casto con la seconda voce alla sua destra.
Partono subito a raffica le hit “Discodildo”, “Sexual Navigator” e “Rosso, Oro e Nero”. La prima cosa a notarsi è la perfezione dell’esecuzione. Al di là dell’ironia, al di là del groove e degli sculettamenti, è proprio la musica a funzionare, composta da “appena” una batteria più a giro campionatore, sinth e tastiera - o anche chitarra all’occorrenza. Fa un gran lavoro anche l’impianto del locale e il lavoro del fonico che riescono a garantire fedeltà sonora e perfetto equilibrio tra le parti. A sorprendere ancora di più sono però le capacità vocali del protagonista: non solo è intonato, che già questa è una cosa non da poco, ma possiede anche un gran controllo della voce. Insomma, l’ultima cosa che ci si sarebbe aspettati a un live di questo tipo è che si potesse andare tanto oltre la mera ironia sessuale, eppure è questo ciò che abbiamo di fronte.


Il concerto prosegue intervallando i pezzi più famosi con gran parte della tracklist dell’ultimo Lp, “The Pink Album”. A circa mezz'ora dall’inizio, è il turno dell’ospite della serata, Romina Falconi, con la quale vengono eseguiti i brani pubblicati insieme. La chiamata sul palco dell’amica è la prima buona occasione per il cantante di sfoggiare l’atteggiamento da primadonna: “Come molti di voi sapranno, quest’anno è uscito un album molto importante. Ovviamente non sto parlando del mio, quello si sa che è un capolavoro.”
Chiusa la parentesi featuring, continua la serie di hit tra cui “25 escort” e "Anal Beat". Dopo circa un'ora di scaletta, è tempo di fare un break musicale: prima esce tutta la combriccola per lasciare completo spazio allo schermo sullo sfondo, dove viene proiettato il trailer animato della nuova espansione di “Squillo”, il gioco di carte inventato dal cantautore e basato sulla prostituzione e lo schiavismo - video malsano, ma davvero divertente. Poi è il momento della lettura intima: seduto davanti un leggio, Immanuel racconta la storia di una ragazza sposata con un uomo gay. Terminato il siparietto prosegue la sfilza di canzoni vecchie e nuove, sulle quali si impone a chiudere la instant classicDa grande sarai fr**io”, che strappa l’ennesima uscita da reginetta del palco: “Il prossimo è un pezzo a cui sono particolarmente legato perché è il brano che ha convinto tutti a ritenermi un genio”. Uscita e prevedibile bis con “Tropicanal” e “Deepthroat Revolution”.


Un’ora e cinquanta dopo la sua entrata le gente appare soddisfatta. Immanuel Casto sembra aver conquistato tutti, chi era andato lì per ballare e chi per divertirsi, gli attenti e i curiosi. Quello del bergamasco è uno show a tutto tondo, dinamico. Mai uguale a se stesso, nonostante sound e tema delle canzoni siano particolarmente omogenei.
Casto dimostra una capacità invidiabile di condurre lo spettacolo, introducendo le canzoni senza mai essere troppo pesante, facendo battute, ballando, ma anche interagendo col pubblico - quando dei fan in prima fila gli hanno donato una vaschetta di dolci della propria pasticceria, è stata la buona occasione per il cantante di anticipare “Zero carboidrati” con l’uscita “Wow, grazie! Peccato che questi non si possano mangiare, questi carboidrati finiscono tutti giù!”.
Unica pecca da segnalare è l’uso delle luci, che non sempre si amalgamavano perfettamente con la proiezione retrostante: per esempio, durante “Alphabet Love”, il proiettore alternava le varie parole dell’alfabeto dell’amore elencate nella canzone, ma per gran parte del tempo queste erano offuscate dai faretti gialli.

Un difetto da poco, quest’ultimo, rispetto al giudizio complessivo. A chi lo accusa di essere solo una marchetta che marcia grazie a contenuti di facile consumo, Immanuel Casto risponde con i fatti. Il suo live è la prova che se sta lì dov’è, non è certo per caso, ma perché sa coscientemente creare dei prodotti pop e presentarli al pubblico nel modo più efficace possibile. Immanuel Casto incarna perfettamente le battute sul sesso di cui fa largo uso: per quanto scialbe e scontate, una risata te la strapperanno sempre, e non c'è nulla che puoi fare per evitarlo.

Foto gentilmente concesse da Vincenzo Nicolello.

Setlist
  1. Into The Pink
  2. Discodildo
  3. Sexual Navigator
  4. Rosico
  5. Rosso, Oro e Nero
  6. 50 Bocca/100 Amore
  7. Sognando Cracovia (feat. Romina Falconi)
  8. Horror Vacui (feat. Romina Falconi)
  9. Crash (feat. Romina Falconi)
  10. Freak & Chic
  11. Il Sesso Vende Sempre
  12. Escort 25
  13. Social Queen
  14. Alphabet of Love
  15. Topazia (Racconto)
  16. Zero Carboidrati
  17. Anal Beat
  18. Che Bella la Cappella
  19. Killer Star
  20. Io la do
  21. Da Grande Sarai Fr**io


Bis


22.  Tropicanal
23.  Deepthroat Revolution

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