27/01/2015

Fink

Magnolia, Milano


di Lorenzo Righetto
Fink
Si sarà sentito un po’ nella sua casa di Bristol, Fin Greenall, in questa gelida, brumosa, umida serata milanese, al Magnolia incastonato tra le piste d’aeroporto e le luci degli aerei che scompaiono e riappaiono nella nebbia che sale. Sembra lo scenario perfetto per inscenare le sue canzoni uggiose, ma il calore del pubblico (e la sua numerosa presenza) gli permettono invece di svelare completamente la sua natura affabile e umile, e il suo sincero stupore per l’accoglienza che gli viene riservata.

Il concerto si apre sotto i migliori auspici, con la trascinante “Pilgrim”, dall’ultimo “Hard Believer”, seguita dal suo alter ego in "Perfect Darkness", "Warm Shadow": sound secchissimo e tirato, voce impeccabile che regala un’interpretazione anche più intensa che su disco, progressioni ipodermiche leggermente accompagnate dagli intelligenti e mai invadenti giochi di luci. Greenall è al centro della scena, insieme a un batterista davvero compreso nel suo ruolo e vero autore delle progressioni dei brani.
È la parte centrale a rallentare – comprensibilmente – ma anche a offrire la faccia peggiore della musica di Fink, con i pezzi più intimi di “Perfect Darkness” (“Wheels”, la più struggente “Yesterday Was Hard On All Of Us”) a incorniciare la title track di “Hard Believer”, pezzo introduttivo su disco che ha forse poco senso in una scaletta live. Il concerto si fa monotono, le soluzioni di poco impatto, e il songwriting di Greenall non sempre è sufficiente a reggere il palco.

Riprende il tiro poi la band con i due singoloni di “Hard Believer”, “Shakespeare” e “Looking Too Closely”, proposti in rapida sequenza, prima della trionfale prima uscita sulle note dell'epica "Berlin Sunrise". Acclamato dal pubblico, come poi nel resto del concerto, Greenall ritorna per l’atteso, vero saluto di “This Is The Thing”, scontentando chi dall’inizio reclamava il primo repertorio di Fink.
Una buona serata, che forse sarebbe potuta diventare ottima con una scaletta diversa e con interpretazioni meno monocordi dei brani.

Foto di Alberto Pezzali, per gentile concessione di Nightguide.it.
Setlist
Pilgrim
Warm Shadow
Sort Of Revolution
Yesterday Was Hard On All Of Us
Hard Believer
Wheels
Perfect Darkness
Shakespeare
Looking Too Closely
Berlin Sunrise

Encore

This Is The Thing
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