06/09/2015

Linkin Park + Simple Plan

Postepay Rock In Roma, Roma


di Claudio Lancia
Linkin Park + Simple Plan

Cala il sipario sull’edizione 2015 del Postepay Rock In Roma, con l’ultimo evento della rassegna che ha scandito l’intera stagione estiva, a partire dal 14 giugno con l’esibizione degli Alt-J.
La chiusura è al fulmicotone, protagonisti gli attesissimi Linkin Park, grandi catalizzatori di fine estate, in grado di richiamare la folla delle grandi occasioni, realizzando la seconda miglior affluenza stagionale, seconda soltanto al concerto dei Muse di sabato 18 luglio.

La celebre formazione losangelina, in pista da oltre quindici anni e amatissima dal proprio pubblico, fra l’altro inserita da Mtv nella top ten delle migliori rock band di sempre, ha dimostrato questa sera una volta di più che sessanta milioni di dischi non si vendono per caso.
Il portentoso mix di hip-hop, nu-metal, sequenze elettroniche e alt-rock, associato a un gusto innato per la melodia, ha coinvolto il pubblico come raramente accade, grazie anche alla potenza di suono sprigionata dal sestetto.

Prima di loro la serata è stata aperta dal power-punk dei canadesi Simple Plan, altra formazione molto esperta, il loro primo lavoro risale al 2002,  che ha alternato brani divertenti e iperveloci (“Shut Up”) a qualche riuscita ballad ben collaudata (“Welcome To My Life”).
Poi tutti per i Linkin Park, per la prima volta assoluta a Roma, e sin dalle prime note di “Papercut” è un uragano di suoni quello che si abbatte sulla platea, non troppo dissimile dalla potenza devastante che potrebbe avere oggi un set dei Rage Against The Machine o dei Beastie Boys. Impossibile restare fermi, il ritmo è sempre altissimo, i brani, anche quelli più strutturati, si chiudono sempre al massimo entro tre minuti, una formula che non concede mai spazio alla noia e che fa immediatamente decollare lo show, che non ha un solo attimo di stanca.

Le 28 tracce proposte spaziano con equilibrio fra i sei album finora editi (il più recente, “The Hunting Party” è del 2014), con lieve predilezione per quello che resta il più amato, “Hybrid Theory”, il loro esordio, datato 2000, premiato con ben sei estratti in scaletta.
Le hit più celebri ci sono quasi tutte, da “Breaking The Habit” a “Numb”, da “What I’ve Done” alla più ovvia, quella “In The End” che catapultò il nome dei Linkin Park all’attenzione mondiale.

Vengono eseguite anche “New Divide”, mai inclusa in alcun album del gruppo ma presente nel soundtrack del film “Transformers: Revenge Of The Fallen”, una cover di Steve Aoki  (“Darker Than Blood”) e due tracce del side project hip-hop di Mike Shinoda, Fort Minor (“Remember The Name” e “Welcome”).
Chester Bennington è in grandissima forma, conosciamo benissimo le sue doti vocali, la possibilità di cambiare radicalmente registro all’interno di una canzone, passando con naturalezza da una linea melodica a una scream; la band alle sue spalle si muove compatta e sicura, fra riff portentosi e virate elettroniche, e Shinoda, fondamentale nel ruolo di co-protagonista, si conferma come il più importante ed efficace rock rapper (passatemi la licenza) di tutti i tempi.

E' il grande epilogo per una rassegna che di anno in anno conferma il proprio prestigio internazionale: già sta partendo il toto-scommesse per quelli che potrebbero essere i protagonisti dell’edizione 2016, l’organizzazione è al lavoro e non è escluso che entro fine anno vengano comunicati i primi nomi che calcheranno questo palco dal prossimo giugno.

Setlist

Setlist Linkin Park

Papercut

Given Up

Rebellion

Points Of Authority

One Step Closer

A Line In The Sand

From The Inside

Runaway

Wastelands

Castle Of Glass

Leave Out All The Rest / Shadow Of The Day / Iridescent

Robot Boy

New Divide

Breaking The Habit

Darker Than Blood

Burn It Down

Final Masquerade

Remember The Name

Welcome

Numb

In The End

Faint

…. ….

A Place For My Head

Waiting For The End

What I’ve Done

Bleed It Out


Setlist Simple Plan

Shut Up

Can’t Keep My Hands Off You

Jump

Welcome To My Life

Your Love Is A Lie

You Suck At Love

Boom

When I’m Gone

Jet Lag

I’m Just A Kid

Summer Paradise

I’d Do Anything

Perfect

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