04/01/2015

Stars

Covo Club, Bologna


di Stefano Bartolotta
Stars

Prima di questa data, erano ben otto gli anni di assenza degli Stars dall’Italia e dieci da Bologna. Da un lato si potrebbe pensare che l’assenza crea attesa e che quindi il ritorno è destinato a segnare una grande affluenza di pubblico; dall’altro, la gente tende a dimenticarsi dei gruppi, soprattutto vista la frequenza con cui ne escono di nuovi, quindi ci si potrebbe anche immaginare che chi torna dopo tanto tempo lo faccia nel disinteresse generale. Nel caso degli Stars, le date italiane sopracitate corrispondevano con la promozione di dischi che avevano ricevuto riscontri esclusivamente positivi, cosa che non si può dire per gli ultimi tre lavori. Alla prova dei fatti, il Covo è discretamente affollato: non c’è sold out ma la gente si è recata in buon numero a questo concerto.

Dal punto di vista tecnico, il live piace soprattutto per due motivi: la capacità di riadattare le canzoni rispetto alle versioni su disco, senza snaturarle ma proponendo in esse quasi sempre qualcosa di diverso, e una setlist ottimamente strutturata. Dal primo punto di vista, spiccano alcune soluzioni davvero indovinate: l’orgia di suoni che irrompe nella parte conclusiva dell’iniziale “From The Night”; la maggior robustezza del suono in “Ageless Beauty”; una chitarra molto in evidenza, con un’attitudine quasi post-rock, in “Dead Hearts”; una ritmica pesante e marziale, volutamente in disarmonia con il resto della struttura della canzone, in “Midnight Coward”. Le canzoni – queste citate così come le altre, nessuna esclusa - acquistano ulteriore brillantezza e vitalità e sono adattissime a catturare completamente l’attenzione di chi sta sotto al palco. Certo, in un paio di occasioni le frequenze basse invadono troppo il suono e non è un bel sentire, però si è trattato davvero solo di un paio di momenti all’interno di una performance impeccabile, trascinante e riuscitissima.
Per quanto riguarda la setlist, è stata ottima l’idea di come raggruppare le canzoni: l’inizio verte quasi esclusivamente sul repertorio più danzereccio della band, per dare al pubblico leggerezza e voglia di muoversi e partecipare, con l’eccezione della citata “Ageless Beauty”, uno dei brani più conosciuti e ammirati, messa come seconda canzone proprio per mettere la gente subito a proprio agio; poi, dopo una “Hold On When You Get Love And Let Go When You Leave It” particolarmente apprezzata con mezza sala che salta all’unisono, ci sono state due – tre canzoni tranquille, per dare modo alla gente di prednere fiato, e poi si è ricominciato con un ritmo tirato ma stavolta non necessariamente con brani ballabili, bensì dal suono un po’ più ricercato. Nel finale si è tornati su atmosfere da dancefloor con una “No One Is Lost” particolarmente irresistibile, su cui tutti, musicisti e spettatori, si sono lasciati particolarmente lasciati andare quasi senza controllo.

Non va poi trascurato il lato umano, ovvero la capacità dei musicisti di intrattenere gli spettatori e interagire con essi al di là dell’aspetto strettamente musicale. I due cantanti Torquill Campbell e Amy Millian sono incaricati di parlare con le persone, ma anche gli altri non mancano di dimostrare con il loro modo di fare l’apprezzamento per il grande calore con cui sono stati accolti dopo tanti anni. La sensazione di sincerità da parte delle due voci nel dimostrare alla gente stupore e gratitudine per gli applausi e la partecipazione è fortissima: tante volte si sentono artisti dire dal palco cose come “siamo contenti di essere di nuovo qui” o “quanto ci piace suonare in Italia, la gente è davvero cool”, ma qui è chiaro a tutti che gli Stars stanno parlando col cuore in mano e così chi sta sotto e ha aspettato per tutti questi anni non può che ricambiare con applausi ancora più convinti e con salti e balli sempre più scatenati.

E poi c’è lei, una delle canzoni pop più belle degli ultimi 15 anni. Sto parlando, ovviamente, di “Your Ex-Lover Is Dead”, proposta prima dell’encore e che ha fatto vibrare di emozione e commozione tutti. Qui la band non riadatta la canzone - sarebbe stato quasi un atto di lesa maestà – però Torquill e Amy girano i microfoni verso il pubblico per chiedere di cantare tutti insieme le ultime parole del brano: “I’m not sorry I left you, I’m not sorry, it’s over, I’m not sorry, there’s nothing to say. I’m not sorry, there’s nothing to say”. Il coro è assordante e questo diventa istantaneamente uno di quei momenti che si stampa nel cuore di chi c’era e vi rimarrà impresso a lungo.

“È già disco/concerto dell’anno” è la frase più abusata dagli appassionati di musica a gennaio. Ma se qualcuno l’ha detta riferita a questo concerto, qualche ragione ce l’ha.



Setlist
  1. From The Night 
  2. Ageless Beauty 
  3. We Don't Want Your Body 
  4. Turn It Up 
  5. Backlines 
  6. You Keep Coming Up 
  7. A Song Is a Weapon 
  8. This is the Last Time 
  9. Hold On When You Get Love and Let Go When You Give It 
  10. Look Away 
  11. Dead Hearts 
  12. Trap Door 
  13. One More Night 
  14. Elevator Love Letter 
  15. Take Me to the Riot 
  16. Your Ex-Lover Is Dead
  17. Are You OK?
  18. No One Is Lost
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