14/07/2015

Verdena + Fast Animals & Slow Kids

Postepay Rock In Roma, Roma


di Claudio Lancia
Verdena + Fast Animals & Slow Kids

Fa a dir poco sorridere la ressa per accaparrarsi i biglietti dei concerti di certi mostri sacri del rock, a botte di pezzi da cento, per guardarli esibirsi a mille miglia di distanza (anche perché alcuni musicisti pare vadano comunque “omaggiati" a tutti i costi), quando al Postepay Rock In Roma con 15 €uro ti puoi vedere comodamente in sequenza due fra le migliori (non scrivo le migliori in assoluto per non aprire versanti di guerra) live band italiane del circuito rock “alternativo”.
E desta stupore il fatto di non trovare stasera la calca delle grandi occasioni, come se i veri indie-snob fossero quelli che non fanno parte del circuito indie-snob. Certo, i Verdena arrivano da un tour partito a inizio anno che ha inanellato una sequenza impressionante di sold-out, compreso quello all’Atlantico di Roma soltanto quattro mesi fa, e i Fast Animals & Slow Kids sono da almeno tre anni costantemente in tour, senza soste.

Dopo una mezzoretta trascorsa ad ascoltare i Miriam In Siberia, i Fast Animals decidono di affrontare il pubblico affluito all’Ippodromo delle Capannelle con quaranta minuti al fulmicotone, ripieni di energia, ritmi serratissimi e slogan lanciati in faccia alla platea.
Il quartetto perugino, guidato dall'esuberante Aimone Romizi, si conferma una macchina da guerra tanto sui palchi dei piccoli club di provincia quanto su quelli “importanti”, visto che un paio d’anni or sono li vedemmo in grandissima forma aprire per i Ministri all’Atlantico. E anche stasera non hanno certo sfigurato al cospetto di Alberto Ferrari e compagnia.

Sui Verdena c’è ben poco da dire, sono ormai da anni un’istituzione consolidata del rock italiano, e, pur essendo marchiati major sin dall'adolescenza, hanno saputo conservare tutti gli aspetti (e gli atteggiamenti) di indipendenza che qualsiasi band dovrebbe cercare di preservare.
Il primo volume di “Endkadenz”, che caratterizza gran parte del set di questa sera, è un lavoro non facile, ma che può essere ben digerito e compreso da chi segue il trio bergamasco da tempo.

Molto “Endkadenz”, dicevamo, fra l’apertura di “Alieni fra di noi”, l’epicità di “Ho una fissa”, le invasioni electro di “Sci desertico”, il divertimento di “Un po’ esageri”, la pulizia formale di “Nevischio” e “Puzzle”, le percussività finali di “Rilievo” che chiude la prima parte del set.
Ma anche molti ripescaggi dal passato più o meno prossimo: da una “Loniterp” tirata a lucido, a una “Miglioramento” che si conferma vero gioiello alt-pop, da una “Muori Delay” che fa saltare in aria la platea ai veri valori aggiunti della serata, vale a dire l’inattesa “Non prendere l’acme, Eugenio”, con tanto di applauditissime divagazioni noise sul closing, e “Viba”, unica concessione al disco d’esordio, al quale tutti i fan restano saldamente affezionati.

Il pubblico li segue, li applaude sempre, canta le canzoni, un pubblico che col passare degli anni ha vissuto un naturale cambio generazionale, facilitato dal loro (dei Verdena) essere alternativi ma al contempo fruibili.
Nei bis tre tracce che ripescano da diversi momenti del loro percorso artistico: “40 secondi di niente” è l’unico estratto da “Il suicidio dei samurai” (che resta il mio preferito, posso dirlo?), la devastante “Isacco nucleare” (altro momento top) è l’ennesimo ripescaggio da “Requiem” (un album che resta decisamente centrale nelle loro esibizioni) e la chiusura certificata da “Funeralus” con giochi di luce psichedelici e intensità elevata ai massimi livelli possibili.

Che altro aggiungere che non sia ancora stato detto su questi meravigliosi ragazzi? I Verdena restano una sicurezza. Meno abrasivi (ma anche meno cervellotici) di un tempo, più “maturi” ed eclettici, continuano a proporre un set sempre in grado di emozionare e al contempo trascinare.
E’ questa la sensazione di chi li ha seguiti con affetto dagli esordi, e pur considerando gli ultimi dischi non esattamente i loro migliori, ne apprezza e condivide le evoluzioni stilistiche.
Verdena e Fast Animals & Slow Kids in una sola sera, come dire il presente e il futuro del miglior rock italiano possibile.

Setlist

SETLIST VERDENA:
Alieni fra di noi

Ho una fissa

Sci desertico

Loniterp

Derek

Le scarpe volanti

Contro la ragione

Un po’ esageri

Non prendere l’acme, Eugenio

Miami Safari

Castelli per aria

Nevischio

Puzzle

Miglioramento

Viba

Muori Delay

Rilievo

…. ….

40 secondi di niente

Isacco Nucleare

Funeralus

SETLIST FAST ANIMALS & SLOW KIDS:

Calci in faccia
Il mare davanti
Combattere per l'incertezza
Fammi domande
Come reagire al presente
Coperta
Troia
Mariantonietta
Canzone per un abete (parte II)
A cosa ci serve

Verdena & Iosonouncane su OndaRock
Recensioni

VERDENA & IOSONOUNCANE

Split Ep

(2016 - Universal)
I Verdena mettono le chitarre su "Tanca" e "Carne", Iosonouncane riveste di elettronica "Diluvio" e "Identikit" ..

VERDENA

Endkadenz Vol. 1

(2015 - Universal)
La prima parte del nuovo intrigante progetto della band di Alberto Ferrari

VERDENA

Endkadenz Vol. 2

(2015 - Universal)
Ritorno a suoni più elettricamente aspri nel secondo capitolo dell'enciclopedico "Endkadenz"

VERDENA

Wow

(2011 - Universal)
La consacrazione pop della band bergamasca, in un ambizioso album di ventisette tracce

VERDENA

Requiem

(2007 - Black Out / Universal)
Più stoner e psichedelia nel quarto album del trio di Bergamo

VERDENA

Il suicidio del samurai

(2004 - Blackout)

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Solo un grande sasso

(2001 - Black Out)
Il capolavoro psych-rock della band bergasmasca, prodotto da Manuel Agnelli

VERDENA

Verdena

(1999 - Black Out / Universal)
Il fulminante esordio del trio guidato da Alberto Ferrari. Produce Giorgio Canali

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