22/11/2017

Ofeliadorme + Telefon Tel Aviv

Locomotiv, Bologna


di Alessandro Biancalana
Ofeliadorme + Telefon Tel Aviv
Sono grandi le emozioni che colgono gli appassionati quando giunge il momento di riabbracciare personaggi e sensazioni ritenuti quasi perduti. Il progetto Telefon Tel Aviv oltre ad essere uno di questi casi racchiude tutte le caratteristiche di una vera e propria storia da raccontare.

La coppia Joshua Eustis e Charles Cooper, dopo tre album uno più bello dell'altro e un carico di aspettative e talento sulle spalle, si accinge nel 2009 a lanciare il bellissimo “Immolate Yourself” con un tour in tutto il mondo. A pochi giorni di distanza, sul finire dell'anno, arriva la doccia fredda: Charlie Cooper muore in circostanze misteriose, il gruppo immediatamente congelato, tour completato con un sostituto e carriera troncata. Questa brusca interruzione di un percorso che poteva seriamente diventare trionfale, mette in forte crisi la motivazione artistica del compare Joshua Eustis il quale decide di dedicarsi ad altro per non pensare.

Negli anni che lo dividono dall'attimo in cui decide di riprendere in mano il suo passato, l'americano calca i palchi spalla a spalla con band come Puscifer, Nine Ninch Nails, The Black Queen, oltre ad avviare i progetti elettronici Second Woman e Sons Of Magdalene. Nel 2016 si accende la classica scintilla che fa tornare le motivazioni per riprendere in mano un discorso irrisolto e per cui fiumi di parole si erano spesi. Nuovo pezzo, tour in tutta Europa – fra cui alcune date di supporto ai Moderat - e tanta voglia di sorprendere ancora.

Ed è con questa aura di mitologia che la serata viene percepita con grande interesse da parte di tutto il pubblico del Locomotiv, il quale fluisce con il passare delle ore sempre più numeroso. Ad accogliere e scaldare le orecchie degli astanti ci pensano i bolognesi Ofeliadorme. Nonostante un bilanciamento dei suoni poco favorevole alla bella voce di Francesca Bono – purtroppo troppo impastata e confusa la resa finale -, la band si muove agilmente e con efficacia mirabile fra dark-rock, sintesi wave e accenni minimal-synth. Davvero di grande impatto pezzi come “Birch”, “Body Prayer” e “My Soldiers”, sinuose e guidate da rasoiate di sibilante elettronica, pattern ritmici incessanti e una voce che ricorda l'impeto di Siouxsie. Da seguire ed ascoltare, partendo dal nuovissimo “Secret Fires”.

Il tempo di un veloce cambio palco ed è l'ora di Joshua Eustis, il quale inizia il suo show pestando di brutto con nuovo materiale fatto di grovigli IDM fittissimi e molto movimentati, gettando dei grossi dubbi sull'entità del disco che avrà luce molto probabilmente nel 2018, il quale, su stessa ammissione del suo autore, sarà più scuro, arrabbiato e cattivo rispetto al suono ovattato e quasi confortevole dei lavori precedenti. A testimoniare ciò arriva l'esecuzione del nuovo pezzo “Something Akin To Lust”, una tetra staffilata electro-dark decisamente distante dai suoni abitualmente ascoltati nei dischi dei Telefon Tel Aviv.

L'oretta scarsa messa in scena da Eustis da l'impressione di essere una sorta di spettacolo preparatorio ed esplorativo più che un vero e proprio concerto, d'altronde – come si può ascoltare in una recente intervista per un'emittente felsinea – lui stesso prima di riprendere seriamente in mano il marchio ha voluto testare l'impatto sul pubblico del materiale che aveva intenzione di produrre.

Sul finire dell'esibizione, ci pensano le prime note di “The Birds” a scaldare i cuori dei nostalgici, a cui non si possono non dedicare alcune lacrime, oltre ad un altro classico come “You Are Worst Thing In The World”, una tambureggiante e magnifica ballata electro/dance dal sapore agrodolce.

Ed è la bellezza di questa musica che trascende la realtà del live e fa pensare a quanto il duo poteva essere e non è mai stato per colpa di una tragica disgrazia, generando frustrazione ma dando la speranza che nonostante tutto non è ancora il momento di mettere fine ad uno dei progetti elettronici più interessanti del nuovo millennio.
Telefon Tel Aviv su OndaRock
Recensioni

TELEFON TEL AVIV

Immolate Yourself

(2009 - Bpitch Control)
Il duo statunitense alla prova del beat nel suo terzo lavoro sulla lunga distanza

Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.