07/08/2018

Grant Lee Phillips

Malga Canvere, Bellamonte (Tn)


di Gabriele Benzing
Grant Lee Phillips

Sagra dello speck, conferenza micologica, banda del paese… Il rito preliminare delle vacanze sulle Dolomiti: compulsare la lista delle manifestazioni estive in cerca di attività per la famiglia. Ma aspetta un momento… No, dev’esserci un errore: come sarebbe a dire Grant-Lee Phillips? Quel Grant-Lee Phillips? Concerto gratuito… in Val di Fiemme… in una malga a quasi 2.000 metri? Non è possibile, dai.
E invece. Merito de “I suoni delle Dolomiti”, rassegna musicale dalla storia ormai ultraventennale, che a fine giugno aveva già portato Graham Nash sulle montagne della Val di Fassa: altra generazione, ma sempre un pezzo di epopea del cantautorato americano. Insomma, scarponi ai piedi, zaino in spalla e famiglia al seguito, non resta che mettersi in cammino. Destinazione Malga Canvere.

Già l’idea di andare a un concerto la mattina suona decisamente fuori del comune. Per non parlare del fatto di dover affrontare una vera e propria escursione in montagna per arrivarci… Se a questo si aggiungono le vette del parco naturale di Paneveggio come palcoscenico, non è difficile immaginare che la sensazione è da subito quella di trovarsi di fronte a qualcosa di unico.
Una conca incorniciata dai boschi fa da perfetto anfiteatro naturale, sotto un azzurro abbagliante che nemmeno le nuvole riescono a offuscare. Il colpo d’occhio è più quello di una scampagnata che quello di un concerto: coperte stese sull’erba, racchette da nordic walking, zaini, passeggini: un migliaio di persone punteggiano i prati della malga di cappellini colorati e bandane. E in fondo alla discesa, all’interno di un rettangolo di prato appena recintato, eccolo là: per i nostalgici l’anima dei Grant Lee Buffalo, per i fan di “Gilmore Girls” il cantastorie di Stars Hollow. Un songwriter a tutto tondo, per chi ha seguito le metamorfosi della sua carriera artistica dagli anni Novanta a oggi.

Grant-Lee Phillips
La giacca resiste solo qualche istante al martellare del sole d’alta quota: camicia bianca, jeans scuri, cravattino da cowboy e occhiali da sole, Grant-Lee Phillips imbraccia la chitarra acustica quasi con pudore, anche lui un po’ stranito di trovarsi a suonare in un contesto del genere. Alle sue spalle, il verde si immerge nell’ombra, tra quegli stessi abeti che Stradivari usava per i suoi violini. Accanto al microfono, una tipica sedia di legno trentina è l’unica aggiunta alla scenografia del paesaggio. “Non riesco a immaginare un club migliore di questo”, annuncia con un sorriso.
I primi accordi sono quelli di “Mona Lisa”, da “Virginia Creeper” (uno dei vertici della carriera solista del songwriter americano). La voce di Phillips accarezza morbida le note, con quella sua inconfondibile inflessione ora calda e trasognata, ora graffiante e decisa. Poi tocca subito a un assaggio dell’ultimo “Widdershins”: rispetto ai toni jangle-pop del disco, le nuove canzoni guadagnano personalità nella veste unplugged, dall’invettiva contro l’America della caccia alle streghe di “Walk In Circles” alla sarcastica attualizzazione della corte di Versailles di “Unruly Mobs”.

Grant-Lee PhillipsIl palpitare della natura sembra rimbalzare direttamente nei versi di Philipps attraverso l’aria frizzante che arriva dal bosco: “Nature, she got all the power”, proclama sull’arpeggio circolare di “The Straighten Outer”, raccontando di montagne, tuoni e uccelli che sussurrano al vento. “Molte delle mie canzoni sono ispirate dalla maestà e dalla meraviglia della natura”, confessa. “Quando chiudo gli occhi immagino sempre di trovarmi con il mio sacco a pelo in un posto come questo”.
Ma è con il tuffo nel passato dei Grant Lee Buffalo che il concerto entra davvero nel vivo: “Mighty Joe Moon”, “Honey Don’t Think”, “Arousing Thunder”, fino all’ovazione che accoglie “Jupiter And Teardrop” (prova tangibile che il pubblico della malga non è fatto certo di gitanti casuali). Phillips ricorda quando ha attraversato per la prima volta l’Italia con il vecchio gruppo, negli anni Novanta, aprendo i concerti dei Rem: una vera e propria rivelazione, per chi c’era e li conosceva solo dal video in heavy rotation di “Mockingbirds”.
Ci prende gusto, Phillips, e il viaggio nella memoria prosegue con una rilettura da brividi di “The Hook”, subito seguita da una ruvida “The Shining Hour” e da un’intensa “Fuzzy”. Il coinvolgimento ormai è completo, e lo dimostrano i battimani che scandiscono l’andatura scanzonata (ma tutt’altro che spensierata) di “It Ain’t The Same Old Cold War Harry” e i cori con cui il pubblico viene chiamato ad accompagnare l’energica resa di “Mobilize”.

Grant-Lee PhillipsPhillips scherza sul debito d’ossigeno per l’altitudine, ma la sua voce convince senza cedimenti per tutta la durata dell’inconsueta matinée. A rendere il ritmo ancora più serrato ci pensa un’incalzante “The Wilderness”, che ridotta all’osso riesce a trovare lo slancio giusto per dare corpo alla sua parabola su uomini e mostri. Siamo ormai ai bis e il repertorio dei Grant Lee Buffalo riconquista la ribalta, prima sferzando con il viaggio in Texas di “Lone Star Song”, poi cullando la disillusione con i sussurri di “Mockingbirds”.
Le nuvole che secondo il meteo dovevano portare la pioggia non si sono presentate all’appello e Phillips sembra poter tenere banco a oltranza, armato solo della sua chitarra e di un fenomenale canzoniere.
Il gran finale, invece, arriva tutto d’un fiato, con l’unico estratto dal penultimo “The Narrows”: una “Loaded Gun” scalpitante, profumata di campagna, di giovinezza e di vecchi dischi di Johnny Cash. “Don’t know what I’m runnin’ from/ Not sure where I’m goin’”. Le Dolomiti osservano da lontano, scavate dalle rughe del tempo: la risposta, loro la custodiscono da sempre. A noi tocca continuare a correre, riprendere il sentiero, tornare a valle. “You’re lucky just to be alive”. Soprattutto nella luce di un giorno così.

Setlist

Mona Lisa

Walk In Circles

Unruly Mobs

Something’s Gotta Give

The Straighten Outer

Mighty Joe Moon

Honey Don’t Think 

Arousing Thunder

Jupiter And Teardrop

The Hook

The Shining Hour 

It Ain’t The Same Old Cold War Harry

Fuzzy

The Wilderness

 

Encore

 

Mobilize

Lone Star Song

Mockingbirds

Loaded Gun

Grant-Lee Phillips su OndaRock
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