04/04/2011

Stornoway

Circolo Magnolia, Milano


di Lorenzo Righetto
Stornoway

Non sembrano i primi e non saranno gli ultimi rampolli dell'improbabile quanto gradevole folk alla britannica, questo mal assortito gruppo di ragazzoni inglesi. I fratelli Steadman, che si occupano della sezione ritmica, sembrano modelli rustico-chic di qualche collezione primaverile, il frontman Brian Briggs e il polistrumentista Jon Ouin dei normali, vagamente trasandati ragazzi di provincia. Non si chiede troppo a questa serata dimessa al circolo Magnolia, che riunisce solo qualche impavido dopolavorista in una delle riserve naturali della musica indipendente milanese.

Eppure Briggs, anche per questioni "ideologiche" del genere di afferenza (si fa per scherzare), fa buon viso a cattivo gioco (meglio pochi ma buoni, no?), intrattenendo lo sparuto pubblico coi racconti del soundcheck che intercetta le frequenze della torre di controllo di Linate, a poche centinaia di metri in linea d'aria, e dei suoi vagabondaggi alla ricerca dei musei più strambi del pianeta - da quello della pasta di Roma a quello del ghiro di uno sperduto castello sloveno, purtroppo trovato chiuso in via definitiva.
Del nuovo movimento acustico inglese, che già mostra sintomi di sfilacciamento, resteranno probabilmente solo le band che lo considerano il proprio naturale veicolo espressivo, e non un innamoramento temporaneo. Una di queste, lo speriamo sinceramente, paiono essere gli Stornoway, per come hanno saputo fare loro il genere senza pose macchiettistiche e senza soluzioni preconfezionate.

"Viste" dal vivo, le canzoni di Briggs mostrano una composizione mai banale, che non cade mai nel tranello opposto, ma esprime un prodotto finale (il più delle volte) perfettamente seguibile e fresco ("I Saw You Blink" e "Zorbing" a farla, naturalmente, da padrone). Briggs interpreta bene, con la solita stralunata simpatia e un understatement d'ordinanza, ma non per questo rinunciare alla personalità di improvvisare qualche brano unplugged (la cover "November Song", "We Are The Battery Human", "The End Of The Movie", le ultime due con la band al completo).
Lo accompagnano senza guizzi ma senza sbavature sia gli Steadman che Ouin, oltre alle comparsate della violinista Rahul Satja e dal fratello di Briggs, Adam, che suona la tromba. Una bella serata per un gruppo da incoraggiare.

Contributi fotografici di Francesca Baiocchi

Setlist
  1. I Saw You Blink
  2. Boats And Trains
  3. Beachcombers' Windowsill
  4. On The Rocks
  5. Fuel Up
  6. When You Touch Down From Outer Space
  7. The Coldharbour Road
  8. November Song
  9. Here Comes The Blackout
  10. Watching Birds
  11. Long-distance Lullaby
  12. Zorbing
  13. The End Of The Movie
  14. We Are The Battery Human
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