27-09-2013

OndaTop: Le 10 migliori canzoni di Bill Callahan

di Matthew Randall dei Plantman

Spesso le associazioni che facciamo in musica si rivelano le più sbagliate. O, perlomeno, si scopre piùtardi che le passioni dei propri artisti preferiti del momento riposano anche lontano dalle loro corde apparenti. E' stato il caso di Joe McKee con Tom Waits, è il caso di Matthew Randall (Plantman) con Bill Callahan.

Callahan è appena tornato con un nuovo disco, che lo ha proiettato sempre di più tra i più grandi cantautori contemporanei; ma la sua carriera è stata lunga e sfaccettata. Matthew ci aiuta qui a ripercorrerla, dal suo punto di vista.


10. Chosen One ("Julius Caesar")
Questa, insieme a "Burning Kingdom", fu la mia prima introduzione a Smog/Bill Callahan. "Chosen One" emerge chiaramente secondo me nel fascino lo-fi di quei primi dischi, ha avuto una grande influenza su quelle prime mie canzoni sul 4 tracce. Non dovevi avere la chitarra accordata o preoccuparti della qualità della registrazione per definire una semplice emozione. Ne ho sentito la cover dei Flaming Lips in una sessione radio nel periodo di “Hit To Death In The Future Head”, decisamente il mio periodo preferito dei Lips, che mi rese la canzone ancora più cara.

This and “Burning Kingdom” were my first introduction to Smog/BC. “Chosen One” really stood out for me amongst the lo-fi charm of those early records, had a big influence on early 4 track songs of mine, you didn't have to have your guitar in tune or worry about the quality of recording to get a simple emotion over. I heard the Flaming Lips cover this too for a radio session around the “Hit To Death In The Future Head” period, definitely my fave Lips era which endeared me to it even more.



9. Cold Blooded Old Times
(“Knock Knock”)
La prima volta che ho veramente sentito Smog fare il guitar chug Velvet-iano, perfezionato poi sullo stesso disco con “Hit The Ground Running” e, più tardi, con “Dress Sexy At My Funeral”. Un disco così importante per me e i miei amici al tempo, aveva una sorta di artwork metal anni 70, con una tigre. Una di quelle canzoni era molto cupa nei testi, ma con un ritmo vivace, per cui si percepiva come stranamente esaltante, allo stesso tempo. 

First time I’d really heard Smog do the Velvet's guitar chug which they perfected on this record with “Hit The Ground Running” and later on with “Dress Sexy At My Funeral”. Such an important album to me and all my mates at the time,had a odd sort of 70s metal artwork on the cover with the tiger. One of those songs where lyrically its dark but the rhythm bounces along so it feels strangely uplifting at the same time.



8. Goldfish Bowl
(“Wild Love”)

Ricordo che questo album uscì pochi mesi dopo “Crooked Rain Crooked Rain” dei Pavement, un anno piuttosto buono! “Wild Love” è un disco incredibile, dall’inizio alla fine. “Goldfish Bowl” è l’ultima canzone, una melodia bellissima, che dà al disco un po’ di dolce sollievo dopo quello che è un lavoro piuttosto claustrofobico. “Bathysphere” e “It’s Rough” sono senza dubbio classici di Smog ma “Goldfish Bowl” è il brano a cui ritorno più spesso.

Remember this coming out a few months after Pavement “Crooked Rain Crooked Rain” so it was a pretty good year! “Wild Love” is an incredible album from start to finish. “Goldfish Bowl” is the last song on the album, beautiful melody and gave the record some sweet relief after what is in most a pretty intense claustrophobic record. “Bathysphere” and “Its Rough” are undoubtably Smog classics but “Goldfish Bowl” is the song I go back to most often.




7. I Was a Stranger
(“Red Apple Falls”)
Una vera “outsider country song”. Arrangiamento geniale, con la steel guitar e il piano e uno dei miei cantati preferiti di Bill Callahan, fatto con una tale parlata strascicata e nonchalante. Sento che in quei primi anni Smog e Palace/Will Oldham corressero parallelamente – questa potrebbe essere stata una canzone di Oldham di quel period, ma secondo me Bill Callahan faceva le canzoni country con più stile.

Real country outsider song,genius arrangement with the steel guitar and piano and one of my favourite Bill Callahan vocals,sung with such a  cool nonchalent drawl. I felt that in those early years Smog and Palace/Will Oldham's careers ran parallel with each others, this could have been a Will Oldham song from that era but in my opinion Bill Callahan did the country song with more style.


6. Bloodflow
(“Dongs of Sevotion”)
“No time for a tete a tete,can i borrow your machete”.
La mia canzone preferita di Bill Callahan fino alla sua infilata di grandi dischi. Sette minuti di Smog coi quali potresti ballare dall’inizio alla fine, ritmi infusi di soul e inni da cheerleader! La prima volta in cui ho potuto avvertire l’influenza del soul nella sua musica – ho sempre pensato che avesse un tocco alla Gil Scott-Heron, che divenne decisamente più evidente negli album successivi. Questa canzone è ipnotica e suona sempre come qualcosa di nuovo, un po’ come Dylan con “Blonde On Blonde”.

My favourite Bill Callahan song up until his recent golden run of albums. Seven minutes of Smog you could dance to complete with soul infused rhythms and cheeleader chants! First time i could hear the soul influence in the music - I thought it had a Gil Scott-Heron feel to it which definitely became more apparent on later albums. This song’s hypnotic to me and always sounds new,sort of thing i could imagine Dylan doing on “Blonde On Blonde”.


5. From the Rivers to the Ocean
(“Woke On A Whaleheart”)
Il primo disco sotto il suo vero nome e, per me, di una serie di quattro dischi straordinari, fino a “Dream River”, che non penso molti artisti moderni abbiano superato. È incredibilmente d’ispirazione vedere un artista migliorare con l’età. Lui ha distillato tutto ciò che aveva fatto prima, arrivando al nocciolo delle sue canzoni. La voce è là davanti ed è una grande presentazione a quella che sembra una nuova era dopo Smog. Dentro di me la immagino come una canzone d’amore e il verso “'we could talk about the river...or we could just get in” è il miglior saggio di espressività e fraseggio su qualsiasi disco di Smog/Bill Callahan.

First album under the Bill Callahan name and for me a run of four extraordinary albums up to “Dream River”, which I don't think many modern artists have bettered, It’s incredibly inspiring to see an artist improve with age - he's distilled everything he does to get to the core of the songs. The voice is right up front here and it’s a great introduction into what seems a new era after Smog. In my mind it’s a love song and the line 'we could talk about the river...or we could just get in' is the best bit of delivery and phrasing on any Smog/BC record.

4. River Guard/Teenage Spaceship (“Knock Knock”)
Non riesco proprio a scegliere un preferito tra questi due momenti più tranquilli su “Knock Knock”; “River Guard” è una bellissima canzone narrativa riguardo al tema della libertà e della prigionia, cresce e cresce fino a un assolo di chitarra pazzesco, semplice e pulito. Penso che sia il pezzo più vicino alle sue cose più recenti. “Teenage Spaceship” presumo sia autobiografica e, di nuovo, accattivante nella sua semplicità – vale anche solo per il verso “I was a teenage smog”.

I really can't pick a favourite from these two quieter moments on “Knock Knock”, “River Guard”’s just a beautiful narrative song about freedom/imprisonment - it builds and builds to a gorgeous simple clean guitar solo. I think it’s probably the closest song to his more recent work. “Teenage Spaceship” I presume is autobiographical and again just captivating in its simplicity, worth it alone for the line 'I was a teenage smog'.



3. Universal Applicant
(“Apocalypse”)
Adoro “Apocalypse”! Penso che sia uno dei migliori dischi degli ultimi anni,  l’ho ascoltato contemporaneamente a “We Live In Rented Rooms” di East River Pipe, un altro disco che ha significato molto per me. Era il periodo in cui mia figlia nacque premature di dodici settimane e mia moglie trascorse molto tempo in ospedale. “Apocalypse” rese i lunghi viaggi in auto, le lunghe serate sopportabili e divenne un album molto personale. Questa canzone, musicalmente, è così affascinante, il suono del flauto di Pan e l’immagine della barchetta. La produzione di questo disco in generale è perfetta, poi. Ogni suono, ogni strumento ha il suo posto e la voce risalta.

I love “Apocalypse”! I think it’s one of the best albums of the last few years, listened to it at the same time as East River Pipe’s “We Live In Rented Rooms” came out which also meant a lot to me, it was a time when my daughter was born prematurely 12 weeks earlier and my wife had a long spell in hospital. “Apocalypse” made the long car journeys and evenings bearable and became a very personal album for me. This song musically is so charming, the sound of the flare and the image of the little boat. The production on this record as a whole is perfect  too,every sound,instrument has its own place with the vocal so prominent.



2. Rock Bottom Riser
(“A River Ain’t Much Too Love”)
Bill Callahan è il maestro della ripetizione. Può ripetere lo stesso verso e intendere qualcosa di completamente diverso. Ho sentito questa canzone dal vivo al Green Man Festival prima che l’album uscisse e riaccese il mio interesse per Smog - per quanto “Rain On Lens” e “Supper” avessero alcune grandi canzoni sono probabilmente quelli che mi piacciono di meno. La parte, scheletrica, di chitarra e il testo sul tuffarsi alla ricerca dell’anello d’oro e nuotare su per vedere i raggi di sole cattura davvero un sentimento di sollievo momentaneo. Non so se sia una canzone terapeutica – non penso che sia mai ovvio di cosa parlino le canzoni ma in genere suonano come i dettagli più piccoli messi in poesia.

Bill Callahan’s the master of repetition, he can rephrase the same line and it means something totally different. I saw this song live at  Green Man festival before the album came out and it rekindled my interest in Smog, although “Rain on Lens” and “Supper” had some great songs as albums they're probably my least favourite. The skeletal guitar part and the lyrics about diving for the gold ring and swimming up to see the sun’s rays really captures that feeling of momentary relief. I don’t know if it’s a recovery song, I don’t think it’s ever obvious what the songs are about but they mostly feel like the smallest details or experiences honed into poetry.



1. Jim Cain
(“Sometimes I Wish We Were An Eagle”)
Eravamo in vacanza in America quando uscì questa canzone – era l’unico pezzo che avevamo sul Cd in auto. Una sera, di ritorno in Florida, ci perdemmo per ore: “Jim Cain” si ripeteva ed era tutto stranamente perfetto. “I used to be darker,then i got lighter then dark again” è un verso così emotivo, sembra come soppesare una vita intera. Gli arrangiamenti sono così delicati e complementari alle canzoni. È la numero uno per me e suona ancora fresca come quando l’ho sentita la prima volta, cattura tutti i migliori elementi di una canzone di Bill Callahan – soprattutto la sua voce d’oro, che per me lo rende l’erede naturale di Leonard Cohen.

We were on a family holiday in America when this came out, this was the only song we had on a Cd in the car. One night driving back in Florida we got hopelessly lost for hours, “Jim Cain” played on repeat and it was eerily perfect. 'I used to be darker, then I got lighter then dark again' is such an emotive line, feels like an evaluation of a lifetime. The arrangements are so delicate and complimentary to the songs, it’s number 1 for me as it still sounds as fresh as when I first heard it and captures all the best elements of a Bill Callahan song, most importantly his golden voice which for me makes him the natural heir to Leonard Cohen.



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