La metà degli anni Sessanta vede emergere i primi complessi che fanno della durezza espressiva la loro bandiera; si tratta di formazioni che possiedono caratteristiche differenti ma vantano una comune urgenza espositiva, resa nei termini di un suono asciutto ed essenziale che in parte precorre le tematiche dell'hard-rock.Kinks, Who, Pretty Things, Small Faces sono i nomi capaci di imporsi all'attenzione di una crescente frangia di pubblico che non si accontenta più dei suoni puliti e educati del beat. La lezione dei Rolling Stones, degli Animals viene radicalizzata, il rock'n'roll e il rhythm'n'blues delle radici sono interiorizzati ed espulsi all'esterno, sotto forma di sintesi povera, scheletrica e originale, dalla quale partire per nuove, imprevedibili e appassionanti avventure.
I Kinks nascono alla fine del 1963 da un'idea dei fratelli Ray e Dave Davies, che si uniscono al bassista Peter Quaife; ben presto i tre sono raggiunti dal batterista Mick Avory e il gruppo attira l'attenzione del produttore americano Shel Talmy, un personaggio molto noto all'epoca che lavorerà anche con Who e Creation.
I primi due singoli, all'inizio del 1964, risultano fallimentari per quanto riguarda le vendite, ma nell'agosto dello stesso anno "You Really Got Me" (con la presenza di Jimmy Page alla chitarra) proietta il gruppo al primo posto in Inghilterra e nella top ten Usa: il suono esplode dal nulla con un durissimo riff di chitarra, ripetuto senza soluzione di continuità in un crescendo estremamente coinvolgente, e la canzone viene da molti considerata come la prima vera espressione di "heavy rock".
In ottobre, in contemporanea alla pubblicazione del primo Lp The Kinks (Pye NPL, 1964) al quale partecipano Jimmy Page, Jon Lord e Nicky Hopkins in qualità di sessionmen, il singolo "All Day And All Of The Night" consolida i risultati di vendita e la formula stilistica, mostrando un pizzico d'attenzione in più all'arrangiamento.
Sin dall'inizio appare chiara la leadership di Ray Davies che compone tutto il materiale e rappresenta l'immagine pubblica del gruppo. Il musicista decide di allentare la tensione con "Tired Of Waiting For You" (nuovo n. 1), che nel gennaio 1965 non rinuncia a un suono asciutto e privo di fronzoli, privilegiando un aspetto decisamente melodico della musica dei Kinks che comunque piace al pubblico, e così è anche per altri singoli di buon successo tra i quali va segnalato "See My Friends" (luglio 1965), una bella composizione che tenta un timido approccio con la psichedelia più morbida. Nel confuso dedalo di pubblicazioni discografiche del 1965 (singoli, Ep, album originali inglesi, compilazioni per il mercato americano), spiccano inoltre il secondo album, Kinda Kinks (Pye NPL, marzo 1965) e il terzo The Kink Kontroversy (Pye NPL, novembre 1965), contenente anche i brani del 45 giri "Till The End Of The Day"/ "Where Have All The Good Times Gone", che segna il ritorno al rock degli inizi; in particolare convince il retro: una corposa canzone dalle piacevoli linee melodiche che influenzerà certa musica "glamour" dei primi anni Settanta (David Bowie).
Di rilievo pure l'Ep Kwyet Kinks (Pye NEP, settembre 1965), che contiene il brano "A Well Respected Man", una ballata disincantata che introduce nel repertorio del gruppo temi ironici sui luoghi comuni e sul perbenismo della società inglese, soggetti che saranno alla base di molta della futura produzione di Ray Davies, più complessa e ambiziosa, che troverà realizzazione nell'ultima parte del decennio.
Dal vivo, i Kinks si costruiscono una fama poco rassicurante, dando vita a esibizioni infuocate che a volte sfociano in vere e proprie risse, come nel concerto al Tivoli Garden di Copenaghen. Verso la fine del 1965, Davies e compagni effettuano due tournée americane e durante la registrazione di una trasmissione televisiva causano una rissa; per questo motivo vengono banditi dagli Stati Uniti per un periodo di quattro anni. L'episodio complica parecchio le strategie commerciali del complesso, che in ogni caso prosegue imperterrito a sfornare singoli di successo e di buon livello qualitativo. Per quanto riguarda i 45 giri del 1966 convincono canzoni atipiche come "Dedicated Follower Of Fashion" (febbraio), il blues decadente di "Sunny Afternoon" (giugno), che prende di mira ancora una volta la borghesia agiata, e "Dead End Street" (novembre), senza dimenticare l'ottimo album Face To Face (Pye NPL/NSPL, ottobre 1966), contenente un brano di satira tagliente, come "A Well Respected Man" e la folkeggiante "Dedicated Follower Of Fashion".
I tempi della maturità artistica per Ray Davies e compagni si materializzano nel 1967, con la realizzazione di due 45 giri di notevole qualità. In maggio esce "Waterloo Sunset" (n. 2 in Gran Bretagna), un bellissimo brano melodico, con armonie vocali impostate alla Beatles, che sogna di estatici tramonti; nel luglio seguente è la volta della ballata di "Death Of A Clown" (n. 3 in Gran Bretagna), pubblicata a nome Dave Davies (per lanciare la carriera solista del fratello), ma composta da Ray (con la partecipazione di Dave) e suonata dai Kinks al completo: il brano conferma i Kinks sempre più distanti dalle dure matrici rock'n'roll degli inizi, con Ray Davies proteso verso creazioni armoniche e melodiche di grande respiro, ricche di trasporto emotivo, spesso intrise d'ironia e accompagnate da testi polemici.
L'album Something Else By The Kinks (Pye NPL/NSPL, ottobre 1967) comprende i due singoli citati, oltre alla pianistica "Autumn Almanac", e riassume l'orientamento musicale, dando sfoggio d'equilibrio e sobria eleganza stilistica. Il disco è anche l'ultima produzione di Shel Talmy per ciò che riguarda i Kinks.
Le ambizioni del gruppo (in particolare di Ray Davies) si orientano insistentemente verso progetti a concetto, come nel caso di "Four More Respected Gentlemen", un lavoro che non viene completato ma offre diversi spunti al successivo album The Kinks Are The Village Green Preservation Society.
Preceduto, nel giugno del '68, dall'eccellente singolo di "Days", una composizione di squisito stampo melodico non inserita nella scaletta dell'album, The Village Green Preservation Society è il primo Lp a tema dei Kinks e uno dei loro capolavori. Il suono acquisisce un carattere "leggero" ed estremamente curato, quasi totalmente privo dell'elettricità degli esordi, caratterizzato dall'utilizzo di belle armonie vocali e da notevoli elaborazioni melodiche, senza mai scadere nel consueto.Inevitabili le influenze esercitate sui musicisti da parte del pop evoluto dei Beatles, anche se i Kinks divengono a loro volta autorevoli capiscuola del genere. Di particolare interesse sono la marcetta di "Do You Remember Walter", dotata di una buona varietà stilistica, "Picture Book", dalla quale trarrà evidente giovamento Marc Bolan per elaborare il suo magro rock'n'roll dei Seventies, l'irresistibile ballata di "Johnny Thunder", le reminiscenze blues di "The Last Of The Steam Powered Trains", l'eccellente arrangiamento e l'intrigante melodia della risoluta "Big Sky", l'impostazione neoclassica di "Village Green" e la stupenda "Animal Farm", che fonde mirabilmente cadenze in vago stile Stones a fascinose aperture melodiche e orchestrali.
I 33 giri, però, faticano a confermare il successo riscosso dai singoli, anche perché la Pye continua a considerare i Kinks gruppo essenzialmente da 45 giri e non si affanna a promuovere in modo adeguato gli album.
Sul finire del 1968 Davies inizia a lavorare a un'opera commissionata da Granada Tv sul tema della caduta dell'impero britannico. La stessa emittente rifiuta poi le composizioni di Davies, che decide di utilizzare il materiale per la produzione del nuovo album dei Kinks. Il disco viene definito "opera rock" e, nell'ottobre 1969 (con il nuovo bassista John Dalton, ex Mark Four, al posto di Peter Quaife),Arthur Or The Decline And Fall Of The British Empiresi colloca temporalmente dopo la pubblicazione di "S.F. Sorrow" dei Pretty Things e di " Tommy " dei Who, senza possedere il coraggioso vigore sperimentale del primo né la razionale lucidità narrativa del secondo, confermando comunque le innegabili capacità di scrittura di Ray Davies con belle canzoni intrise di amara ironia.
Arthur gode di un approccio diretto ed essenziale, evitando, come costume di Ray Davies (autore dell'intera opera), soluzioni sperimentali e proponendo belle canzoni intrise di amara ironia e stilisticamente mature. La divertita, beffarda nostalgia di "Victoria" contrasta con la marziale rudezza tematica di "Yes Sir, No Sir", con la triste elegia di "Some Mother's Son" e con il duro monito dell'esplicito rhythm & roll di "Brainwashed"... "Hai l'aspetto di un vero essere umano, ma non hai una testa tua. Sì, puoi parlare, respirare, lavorare, cucire, seminare, ma hai subito un lavaggio mentale ... ti danno sicurezza sociale, interessi non tassabili che crescono con gli anni. Sì, sei proprio condizionato a essere quel che ti vogliono, a essere e a fare quel che vogliono. Vergognati!" "Australia" torna all'ironia pungente e si risolve in un magistrale arrangiamento che trae spunto da citazioni rock'n'roll, romanticismo classico e fiati rhythm & blues, per sublimarli in una brillante jam strumentale, dove affiorano sobrie elucubrazioni chitarristiche alternate a echi jazz. Altrove il suono fatica a emergere a causa di qualche timidezza di troppo, anche se vanno ricordate l'agrodolce "Shangri-la" e l'asciutta "Mr. Churchill Says".
Ray Davies è sempre il leader indiscusso, compositore, produttore e immagine della band, ma al suo interno il gruppo soffre di forti contrasti che, in ogni caso, non ne mettono a immediato rischio l'esistenza. Nel 1969 i Kinks tornano a esibirsi negli Stati Uniti dopo il lungo, forzato "esilio" dalle dorate platee americane, esordendo con un concerto al Fillmore East di New York, di spalla agli Spirit. Nonostante la qualità della musica proposta, le vendite degli ultimi Lp risultano deludenti e perfino il singolo di "Victoria" non va oltre il n. 33 in Inghilterra.
Tutto ciò non scoraggia Davies che insiste sulla strada degli album a tema, ideando nel 1970 l'ottimo Lola Versus Powerman And The Moneygoround, Part One, album che conferma l'ottimo momento creativo di Davies e compagni, ottenendo anche una buona affermazione negli Usa, sulla spinta del successo del singolo "Lola", che nell'estate del 1970 entra nelle top ten inglese e americana. La bella e passionale ballata di "Lola" (un grande classico del periodo, grazie alla riuscita fusione di rock spigliato e avvincente melodia) viene censurata, non tanto per il testo scabroso, che narra di un'ambigua avventura sessuale, quanto per il fatto di contenere un'allusione alla Coca Cola, elemento di disturbo che la multinazionale dimostra chiaramente di non gradire. L'album nell'insieme presenta contenuti molto polemici; Davies se la prende con i manager precedenti del gruppo, con il sindacato americano dei musicisti (che aveva bandito il complesso dagli States), con il business musicale in genere. Stilisticamente si nota un deciso ritorno all'antico con modi rock semplici e incisivi, di notevole impatto come nelle spigliate "The Contenders" (chitarre tirate, piano e armonica in evidenza), "Rats" (un vero e proprio hard & roll), "Powerman" (incalzante, a metà strada tra i Beatles più duri e gli Spooky Tooth). La sarcastica "Top Of The Pops" si avvale di un riff granitico e di una parte centrale che cita Wilson Pickett. Ovviamente non mancano ballate di valore, tra le quali la scanzonata "Apeman, Strangers", la lirica "This Time Tomorrow", la pacata "A Long Way From Home", l'amara "Get Back In Line". Al disco collabora il tastierista John Gosling che, con organo e piano, gioca un ruolo tutt'altro che marginale; nel maggio del 1971 Gosling diventa il quinto Kinks.
Lola Versus Powerman And The Moneygoround, Part One è un lavoro meno pretenzioso dei precedenti ma, forse, risulta il migliore del gruppo per la qualità media delle composizioni presenti, oltre a rappresentare l'ultimo sforzo creativo davvero memorabile dei Kinks. L'ingresso negli anni Settanta, infatti, determina la fine del momento migliore del gruppo.
Nel marzo 1971 Percy (Pye NSPL) è l'ultimo Lp inciso per la Pye, nuovo lavoro a tema e colonna sonora dell'omonimo film, ma la vena creativa non è quella solita. Il nuovo contratto con la Rca permette ai Kinks un più marcato approccio alle classifiche americane, senza però rinverdire i fasti creativi del precedente decennio. Muswell Hillbillies (RCA, 1971) punta sulle melodie di "Alcohol", "Holiday" e "20th Century Man", Everybody's In Showbiz (1972) sfodera la verve di "Celluloid Heroes".
La tripla opera rock Preservation (1973-'74) riprende le gesta di Mr. Flash, il protagonista di Village Green. E' invece un qualsiasi uomo della strada al centro delle vicende diSoap Opera (1975). L'amarcord di Schoolboys In Disgrace (1975) volge lo sguardo sugli anni della scuola e della giovinezza.
Ma il gruppo sta ormai perdendo lo smalto degli anni d'oro, come confermano tutti i dischi successivi di fine 70, da Sleepwalker (Arista, 1977), che sfoggia però il singolo "Juke-Box Music" di successo anche negli Stati Uniti, a Misfits (Arista, 1978) e Low Budget (1979).
Il declino non si interrompe neanche con il primo album degli anni 80: Give People What They Want(1982). Meglio fanno semmai State Of Confusion (1983), con gli hit di "Come Dancing" e "Don't Forget To Dance" (tradotti da Davies in due interessanti videoclip), e Word Of Mouth (1984), che propone la struggente "Predictable". Tutt'altro che irresistibili, invece, i successivi Think Visual (MCA, 1987) e UK Jive (MCA, 1989).
Did Ya (1991) e Phobia (1993)saranno i soli album realizzati a nome Kinks nel decennio Novanta, insieme all'unplugged To The Bone (1994), dove ritroveranno posto vecchi classici come "Sunny Afternoon" e "You Really Got Me".
Contributi di Claudio Fabretti


