OndaRock



1. Welcome to the Feast of Trumpets       
2. Stabbers Conspiracy        
3. Rain Washes Over Chaff        
4. Nzambi Ia Lufua        
5. Who No Knows Go Knows        
6. ++++ (Four Crosses)        
7. Backlash        
8. Shut Up and Bleed        
9. Munkisi Munkondi        
10. Impassion        
11. Ezili Freda        
12. Bia Mintatu        
13. Rain Washes Over Every Thing




CUT HANDS

Afro Noise I
(Very Friendly) 2011
afro-noise, tribal-ambient

William Bennett dei Whitehouse alla corte dell'afro-sound.
O, almeno, questo potrebbe essere un titolo d'impatto, perché, conoscendo il passato "disturbante" del musicista inglese, le cose vanno analizzate con cura e cautela, entrando nei dettagli.

E, allora, ecco minimalismi percussivi ("Stabbers Conspiracy") che incrociano echi di synth in proiezione verso tunnel di metallico tribalismo ("Rain Washes Over Chaff"), sibili atonali smarriti dentro vortici siderali ("Nzambi Ia Lufua"), architetture cangianti nel loro superficiale raziocinio ("Who No Know Go Knows", "Ezili Freda", le spaventose mareggiate harsh-noise di "Bia Mintatu") e squarci dronici ("++++ (Four Crosses").
Sorprendente il modo con cui Bennett riesce, ancora una volta, a mettersi in gioco e, tra le righe, s'intuisce l'entusiasmo con cui affronta una materia relativamente nuova (alcune tracce di questa commistione si possono, infatti, già rintracciare in alcuni dei lavori dello scorso decennio usciti sotto l'egida della band madre).

Un termine di paragone (soprattutto per i momenti più trascinanti quali "Backlash" - assediata da magniloquenti spirali elettroniche - e "Shut Up And Bleed", tutta giocata sul contrasto ferocemente accentuato tra la direzionalità ossessiva delle percussioni e le sfuggenti traiettorie sintetiche) potrebbero essere le escursioni terzomondiste-congotroniche miscelate con fluttuazioni ambient-drone di Aboombong, ma le modulazioni instabili e rumoriste di "Munkisi Munkondi" richiedono anche l'evocazione di Ben Frost, magari ridestato dal richiamo "irrinunciabile" dei primissimi Throbbing Gristle.
Per "Impassion", poi, la definizione di "acoustic techno" letta in giro sulla rete è dannatamente azzecata... Ascoltare per credere!

Messo a punto durante quattro anni di durissimo lavoro (anni in cui il musicista inglese ha progressivamente accentuato la sua passione per la musica percussiva dell'Africa centrale), "Afro Noise I" possiede una compattezza e un fascino innegabile.
Fatevi stregare!

(04/11/2011)



Ezili Freda

 



Backlash