Black Sabbath

Black Sabbath

1970 (Warner) | metal

Le danze si aprono sotto una cappa di pioggia e di tuono, con lugubri campane (a morto, of course ) che non lasciano spazio ad alcun dubbio: poi un riff solido, strappato alla fucina di un inferno qualunque, apre ufficialmente "Black Sabbath", che subito si quieta preparando la scena all'entrée trionfale della voce chioccia e potente di Ozzie Osbourne. Il pathos è obiettivamente denso, come una bruma lattiginosa in cui si fanno luce le belle capacità percussive di Ward e la corposità avvolgente e gommosa del basso di Butler. La coda del pezzo è sicuramente degna di nota, accelerata su un bordone fremente di elettrica che "chiama" un assolo primario di Iommi. La successiva "The Wizard" introduce qualche gustoso elemento in più, dalla ritmica memore di lontane avventure jazz al napalm di un'armonica ficcante (suonata da Ozzie Osbourne), col risultato di una strana atmosfera mossa, come fosse uno standard degli Yardbirds a cui un trip negativo ha estirpato la fede nel blues.

Coi Led Zeppelin ha invece molto a che vedere "Behind The Wall Of Sleep", dall'introduzione saltellante al mid-tempo del verso, per non dire dell'eccitante antagonismo basso-chitarra fino all'esecuzione stessa di Ozzy Osbourne, più "staccata" e ficcante: una piccola grande canzone, un saggio di perizia strumentale e l'essenzialità di un arrangiamento perfetto.

Viceversa, "N.I.B." si appoggia completamente alla "teoria della solidificazione del riff" di Iommi, con una melodia forse un po' scontata che trova l'assoluzione di un chorus diabolicamente mellifluo (con un tamburello sul canale sinistro come l'unica speranza di salvezza terrena: davvero agghiacciante). In più, l'assolo conclusivo è spettacolare: una colata lancinante di metallo al calor nero.

Giriamo idealmente lato per imbatterci in "Evil Woman", cover di un successo degli americani Cow che nelle intenzioni avrebbe dovuto fare da singolo-apriclassifica: così non fu, anche perché il pezzo è godibile ma non eccelso, con una ritmica prevedibile che neppure il gran lavoro di Butler al basso riesce a riscattare, e con le "stelle" Iommi e Osbourne concentrate a far bene il compitino. "Sleeping village" suona come un interludio strumentale (ad eccezione del quasi recitato dell'introduzione, col sottofondo di un cupissimo arpeggio con tanto di scacciapensieri), ancora debitore del sound tagliente targato Cream e Zeppelin. Non c'è soluzione di continuità tra questa e "Warning", che Butler conduce sull'onda di gran giro di basso, inesorabile e sinuoso come un boa constrictor. Ha gioco facile Tony Iommi nel disegnare le sue visioni - certo non paradisiache - sulle pareti di questo purgatorio dell'anima, abitato da un Ozzy Osbourne bravo e gigione in un'interpretazione davvero appropriata, anche se alla fine i campioni saranno ancora gli altri tre (d'altronde è per tre quarti un pezzo strumentale): Bill Ward sa quando è il momento di tirare il freno, farsi soffice e anche sparire, lasciando il palco a quel mattatore invasato di Iommi, questo fratellastro (bruttino) di sua maestà Jimmy Page, che come lui ogni tanto cede alla voglia di dimostrare, rischiando la divagazione e lo sfilacciamento del "discorso". Insomma, cose d'altri tempi, anche se in un modo o nell'altro hanno fatto storia e si riascoltano che è un piacere.

Chiude il programma la b-side di "Evil Woman", una "Wicked World" che è un'ulteriore conferma della tendenza di Ward allo sfarfallio ritmico del jazz, nonché del fatto che Ozzy, quando voleva, sapeva mettersi fruttuosamente al servizio dei Black Sabbath.

Insomma, disco-progenitore dell'hard e dell'heavy? Sarà: musicalmente quest'attenzione ai timbri e al corpo del suono, questa capacità di governare anche le pause e – in un certo senso – di far suonare anche il silenzio, già nell'hard successivo non si trovano quasi più. Magari è più quell'atteggiamento di alterità morale, quel gioco di etica ed estetica chiaramente virate al nero a creare il vero precedente. Comunque, un gran bel disco: da consigliare tanto agli hard-rocker e ai metallari più incalliti quanto ai naufraghi del sogno psichedelico, con una strizzatina d'occhio ai nostalgici del blues elettrico (che probabilmente lo conosceranno già).

 

(27/10/2006)

  • Tracklist
  1. Black Sabbath
  2. Wizard
  3. Wasp/Behind the Wall of Sleep/Basically/N.I.B.
  4. Wicked World
  5. Bit of Finger/Sleeping Village/Warning
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