Dead Kennedys

Fresh Fruit For Rotting Vegetables

1980 (Cherry Red) | hardcore

L'esordio dei Dead Kennedys da San Francisco, "Fresh Fruit For Rotting Vegetables" viene pubblicato nel 1980 dall'etichetta inglese Cherry Red. La band aveva avuto una certa difficoltà a trovare partner commerciali negli Usa a causa del nome che si era scelta, ed era dovuta ricorrere ai ragazzi inglesi, con i quali aveva avuto rapporti esclusivamente a mezzo posta. Già con due lunghi anni di militanza nella scena punk di East Bay, l'organico allora corrente era formato da Jello Biafra, voce, Bruce "Ted" Slesinger, batteria, Klaus Flouride, basso, ed East Bay Ray, chitarra. Se quest' ultimo era il musicista più esperto e anche produttore, Biafra era un personaggio di rilievo nell'ambiente del punk (punk inteso in senso ampio, senza operare rigorosi distinguo). Pur essendo arrivato solo pochi anni prima nel Colorado, presumibilmente non per motivi strettamente musicali, perché in quel caso si sarebbe rivolto alla costa opposta, era salito agli onori delle cronache candidandosi a sindaco di San Francisco, con un programma decisamente anarchico e piazzandosi addirittura quarto, primo tra gli indipendenti.

Negli anni a cavallo tra i 70 e gli 80, esaurita la spinta dirompente del punk e della new wave, il rock'n'roll riceve una delle tante ristrutturazioni di cui ha goduto nella sua storia. L'ultima risaliva ai Ramones, la nuova sarà ugualmente valida ma, accompagnandosi a una rivoluzione tanto routinaria quanto efficiente in fatto di immagine e grafica, commercialmente molto più incisiva.

In questi anni, comunque, prima di trasformarsi definitivamente da tenera pollastrella in una delle tante chiocce che covano macchinette per sfruttare la voglia di ribellione e la credulità degli adolescenti, il punk'n'roll, o proto-hardcore, vive la sua età dell'oro. Non dell'innocenza però, perché se questi piccoli punk più portati al machismo che al "loser-ismo" e amanti dei fumetti segnano con decisione la cesura con i maestri della stagione che sta finendo, ne succhiano l'esperienza e la loro arte nasce già matura e disincantata, nata grande, e quindi destinata a durare poco.

Difficile trovare un altro genere musicale maturo e disincantato in grado di originare un movimento di massa, come sarà l'hardcore. Qualunque stile abbia portato all'aggregazione di più di 12 persone ha in sé una quantità più o meno rilevante di ingenuità, e per l'hardcore la regola non fa eccezione. Ma il primo dei Dead Kennedys, l'esordio dei Black Flag e altri dischi limitrofi fanno storia a sé: non sono album per soli adolescenti, e si ribellano anche a una facile classificazione. Non sono i primi dischi hardcore, ma dei dischi rock'n'roll la cui influenza ha generato l'hardcore.

Uno scioccante riscontro di quanto affermato in merito al periodo storico e ai mutamenti di cui è stato teatro si può ottenere senza neanche tirare in ballo la musica, ma semplicemente dando un occhiata al bel packing di "Fresh Fruit For Rotting Vegetables", e magari mettendolo a confronto con quello di un altro bel disco californiano, uscito quasi in contemporanea, "Los Angeles" degli X.

Le due band sono vicine nel tempo e appartengono a due comunità punk limitrofe e molto coese, ma i due dischi non possono apparire più diversi. Non in copertina, però: su tutti e due fiamme bianche su sfondo nero. Sotto "Dead Kennedys", scritto in verde, bruciano della automobili, sotto "Los Angeles", in rosso, brucia una X.

Poi però si aprono i libretti dei testi: quelli degli X sono redatti con i più classici caratteri punk, rubati alle copertine dei Sex Pistols. Nelle foto, l'abbigliamento dei musicisti e del pubblico non è diverso da quello dei musicisti e del pubblico del Patti Smith Group o dei Ramones. Senza neanche leggere i testi, le pose della cantante Exene Cervenka emanano profumi di quella fragranza arty tipica di tutto il punk americano degli anni 70. Leggendoli, comunque, si riconoscono citazioni di Eliot, a conferma di quanto immaginato con largo anticipo. Un immaginario se non di seconda mano, almeno di seconda generazione. Questo non toglie che "Los Angeles" sia un gran disco, però.

I testi dei Dead Kennedys sono stampati in caratteri piuttosto piccoli, in fondo a un poster gigante firmato da Jello Biafra. Un collage di foto, disegni e scritte. I ritagli più grandi ritraggono a uno a uno i membri della band: Ted con le mani in aria un istante prima di colpire i tamburi, East Bay Ray piegato sulla chitarra, Biafra con il microfono in bocca e il braccio teso in un gesto teatrale, Flouride che fissa qualcosa oltre l'obiettivo, il basso all'altezza delle ginocchia. Quest'ultimo già un kid fatto. Gli altri ritagli non emanano neppure una molecola di fragranza arty: locandine di film popolari, fumetti, foto da giornali per casalinghe, immagini di guerra e di proteste, pubblicità (tra cui quella della linea telefonica a pagamento dei Kiss: "Ascolta un messaggio speciale da Gene, Paul, Ace o Peter. Chiama il 999-2222"), slogan, titoli di quotidiani, foto di potenti adeguatamente ritoccate col pennarello. Un effetto pop nel complesso. Non occorre precisare che si tratta di idee rielaborate ancora oggi all'infinito, in copertine, pubblicità e manifesti di band più o meno underground su etichette più o meno alternative. Forse non è la prima volta che questi artifici grafici vengono usati per un disco rock'n'roll, ma a "Fresh Fruit For Rotting Vegetables" va accreditata la fortuna esagerata che hanno avuto negli anni a seguire. Un immaginario, se non nuovo di zecca, almeno di prima generazione, quello dell'esordio dei Kennedy Morti. Anche solo per questo, ha già un posto nella storia. La mezz'oretta d'ascolto che richiede, poi, non può far altro che consolidare la tesi.

"Fresh Fruit For Rotting Vegetables" dura 33 minuti circa, contiene tredici inediti più una cover di "Viva Las Vegas", successo di Elvis Presley. Non è quello che si dice un disco "vario" nell'accezione in uso oggi. Non è figlio di "London Calling", pur essendo musicalmente rock'n'roll e tematicamente politico. Il suono non è troppo distorto, ma molto scuro e le canzoni, in media sotto i tre minuti, scorrono tutte in un respiro solo, perché non c'è proprio spazio fisico per concedersene altri. Quattordici ritmi indiavolati intervallati solo dal secondo necessario per dimenticare il vecchio e attaccare con il nuovo. La voce mantiene un tono ora isterico ora predicatorio, e la chitarra, di chiarissima matrice garage-surf, macina tuttavia i tempi e le melodie più classiche, con una furia e una velocità inaudite. L'assoluta non levità del suono, dell'attitudine e dei temi di asprissima denuncia vengono bilanciati oltre che dal classicismo delle armonie da testi interpretati in maniera a dir poco teatrale e ironica. Se si dovesse catalogare questo disco, si potrebbe mettere al fianco di Chuck Berry senza paura o esitazione.

I dischi successivi vedranno all'opera un gruppo senza dubbio più maturo sia nelle esecuzioni che in sede di composizione, ma "Fresh Fruit For Rotting Vegetables" ha dalla sua una rilevanza storica maggiore e alcuni dei brani migliori della band in scaletta. "California Über Alles", attacco ai metodi – si suppone, quantomeno discutibili - del governatore californiano Jerry Brown, coverizzata un numero impressionante di volte, è un esempio di come la abbia possa essere supportata da una solida creatività: un giro semplice e nervoso che perde e riacquista velocità solleva dalla polvere i versi urlati da uno dei vocalist più influenti degli ultimi decenni. "Holiday In Cambodia" è una delle migliori canzoni di protesta di sempre, proprio perché non solo ne sorpassa i limiti, quanto fa polpette degli stilemi del genere. La denuncia rabbiosa diventa sarcastica e sfocia nella satira più nera. Su un tappeto indiavolato come è prassi Biafra, per la media del punk quasi un interprete estremo. Biafra ha lo stesso piglio che aveva Lou Reed quando camminava sul "lato selvaggio", solo con una dose pesante di istrionismo in più.

In genere il rischio del comizio è tenuto lontano, ma anche quando canta slogan, Jello è il comiziante più cinico e bastardo che sia dato ascoltare. Se chiunque se la prende per ragioni sociali è un moralista e non lo nega, i Dead Kennedys sono dei moralisti divertentissimi. Basti ascoltare la verve scura di "Let's Lynch The Landlord", o "Chemical Warfare", dove un fantasma con i capelli imbevuti di brillantina si impossessa della band.

"I Kill Children" ("I kill children/ I love to see them die/ And make their mammas cry/ Crush ‘em under my car/ I wanna hear they scream/ Feed ‘em poison candy/ To spoil their Halloween") e "Stealing Peoples Mail", sintesi di furia e di toni lugubri e farseschi, mostrano la spiccata attitudine comunicativa della band, che emuli scadenti tenteranno invano di emulare negli anni a venire. "Drug Me" e "Ill In The Head" si segnalano sul fronte della destrutturazione e dell'isterismo, altra componente fondamentale della visione musicale di East Bay Ray e compagni.

Nonostante i generi citati per fissare le coordinate di questa visione, "Fresh Fruit For Rotting Vegetables" non era un disco retrò nel 1980 e non lo è neppure oggi. Non ha una ruga neanche negli arrangiamenti, arricchiti in un paio di brani da funzionalissime tastiere. Si tratta dell'evoluzione del rock'n'roll, quella che gli consentirà di sopravvivere integro alla destrutturazione e contaminazione operata negli stessi anni dai Clash del dopo "London Calling". Il fatto, poi, che abbia generato (anche) eredi non degni, non è colpa da imputargli direttamente.

Dei Dead Kennedys si può dire ancora tanto: non firmarono mai per una major e si gestirono in maniera indipendente giovando anche alla scena che li aveva visti nascere; furono condotti allo scioglimento dalle rogne legali accumulate in soli sei anni di rapporti con l'opinione pubblica; Biafra e gli altri si incontrarono molti anni dopo in tribunale, a proposito del catalogo, accusandosi dei peggiori misfatti... Ma questo non aggiungerebbe niente al disco di cui sopra. Un episodio luminoso nella lunga storia del rock'n'roll.

(27/10/2006)

  • Tracklist
  1. Kill the Poor
  2. Forward to Death
  3. When Ya Get Drafted
  4. Let's Lynch the Landlord
  5. Drug Me
  6. Your Emotions
  7. Chemical Warfare
  8. California Über Alles
  9. I Kill Children
  10. Stealing People's Mail
  11. Funland at the Beach
  12. Ill in the Head
  13. Holiday in Cambodia
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