Front 242

Front By Front

1988 (Red Rhino Europe) | ebm

”Moment of terror is the beginning of life”: questa è la scritta sulla busta interna del vinile della prima edizione di “Front By Front”, l’indiscusso capolavoro dei Front 242 uscito il 28 ottobre del 1988 per Red Rhino Europe in Belgio e per Wax Trax! Records negli Usa. In effetti, all’epoca il combo formato da Daniel Bressanutti, Jean-Luc De Meyer, Patrick Codenys e Richard 23 (all’anagrafe Richard Jonckheere) appariva sul palco con un aspetto decisamente minaccioso: un look paramilitare che ricordava quello delle squadre speciali antisommossa. Il mix tra occhiali a specchio, creste punk, ginocchiere e giubbotti antiproiettile, che loro adottarono già a inizio anni Ottanta, contribuì a definire quell’iconografia cyberpunk nata grazie alla penna di scrittori come William Gibson e a film come "Mad Max" e "Terminator". Se si cercasse una colonna sonora ideale per quel tipo di fantascienza distopica, “Front By Front” sarebbe sicuramente la scelta più ovvia, assieme al più celebrale “Buried Dreams” dei Clock Dva che uscirà solo un anno dopo.

“Front By Front” è anche uno dei lavori più rappresentativi dell’Electronic Body Music, genere di difficile definizione che si discosta sia dal synth-pop, sia dalla new wave, trasportando tutta la carica del punk all’interno della musica elettronica in una sorta di “edonismo paramilitare” dal tono dissacrante e perturbante. Siamo dalle parti del lato più inumano e aggressivo della musica Industrial, di cui l’Ebm è una sorta di necessaria evoluzione. È chiaro che gruppi come Front 242 avevano più a che fare con i Throbbing Gristle che urlavano “Discipline” che con il synth-pop degli Human League o degli Ultravox di Midge Ure.
La formula dei Front 242 è semplice e diretta quanto seminale: prendi la lezione dei Deutsch Amerikanische Freundschaft, celebre gruppo della Neue Deutsche Welle tedesca, e sperimenta le nuove soluzioni che la tecnologia analogica dell’epoca ti permette a livello di campionamenti, mix e quant’altro, ma senza dimenticare mai l’adrenalina e il dancefloor.

Dopo il loro primo album "Geography" del 1982, che si muoveva nell’ambito di una new wave/industrial elettronica simile a quella dei Cabaret Voltaire dei primi anni Ottanta, i Front 242 realizzano “No Comment” (1984) e “Official Version” (1987), due album che contribuiranno significativamente all’evoluzione del loro sound. In un’intervista del 1984, definiranno la loro musica con il termine “Electronic Body Music”, riprendendo in parte quella usata qualche anno prima dai D.A.F., ovvero “Körpermusik”.
In seguito a una miriade di remix e al singolo apripista “Headhunter”, i nostri faranno uscire “Front By Front”, il loro album della consacrazione, dato che avevano già conquistato la fama di un live act incompromissorio e decisamente sui generis, capace di far ballare il pubblico come di far finire i concerti in rissa, al pari di quanto stavano facendo in Gran Bretagna i Nitzer Ebb, proprio nello stesso periodo.

Il videoclip di “Headhunter”, girato dal fotografo olandese Anton Corbijn, contribuì non poco alla fama dei Front 242. Nel video in bianco e nero, l’architettura dell’Atomium e del Berlaymont di Bruxelles fa da sfondo ai movimenti del gruppo e a quelli di una signorina dal buffo copricapo a forma di uovo. Il video ha un debito piuttosto evidente con l’immaginario surrealista, anche se, a detta di Richard 23, sembra che sia tutto nato da un equivoco come nella migliore tradizione dadaista: il regista avrebbe capito “egg hunter” al posto di “headhunter”.  In ogni caso, i testi del brano sono particolarmente crudi e diretti e mettono assieme lotte tribali e rampanti slogan di reclutamento aziendale, parodiando anche “lo spietato mondo delle persone in giacca e cravatta” come dichiarerà successivamente Jean-Luc De Meyer e come si evince dal testo stesso:

One, you lock the target, two, you bait the line
Three, you slowly spread the net and four, you catch the man
Freeze, shoot to kill or die, freeze, shoot to kill or die

L’approccio crudo e diretto del loro cut-up li fa guardare con sospetto a livello politico, ma loro disconosceranno alcun intento ideologico nel loro lavoro, dichiarando di voler solo fare una fotografia impietosa del loro tempo anche attraverso un uso spregiudicato e nichilista dei campionamenti. Ad esempio, in “Welcome To Paradise V 1.0”, presente nell’edizione in cd (era la B-side del 12” di “Headhunter”), i Front 242 utilizzano la registrazione della voce del un predicatore americano Farrell Griswold, erroneamente confuso con Jimmy Swaggart che fu accusato ai tempi di aver fatto sesso con una prostituta. Evidentemente, c’era dell’ironia in quella voce registrata che esclamava in tono perentorio “No Sex Until Marriage!”.

“Front By Front” però non è soltanto “Headhunter” (di cui l’edizione originale in vinile conteneva solo una delle diverse versioni, la V 3.0 per l’esattezza). “Until Death (Us Do Part)”, “Circling Overland” e “Terminal State”, ad esempio, sono tre cavalli di battaglia dei belgi, hit di spessore che sono sopravvissute al tempo e hanno contribuito a cementare l’Ebm come un genere musicale di indubbio successo, almeno nel Nord Europa.
L’album è in massima parte in inglese ma contiene anche un brano cantato in tedesco, “Im Rhythmus Bleiben”, in cui sembra di ascoltare un istruttore sadico che urla di mantenere il ritmo. La voce campionata che urla "alles was drin ist" è tratta da un film di guerra tedesco del 1981, "Das Boot" (U-Boot 96), ambientato durante il secondo conflitto mondiale. È come se i Kraftwerk fossero stati arruolati e mandati al fronte per combattere la terza guerra mondiale. In effetti, l’atmosfera descritta dai testi è quella di un conflitto nucleare imminente, dato che eravamo ancora nelle fasi finali della Guerra Fredda. L’adrenalina in realtà non celava la paranoia di chi era cresciuta all’ombra delle periferie mitteleuropee. Ad esempio, in “Circling Overland” esclamavano:

Nerves connected to the center, we are tied to the machine
Invisible and silent, circling overland
The planemakers designed us to outturn and outmaneuver
Intruders in the skies, intruders in our skies

Sempre rimanendo in clima da Guerra Fredda, nello stesso anno dell'uscita di "Front By Front", il singolo "Never Stop", poi incluso nell'edizione in cd del 1989 nella sua versione "V 1.1", arriverà a parodiare lo sciovinismo e l'imperialismo degli Stati Uniti d'America.
Se un brano come “Felines” ha ancora un retro gusto new wave post-D.A.F., già episodi come “First In/ First Out” e soprattutto “Work 01” sono degli esperimenti che saranno considerati fondamentali per l’allora nascente scena rave e per il new beat belga.
I Front 242 sono riconosciuti come importanti e influenti per gran parte dell’elettronica degli anni Novanta, sino a quella dei giorni d’oggi, specie per la loro capacità di creare un approccio deciso e adrenalinico alla materia. I molti remix e le versioni di brani come “Work 01” (trasformata successivamente in “Work 242 N.Off Is N.Off” e “Work 242” e incluse come bonus-track dell’edizione in cd del 1989) sono state delle vere e proprie lezioni di stile e fonte di ispirazione per molti dj e producer, specie in ambito techno-industrial.
Sempre per rimarcare il carattere surreale e anche un po’ legato all’inconscio del lavoro dei Nostri, è interessante notare che alla fine di “Work 01” c’è il campionamento di una voce suadente che in perfetto italiano dice “i nostri sogni sono sempre presenti”.

Nell’album successivo, “Tyranny >For You<” del 1991, i Front 242 si addentreranno ancora di più nel mondo dei rave, dissodando territori trance e new beat e raccogliendo quanto seminato negli anni Ottanta. “Front By Front”, però, rimane il loro capolavoro, un album di frontiera agli albori di una sorta di cyber(post)punk che ricorda gli esperimenti di cut-up di William S. Burroughs ma trasposti in una musica per sale da ballo bombardate.

(07/10/2018)



  • Tracklist
  1. Until Death (Us Do Part)
  2. Circling Overland
  3. Im Rhythmus Bleiben
  4. Felines
  5. First In / First Out
  6. Blend The Strengths
  7. Headhunter V 3.0
  8. Work 01
  9. Terminal State
  10. Welcome To Paradise V 1.0






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