Godflesh

Streetcleaner

1989 (Earache) | industrial-metal

Justin Broadrick è stato uno delle personalità musicali più importanti del tardo decennio Ottanta, nonché uno dei principali ideatori di un linguaggio musicale capace di unire sonorità heavy con la musica industrial ed elettronica. Inizialmente chitarrista nei Napalm Death, fondò gli Head Of David, che proponevano già un sound molto cupo, influenzato sia dai Black Sabbath che dai Killing Joke (come affermato dallo stesso Broadrick).Dopo una breve comparsa a nome Fall Of Because, Broadrick imbraccia di nuovo la chitarra e dà vita alla sua creazione più importante, i Godflesh.

Sebbene non possano considerarsi il primo gruppo del genere (ricordiamo Ministry e, in parte, Prong), i Godflesh sono stati con buona probabilità i più importanti nella definizione di quel sound decadente e rassegnato che segnerà l'industrial-metal di tutto il decennio successivo.L'omonimo Ep d'esordio si rivela estremamente cupo, ancora legato al suono "doom" degli Head Of David e al thrash-metal, mentre col successivo "Streetcleaner", capolavoro assoluto del gruppo, l'opera è completa; il disco presenta sonorità decisamente più industriali, il drumming si fa più pesante e ossessivo, influenzato ancora dal grindcore, ma totalmente trasfigurato per scandire ritmi funebri (l'uso di batteria elettronica è onnipresente), e il fiume di effetti e distorsioni elettroniche si fa più intenso.

Il disco si apre impetuoso con "Like Rats", esempio classico di canzone industrial-metal, con riff tipici del thrash, ma resi più cupi da distorsioni elettroniche e da un drumming funereo e incessante; "Christbait Rising" segue la stessa linea, protendendosi incessante per quasi sette minuti.Da "Pulp" in poi si naviga in acque sempre più profonde; l'incedere della batteria diventa più vicino a una marcia funebre, mentre i riff e il cantato si fanno sempre più catacombali; "Dream Long Dead" è un rituale oscuro, una danza macabra in stile Killing Joke, nonché uno dei capolavori del disco, come lo è la stupenda "Head Dirt", che nella seconda parte diventa quasi un ambient-industrial dalle tinte gotiche, dominato dal crescendo delle distorsioni di chitarra, che delineano un paesaggio sempre più spettrale.

"Devastator" è un altro esempio di marcia dei dannati, con tanto di voci straziate, una sorta d'interludio che precede un altro vertice del disco: "Mighty Trust Krusher"; dapprima un riff metallico e ossessivo, poi i pressanti colpi di batteria proiettano uno sfondo apocalittico, sul quale s'inserisce la voce di Broadrick, particolarmente carica di angoscia e disperazione ("Hate me/ tread on me/ and you taught me/ and finally slay me... now")."Life Is Easy" è un altro pezzo particolarmente drammatico, con un testo fra i più crudi e intensi ("Life is debt... is dead"); la title track, quasi contrapposta, è invece più violenta e veloce, vicina alle sonorità più grindcore del gruppo.A chiudere il disco, "Locust Furnace", ennesimo (grande) esempio di canzone industrial-metal tirata, con quell'urlo finale in crescendo che si fa sempre più sgraziato, soffocato dai clangori metallici che si estendono, a dare l'impietoso addio.

"Streetcleaner" non è solo uno dei massimi capolavori dell'industrial-metal e uno dei dischi più intensi in assoluto degli anni 80: "Streetcleaner" è una visione cruda e disperata della nostra società, un ritratto cinico e realistico dell'umanità che pochi altri avranno il coraggio di dipingere.

P.S.: la versione bonus del cd contiene 4 tracce che erano state previste per un Ep mai uscito e sono state aggiunte in seguito.

(28/05/2006)

  • Tracklist
1. Like Rats
2. Christbait Rising
3. Pulp
4. Dream Long Dead
5. Head Dirt
6. Devastator/Might Trust
7. Life Is Easy
8. Streetcleaner
9. Locust Furnace
10. Tiny Tears (bonus track)
11. Wound (bonus track)
12. Dead Head (bonus track)
13. Suction (bonus track)
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