Grandmaster Flash and The Furious Five

The Message

1982 (Sugar Hill) | hip-hop, disco funky, breakdance

“Hip, hop, hip, hop…” intona scherzando Keith "Cowboy" Wiggins, rivolgendosi al fratello che stava sotto le armi. La storia narra che la dicitura hip hop nasca in sostanza proprio da questo episodio. Da un sano e azzeccatissimo sfottò. Siamo alla fine degli anni Settanta, e il break di Kool DJ Herc è già abbondantemente in circolo per le strade di un Bronx sempre più ribelle e internamente diviso da mille battaglie. Cowboy, MC tra i più vivaci in circolazione, è stato da poco reclutato da Jospeh Saddler, in arte Grandmaster Flash, disk-jockey barbadiano trasferitosi con la famiglia a New York, nonché ideatore dei primi bloc party, vere e proprie adunate di quartiere che prendevano vita tra la 169ma e Boston Road collegando l’impianto direttamente ai lampioni, le quali contribuirono a dare sfogo a quella che sarebbe diventata di lì a poco la culla della cultura hip hop e dello scratch come espressione musicale. Ed è proprio la memorabile tecnica ideata da Theodore Livingston, aka Grand Wizard Theodore, fratello minore di quel Mean Jean (amico dello stesso Saddler) che grazie al suo particolare DJing fu uno dei mentori supremi dell’intero fenomeno, ad aprire di fatto le porte di un nuovo mondo.

A seguirli sono i fidati Grandmaster Melle Mel, il primo nella storia a chiamarsi Master Cerimonies (MC) e a dare questo nome anche ad altri membri del gruppo, Kid Creole, Scorpio e Rahiem. Quest’ultimo si aggiungerà nel 1978 ai già esistenti Furious Four, dando così vita ai definitivi Furious Five. Il primo singolo, “We Rap More Mellow”, viene rilasciato nel 1979 a nome Younger Generation. A seguirlo è “Superappin'”, prima traccia prodotta come Grandmaster Flash & The Furious Five, pietra angolare di tutto il movimento hip hop e sublime fusione di rime a cascata, funky, break-dance e la disco music più sfrenata. Nel 1980 è la volta di “Freedom” e del suo flusso irresistibile di versi tanto spudorati, quanto irriverenti, agitati da una base pulsante e da bassi sincopati, con tanto di fiati in festa e ripetuti inviti alla baldoria. E’ il preludio all’imminente Lp. A quello che sarà, da quel preciso momento in poi, il messaggio da lanciare.

“The Message” esce nel 1982 per la Sugar Hill Records di Sylvia Robinson, l’etichetta nera del momento da poco consacrata grazie all’avvento del tormentone planetario “Rapper's Delight” del trio Sugarhill Gang, brano che ancora oggi incarna uno dei riferimenti assoluti della black music. L’incipit iniziale "I said a hip hop, a hippie, a hippie to the hip hip hop" e il basso campionato di Bernard Edward nell’altrettanta celebre “Good Times” degli Chic, cambierà per sempre la storia della musica nera, dando vita a una delle sue evoluzioni più durature. Tale intuizione verrà assorbita dalle cinque furie e dal gran manipolatore Saddler, e arricchita attraverso elementi derivanti tanto dal funk incendiario di James Brown, quanto dalla disco music formato Studio 54 che tanto imperversava in quel periodo proprio nel cuore della Grande Mela, passando per il profondo soul di matrice Motown, George Clinton e la spoken-word impegnata del maestro Gil Scott-Heron. Un puzzle sonoro dunque ricchissimo, i cui incastri mostreranno per sempre e definitivamente l’essenza stretta di un settore che raggiungerà il suo apice creativo nei dieci anni successivi attraverso i vari padri putativi della cosiddetta old school, dunque Run DMC, A Tribe Called Quest, Public Enemy.

Ad aprire le danze è la frizzante “She’s Fresh”. Il tema introduttivo di "It's Just Begun" dei Jimmy Castor Bunch è riproposto magistralmente da Grandmaster Flash in una versione ritmicamente più fresca (per l’appunto) ed energica, prima che l’assolo di chitarra di Boobie Knight  estratto dalla sua “The Lovomaniacs” aggiunga quel pizzico di elettricità che non guasta mai, intensificando ancor di più la scossa adrenalinica, mentre le cinque furie alternano esilaranti battute (“That girl is fresh!”) in un cerimoniale amabilmente impertinente. L’andamento festoso e sbarazzino di “It’s Nasty” con tanto di sample da “Genius Love” dei Tom Tom Club prosegue sulla medesima scia, ribadendo il concetto e un’identità ben precisa da mostrare al mondo intero (“He's Grandmaster, he cuts faster, we're the furious, serious, and ever so mysterious, five that's rockin the house”). La cibernetica “Scorpio”, invece, anticiperà di un paio di decenni voci vocoder ed elettrificazioni ritmiche in perfetto stile videogame.

L’invito "Yo Flash. This time cut it mellow!" anticipa l’umore di “It’s A Shame”, in sostanza vero e proprio rifacimento breaking dell’omonima traccia degli Spinners, scritta a suo tempo da Stevie Wonder, Syreeta Wright e Lee Garrett, e contenente estratti da “Mt. Airy Groove” dei Pieces of a Dream. Al centro del piatto, predominano al contrario cadenze soulful e atmosfere decisamente più rilassate, a conferma di una spiccata propensione del gruppo nel saper alternare dinamismo di strada e amorevole relax da camera. Guarda caso, “Dreamin'” è un vero e proprio omaggio incondizionato allo stesso Stevie Wonder, il cui nome viene ripetuto più volte ("Stevie, Stevie, that's why (That's why)/ when we dream of you (Dreamin')/we believe anything that you see") e palesemente idolatrato nella celebre esternazione “Cause he's the greatest!”. Il pezzo è scritto in combo e precede “You Are”, traccia gemella della precedente, melodicamente altrettanto mielosa e wonderiana.

"The Message" sarà il terzo singolo del disco, ma di fatto il più significativo. Stavolta, Grandmaster Flash utilizzerà una sola interpolazione vocale pescata tra l’altro da quella “Superappin” già innalzata a faro dal neonato universo rap, calibrando a meraviglia un basso pulsante e penetrante contornato da una tastiera estatica e oltremodo fluttuante. A curarne il testo e l’arrangiamento sono il produttore e rapper della Sugar Hill Edward G. Fletcher, aka Duke Bootee, e lo stesso Melle Mel. Le parole sono un affondo impietoso verso la condizione deplorevole in cui versa il loro quartiere, e diventeranno  anche il primo scritto hip hop politicamente e socialmente impegnato (ad eccezione di “The Revolution Will Not Be Televised” di Scott-Heron, la quale comunque gode di una “metrica” del tutto distinta). E rime come “Don't push me ’cause I'm close to the edge/ I'm trying not to lose my head/ it's like a jungle sometimes, it makes me wonder how I keep from going under” sono ancora oggi il verbo da seguire per migliaia di rapper di tutto il mondo.

E’ essenzialmente la prima vera e propria presa di coscienza di un genere musicale che da qui in avanti comincerà ad allargare i propri orizzonti, elevandosi da semplice fenomeno sonoro a filosofia di pensiero. Da un punto di vista squisitamente musicale, sarà invece la bonus track aggiunta nello stesso anno per il mercato inglese “The Adventures Of Grandmaster Flash On The Wheels Of Steel”, a incarnare la quintessenza del cutting (tagliare i brani battuta per battuta), del phasing (diminuire o aumentare i giri di un disco a seconda dell’occasione) e delle invenzioni stilistiche additate esclusivamente al sommo Grandmaster Flash, come  il collage di break strumentali (antenato del sampling) e il backspinning (l’arte di far ruotare all’indietro il disco per ripeterne intere frasi).
Sette minuti scarsi in cui vengono tagliati, filtrati e ricuciti bassi, sezioni ritmiche, voci, riff ed elementi multipli delle varie "Another One Bites the Dust" dei Queen, "Rapture" dei Blondie, la già citata e sfruttata "Good Times" degli Chic, "Apache" della Incredible Bongo Band, "Life Story" degli Hellers, "The Decoys of Ming the Merciless" di Jackson Beck, "Monster Jam" di Spoonie Gee and The Sequence, e le varie "The Birthday Party" e "Freedom" degli stessi Grandmaster Flash and Furious Five. Un insuperabile collage nero che farà scuola ed epoca non solo nell’ambiente hip-hop, ma in tutto lo sconfinato universo del Djing.

*bonus track inserita inizialmente solo per il mercato inglese

(07/12/2014)



  • Tracklist
  1. She's Fresh
  2. It's Nasty
  3. Scorpio
  4. It's a Shame
  5. Dreamin'
  6. You Are
  7. The Message
  8. The Adventures Of Grandmaster Flash On The Wheels Of Steel*
Grandmaster Flash and The Furious Five on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.