La newyorkese Carole King è una delle grandi
antesignane del cantautorato al femminile. Talento puro fin da bambina (a
quattro anni inizia a suonare il piano e al liceo forma il suo primo gruppo, i
Co-Sine) mostra una peculiare inclinazione per il songwriting, che la spinge a
scrivere canzoni malinconiche e intimiste. Un fatto che oggi può apparire
persino ovvio. Ma all’epoca, fu forse la prima. Per tutti gli anni Sessanta
canta in coppia con il marito Gerry Goffin. Ragazzina prodigio dalle tante
amicizie e amori (Paul Simon, James Taylor, Neil Sedaka che nel '59 le aveva
dedicato la celebre "Oh! Carol"), arriva alla soglia dei trent'anni senza aver
ancora colto il frutto del suo talento. Colpa soprattutto della sua ritrosia
cronica, che la paralizza nelle esibizioni dal vivo.
E’ nel 1971, con "Tapestry", che questa timida figlia dei fiori
newyorkese si impone sulla scena internazionale, rivelando una voce limpida e
una delicata sensibilità, unite a uno spirito decisamente utopista in linea con
i tempi. L'album diventa il numero uno delle classifiche negli Stati Uniti e
resta nelle charts per oltre sei anni. Merito del fascino immortale di ballate
come "You've Got A Friend", malinconico inno all'amicizia riportato al successo
anche da James Taylor, "It's Too Late", struggente manifesto musicale della
generazione Settanta, "You make me feel (like a natural woman)", classico
soul-rock interpretato da Aretha
Franklin, "So far away", lento d'atmosfera dal fascino irresistibile. A dare
più ritmo al disco sono invece il pop-rock serrato di "I feel the earth move" e
il soul contagioso di "Way over Yonder". Carole King
si dimostra non solo autrice di razza, ma anche performer, capace di donare un
tocco elegantemente jazzy alle sue composizioni.
Anche grazie a questo disco, il cantautorato confessionale si
trasforma in genere popolare e le donne del rock trovano finalmente un modello
da seguire. Un riferimento che resterà vivo anche per la nuova leva delle
cantautrici intimiste di fine secolo: Suzanne Vega, Tori Amos, Natalie Merchant, Fiona Apple, Sheryl Crow.
Con Carole King, come con Janis Joplin, si celebrano la
rivoluzione sessuale, i grandi sogni dei 70, gli ideali della "Woodstock
Generation". Ma tutto è più sfumato, tenero, aggraziato. Attraverso il disagio
che traspare dalle sue canzoni, la cantautrice newyorkese mostra tutti segni di
un carattere acerbo e introverso, che non reggerà molto a lungo allo "stardom".
"Tapestry" rimarrà infatti l'apice del suo successo. Un successo straordinario.
Ha venduto venti milioni di copie in tutto il mondo. Si è aggiudicato quattro
Grammy: miglior album dell'anno, migliore canzone ("You've got a friend"),
migliore composizione dell'anno ("It's too late"), come migliore interprete
femminile. E le sue canzoni sono state riprese da artisti come James Taylor,
Quincy Jones, Rod Stewart, Bee Gees,
Manhattan Transfer, Aretha Franklin e Monkees.
