Lightwave

Tycho Brahé

1993 (Hearts Of Space) | elettronica

L'astronomia è la poesia dei cieli: è questo l'invito con cui i Lightwave ci accolgono nelle visioni celesti di “Tycho Brahé”. Accostandosi agli studi dell'astronomo danese vissuto in Danimarca nella seconda metà del '500, l'ensemble francese ha reinventato in un formato colto la musica cosmica e l'ambient, portando nel genere la sensibilità dell'avanguardia contemporanea e un metodo di composizione tanto saldo quanto profondo. La musica dei Lightwave è meta-creazione o, più semplicemente, meditazione: non ha un oggetto proprio, ma eredita i risultati forniti dall'astronomia, dalla matematica e dalla scienza per riflettere sulle proprie ispirazioni, mantenendo un equilibrio impeccabile fra lettura rispettosa degli strumenti e catarsi emotiva.

“Tycho Brahé”, nello specifico, è una delle manifestazioni più spettacolari del concetto di sublime in musica. Dinanzi all'osservazione delle stelle a occhio nudo, l'uomo si sente piccolo, impotente, sconvolto. Il descrittivismo lirico dei Lightwave riunisce in sé il senso di lontananza e sbigottimento umano nei confronti dell'infinità inafferrabile del cosmo.
E così "Uraniborg" teletrasporta il sapere in un enorme osservatorio astronomico; tramite aggregati cromatici sovrapposti (mutuati dallo stile neo-avanguardistico di Gyorgy Ligeti), l'elettronica può raggiungere stadi particolari di immobilità e costituire la colonna sonora ideale per l'osservazione della posizione degli astri.
"Mapping The Sky" apre nuove prospettive di ambientazione, con soffici linee di pianoforte alla Erik Satie, addensate su un tappeto atmosferico oscillatorio, a metà strada fra sogno e anticipazione di traiettorie stellari. 

Le qualità timbriche che caratterizzano l'arte dei Lightwave emergono in tutto il loro potere di suggestione nei solchi siderali di "Cathedral". La dedizione di Wittman, Harbonnier e Haslinger per il sound design individua un luogo in cui il senso di apertura si fa intimo. "Fuga Stellarum", quindi, sottolinea il ruotare di accordi attorno a percorsi interrotti, stampando il naufragio cosmico nella mente dello spettatore. Subito dopo, le frequenze disperse di "Virtual Mechanics" creano freddi intervalli di vuoto, ripensando da capo l'esplorazione dello spazio, non più smisurata e sensazionalista  come in passato.

Quella dei Lightwave è musica da camera elettronica che ribalta le coordinate tonali in auge con i corrieri cosmici tedeschi (Klaus Schulze, Tangerine Dream), per ripristinare l'apparato della musica concreta e i paesaggi elettroacustici di quella ambient, come nella meravigliosa "The Art Of Clockmaskers". Il violino di Jacques Deregnaucourt e il pianoforte rubano la scena nella piccola colonna sonora di "Tycho On The Moon", resoconto di un misterioso e allucinato viaggio lunare al centro dell'immaginazione. La musica contemporanea e la new-age rinascono invece fra le maglie melodiche di "Apogee", poco prima che i segnali sintetici della world-music in "Hymn For The Guide Of Astronomers" mettano fine alla contemplazione.

 

Lo spessore e la cultura che emergono da “Tycho Brahé” e dal successivo “Mundus Subterraneus” (promotore della loro "musica sotterranea") vantano davvero pochi eguali nella storia della musica popolare. Con i loro capolavori, i Lightwave hanno scritto pagine nelle quali temi scientifici e filosofici riescono ad entrare nel panorama estetico dell'arte senza conflitti da sanare.

 

(26/10/2007)

  • Tracklist
  1. Uraniborg 
  2. Mapping The Sky 
  3. Cathedral 
  4. Fuga Stellarum 
  5. Virtual Mechanics 
  6. Poetics Of The Sphere 
  7. Art Of Clockmaskers 
  8. Tycho On The Moon 
  9. Apoqee
  10. Hymn For The Guild Of Astronomers
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