Loreena McKennitt

The Mask And Mirror

1994 (Quinlan Road) | ethno-folk, songwriter

"...Chi era Dio? E che cos'è la religione, la spiritualità? Che cos'è stato rivelato e che cos'è stato nascosto... qual era la maschera e quale lo specchio?" Così si interroga Loreena McKennitt nel booklet del suo disco del 1994, auto-prodotto dalla sua stessa QuinlanRoad, come tutta la sua discografia.
"The Mask And Mirror" pone, infatti, domande universali riguardo il significato della contaminazione fra culture lontanissime, attraverso un suggestivo affresco musicale della Spagna del XV Secolo. Una ricerca spirituale e spaziale, dunque, narrata dalla stessa lungimirante artista  in un diario di viaggio, presente nel suo booklet: "Attraverso la Galizia, giù nell'Andalusia, oltre la Gibilterra fino al Marocco... Le Crociate, il pellegrinaggio per Santiago". Un concept-album profondamente letterario, ricco di possibili interpretazioni, come i grandi poemi cavallereschi: si narra la storia di quel polo mercantile che intrecciò le storie dell'Islam, del Cristianesimo e dell'Ebraismo. La sintesi è resa fedelmente dalla ricca struttura armonica dei brani: la già affermata soprano, raffinata e lirica, che ha posto su un piedistallo colto e aulico il patrimonio folk ricordato dalla sua arpa celtica, diviene anche interessante e notevole compositrice. Difatti, concludendo il delicato percorso iniziato con il precedente "The Visit", la cantautrice canadese riesce a fondere strumenti peculiarissimi delle più disparate tradizioni, creando un felice amalgama di eclettismo, orecchiabilità e ricerca popolare.

Il viaggio spazio-temporale inizia con un vocalizzo arabo, a cui risponde, per contrappunto, un coro di monaci, su fatuo tappeto elettronico: ascoltiamo "The Mystic's Dream", il sogno dei monaci, dinamizzato d'improvviso dalle tablas (percussioni indiane), dal sitar, dall'oud e, di tanto in tanto, dall'eco fugace del flauto dell'Asia, il ney. I diversi affluenti sfociano infine nello stesso mare: il mare di una futura  religiosità universale, fra cornamuse e il ritorno di cori e synth. Eppure, inaspettatamente, "The Bonny Swans" fa rinascere dal passato la fiaba delle due sorelle, del cigno e dell'arpa, già narrata nel brano "Cruel Sister" dei Pentangle, fra le vivaci onde del violoncello e della chitarra elettrica, con il ritmo fiero del bodhran celtico. Siamo forse al brano più "mortale" dell'intera carriera dell'austera folksinger nata nel Manitoba.

"The Dark Night Of The Soul", meditazione per fiddle e voce, traccia nel disco il sentiero parallelo della ricerca interiore, insieme con "Full Circle", vertiginoso crescendo dell'animo, con "The Two Trees", fiume di archi e tastiere, aperto dalle ferine Uilleann Pipes irlandesi, e con "Prospero's Speech", un'elegia barocca su testo di Shakespeare che è capace, addirittura, di rievocare la solennità di Nico.
L'importante tappa del "Marrakesh Night Market" è, invece, dipinta da una litania drammatica e spassionata, accompagnata da percussioni arabe, balalaika (sorta di liuto russo) e dalla perdizione di un violino tzigano.
Con "Santiago", infine, vera e propria perla  compositiva, siamo al punto d'arrivo tanto del disco quanto del viaggio: un saltarello medievale che unisce, con deliziosa leggerezza, profumi arabi, un ritmo quasi tribale e uno scapestrato hurdy gurdy, scorrendo veloce verso un vorticoso finale capitanato dal violino. Il tutto è cantato da quel timbro peculiare della McKennitt, luminoso, libero da vibrati ingombranti, che fa pensare a un incrocio fra la Caballé, il falsetto espressivo di Tori Amos e l'angelica tecnica celta, ma che, soprattutto, ruba alla tradizione classica i suoi segreti: per il popolo e con il popolo.

"Ho imparato a usare la storia panceltica, che va dal 500 avanti Cristo al presente, come trampolino creativo" dice l'artista canadese in un'intervista. Ed è proprio con quest'album che la musica di Loreena McKennitt conquista definitivamente un ruolo importante in quel processo - iniziato già dall'irlandese Enya - di recupero, analisi e modernizzazione del patrimonio celtico, con tutte le sue svariate influenze.

(10/07/2011)

  • Tracklist
  1. The Mystic's Dream
  2. The Bonny Swans
  3. The Dark Night Of The Soul
  4. Marrakesh Night Market
  5. Full Circle
  6. Santiago
  7. Cé Hé Mise Le Ulaingt? / The Two Trees
  8. Prospero's Speech


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