Spirit

Twelve Dreams Of Dr. Sardonicus

1970 (Epic) | psychedelic-rock

Randy Wolfe è un ragazzino di 14 anni quando un giorno, entrando in un negozio di dischi, incontra uno smilzo ragazzo di colore piu' grande di lui, che lo invita a suonare nella sua band: Jimmy James & the Blue Flames. Sono entrambi chitarristi, solo che il ragazzo nero, tal Jimi Hendrix, ha gia' una identita' musicale che sta sbocciando, mentre Randy e' agli inizi, in tutto, e quindi facilmente modellabile e soprattutto influenzabile. La forza prorompente e l'energia sviscerata sul palco da parte del ragazzo nero, segnera' per sempre il background del suo amico Randy Wolfe alias "California". Randy "California" Wolfe sara' uno dei primi chitarristi/musicisti a divulgare il verbo del ragazzo nero, riuscendo al tempo stesso a imprimere al proprio stile una linea personale, piu' legata forse alla melodia e certamente al folk.

Dopo l'Experience hendrixiana, Randy Wolfe sentira' il bisogno di formare una band tutta sua, un gruppo dove poter sfoggiare il proprio psichedelico talento chitarristico. Uno dei primi musicisti che accorreranno alla realizzazione del progetto sara' Ed Cassidy, grande batterista jazz, con passate esperienze sotto l'ala protettrice di Thelonius Monk e Gerry Mulligan; Ed Cassidy non solo sara' nella vita di tutti i giorni il Patrigno di "California", ma sara' anche un valido partner percussionistico, che con il suo stile felpato riuscira' a personalizzare il suono del gruppo senza picchiare: in un mondo (quello del rock) dove i gruppi erano pieni di picchiatori di pelli, Cassidy dimostrera' che il tempo lo si puo' tenere anche con grazia ed eleganza, senza perdere in incisivita'. Gli altri membri si ritaglieranno solo uno spazio di gregariato, seppur fondamentale nell'economia del sound del gruppo: Mark Andes alla voce e al basso, Jay Ferguson alle tastiere e alla voce, e John Locke sempre alle tastiere. E con questo quintetto gli Spirit spiccheranno il volo.

Musica psichedelica, blues permanente e ruggiti metallici di solido hard-rock, si combinavano con una vena melodica "arpeggiata", dalle chiare rimembranze folk. Influenzati nell'immagine dallo stile flower power di fine anni 60, gli Spirit si distaccavano però dal pacifismo utopistico dei Jefferson Airplane e dall'approccio "acido" dei 13th Floor Elevator. Gli Spirit erano un gruppo impregnato di blues, ma non quanto i Quicksilver Messanger, attinsero al folk ma non nella maniera disciplinata dei Love, né avevano nemmeno la limpidezza di suono degli Electric Flag. Gli Spirit, presero qualcosa da ognuno di questi gruppi, ma senza mai legarsi troppo a certi modelli o suoni. Solo Hendrix rimarra' il chiodo fisso di California, il suo vero influsso benefico. Il felice esordio con l'album omonimo del 1968 sarà bissato da "The Family That Plays Together" dell'anno successivo, mentre "Clear" (1969) segnera' un passo indietro.

Ma forse il gruppo stava semplicemente tirando il fiato prima di realizzare il suo capolavoro, ovvero "Twelve Dreams Of Dr Sardonicous" (1970).

L'album si apre sulle note di "Prelude - Nothing To Hide", con una introduzione acustica che si distende in un arpeggio dolcissimo e il cantato e' un sussurro; pochi istanti e il brano cambia pelle grazie a uno scoppio elettrico. Siamo in pieno territorio hard, ma il cantato e' accattivante con quel suo stile beat, la chitarra di California graffia, e il plettro scivola veloce sulle corde disegnando scie elettriche. A un minuto dalla fine la canzone cambia ancora... il ritmo si velocizza fra rullate e un solismo elettrico molto psichedelico.

Altro classico imprescindibile del gruppo è "Nature's Way": anche stavolta la canzone nasce per mezzo di un'apertura acustica con un tambureggiare ritmico tribale che evoca sonorita' africane. Il cantato e' quasi tutto corale, salvo qualche piccola concessione solista, canti e controcanti che seguono la stessa melodia arrampicandosi fra tonalita' diverse. Qui non c'e' nessuno stacco: il tempo ritmico rimane lo stesso, passeggiando attraverso agresti scenari colmi di serenita' e turbato romanticismo.

Terzo colpo da ko consecutivo e' "Animal Zoo": un altro classico, in cui la vena romantica cede il passo a un'atmosfera gioiosa e chiassosamente metropolitana; il basso pulsante si fa largo a intervalli regolari, il cantato e' solare, e qui come in nessun altra canzone si nota l'impronta jazzistica di Cassidy, e come sia azzeccato il connubio ritmico jazz in un contesto rock. La canzone procede verso solidi scenari rock, tra canti, controcanti e falsetti, mentre un ritmo molto disincantato sembra quasi voler sdrammatizzare le ombre apparse in altri brani.

La successiva "Love Has Found A Way" inizia con una introduzione di suoni registrati e fatti passare all'incontrario come in certi brani tratti da "Are You Experienced?" di hendrixiana memoria. E' psichedelia sognante, accompagnata dalle morbide note tastieristiche che si contrappongono e amalgamano a certe dissonanze di chitarra in sottofondo. Il cantato in questo caso mostra i segni del tempo, esattamente in certi coretti beat di sottofondo che ricordano molta Swinging London. La parte finale e' un inno psichedelico tra fumi acidi e colori purpurei.

Una tastiera saltellante in tempi dispari introduce poi la melodia sbarazzina di "Mr Skin", in cui fanno la loro comparsa strumenti a fiato che riescono a gonfiare il suono d'insieme, combinandosi con l'elettricita' che subito tende a farla da padrone. Il cantato e' grintoso, e notevole e' il solo di sax nella parte centrale, che duella con un California che in modo magistrale si tiene (a stento?) sottotono. Un rhythm n' blues venato di jazz, mai di maniera e ben amalgamato. Un inquietante piano introduce "Space Child", prima che una ombrosa linea melodica tastieristica allunghi luci sinistre, creando un passaggio autunnale intriso di psichedelia; l'entrata della sincopata batteria crea i presupposti per un interludio fra strumenti a tastiera. E' un brano strumentale, con un basso che si produce in accordi in progressione. Versione minimale del gruppo e ottimo accompagnamento per pomeriggi piovosi. E' il preludio al vero capolavoro del disco: "When I Touch You". Rumorismi assortiti introducono una linea chitarristica avvelenata, il basso e' spettacolare ed e' subito pronto a donare potenza all'intera costruzione della canzone. Si susseguono suoni cupi, con un cantato appassionato e tastiere psichedeliche di sottofondo che creano una melodia a sé stante. Suoni che anticipano di molti anni certe armonie degne dei migliori Cult, quelli di "Love". La voce e' agonizzante, la chitarra non smette mai di suonare le stesse maledette note, con quel loro fare ipnotico che avvolge l'ascoltatore in un limbo nebbioso. L'assolo chitarristico finale, e' spezzettato e distorto: non c'e' mai un filo logico ne' melodico a tracciare la via.

Ad allentare la pressione provvede "Street Worm", con un rock verace fatto di ritmi jazz e melodie chitarristiche; una canzone di facile presa e aderente ai trend del periodo, ma squisito e' il solismo di Wolfe che si produce in un feedback denso prima e in una linea melodica dopo, salvo poi lasciarsi letteralmente andare nel assolo centrale, dove le dita della mano corrono veloci sulla tastiera. A deludere e' semmai "Life Has Just Begun": arpeggio soave, per un cantato troppo enfatico, che crea un'atmosfera eccessivamente "rarefatta" per l'atmosfera psichedelica del disco. E' il primo brano "debole" dell'album: troppo zucchero mal dosato, per un brano in cui l'unica idea valida e' quell'introduzione di voce filtrata a meta' brano, che tanta moda fara' negli anni 70.

Il rock'n'roll torna prepotentemente su "Morning Will Come": le ombre spariscono e riaffiorano i raggi di sole, in questa festa di sfrenato divertimento, con sax che cantano in coro e duellano fra loro anche quando l'attenzione si sposta su altri strumenti e suoni. La voce solista e' ispirata e i coretti di sostegno non sono da meno, ottimi anche i contrappunti fiatistici nella parte finale che tendono a donare alla canzone un'anima vagamente soul. "Soldier" non e' un degno finale per un grandissimo disco: timidamente si fanno largo levigati suoni pianistici, il clima torna a farsi malinconico in questo blues venato di riverberi psichedelici, il basso esce totalmente fuori dagli amplificatori diventando il principale protagonista. Due brani deboli su dodici, comunque, non incrinano il valore di un disco che e' gia' un classico del suo tempo e uno dei migliori lampi di genio che a distanza piu' di 30 anni si ricordi.

Nel 1997 Randy California morira' annegato nelle acque dell'Oceano alle Hawaii per salvare la vita al figlio. La sua anima andra' cosi' a ricongiungersi con quella di Hendrix in una jam session sicuramente paradisiaca.

(10/11/2006)

  • Tracklist
  1. Prelude - Nothing To Hide
  2. Nature's Way
  3. Animal Zoo
  4. Lave Has Found A Way
  5. Why Can't I Be Free
  6. Mr. Skin
  7. Space Child
  8. When I Touch You
  9. Street Worm
  10. Life Has Just Begun
  11. Morning Will Come
  12. SoldieR


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