The The

Soul Mining

1983 (Epic) | pop

Matt Johnson è una delle figure di maggior rilievo nello scenario post-punk inglese.
Classe '61, cantante, chitarrista eclettico, il giovane Johnson comincia la carriera nel 1979, esordendo nei Gadgets. Dopo la pubblicazione di due album, "Gadgetrees"(1979) e "Love Curiosity Freeckles And Doubt" (1980), sceglie di intraprendere la carriera solista nel 1980, lanciando i singoli "Controversial Subject" e l'anno seguente "Cold Spell Head".
L'inizio della maturazione artistica giunge con i primi due album: "Burning Blue Soul" (1981) e il mai pubblicato "The Pornography Of Despair". In questi due dischi egli amplia la sua prospettiva musicale, virando verso un cantautorato lirico e riflessivo, arricchendo il suo canto con sonorità che mescolano soul, jazz e una psichedelia dai connotati fiabeschi.
L'anno seguente Johnson cambia rotta nuovamente, a conferma della sua anima eclettica, in continua evoluzione, alla perenne ricerca di nuove tendenze sonore. Decide di attribuire la bizzarra sigla "The The" al suo progetto musicale e si incammina sui sentieri luminosi della disco-music, esordendo con il singolo "Uncertain Smile". Fusioni soul-jazz caratterizzano il brano che lancia il gruppo nel vasto panorama synth-pop inglese.

Nel 1983 arriva il primo e fondamentale album dei The The, "Soul Mining". Un collage cristallino di maliziose melodie poliritmiche; l'essenza dei brani è racchiusa tutta nella disinvoltura di Johnson nel reinventare il concetto di musica pop "da ballo", conferendogli un gusto che racchiude in sé soul, jazz, funky, world-beat, techno-pop. Il travestimento adottato da Johnson per celare le sue preziose ispirazioni è quello della disco-music, che abbandona certi facili stereotipi per salire di scatto su costruzioni armoniche dotate di una maggiore complessità.

Ad aprire il disco è "I've Been Waiting For Tomorrow (All Of My Life)", un irresistibile speed-funky lanciato da esplosioni e conti alla rovescia, in stile videogame stellare. La successiva "This Is The Day" fa atterrare dolcemente l'ascoltatore su melodie pop delicate, leggere, cullate da una fisarmonica sintetica che conferisce una veste e un gusto vagamente retrò.
"Sinking Feeling" alterna la spensieratezza danzante del canto di Johnson a sovrapposizioni complesse, legate nella coda del brano da un organo onirico. Il singolo lanciato l'anno precedente, "Uncertain Smile", ha la seducente particolarità di abbinare a un tessuto soul alcuni elementi-base del jazz, come l'indimenticabile chiusura pianistica. Johnson è senza dubbio uno dei più ingegnosi modellatori melodici post-punk, abile nell'intento di addolcire l'alienazione della vita quotidiana e i suoi fastidiosi rumori.
La seguente "Twilight Hours" mescola world-beat esotico a coinvolgenti fraseggi vocali; la voce di Johnson modella la struttura del brano conferendogli una maggiore carica emotiva.

L'eco angosciosa di una sirena notturna apre la title track, ballata esotica dal sapore enigmatico, nella quale a coinvolgere maggiormente è la vena malinconica della chitarra di Johnson. Il crescendo di "Giant" è una delle soluzioni ritmiche più poliedriche e geniali dell'intera carriera del nostro: dopo cinque minuti di intenso e sano coinvolgimento fornito dal basso spensierato e da un intarsio di percussioni e drum machine, la struttura del brano evolve in un funky-dance tribale, precursore adrenalinico di tante alchimie house odierne.

A concludere l'opera è "Perfect" (1983), brano inserito nella versione cd dopo essere stato lanciato come singolo. Anche qui il cocktail funky-soul è servito con classe ed eleganza, anche grazie al contributo di David Johanson all'armonica: uno dei tanti collaboratori di cui Johnson si accerchiò in quel periodo (tra questi spiccano anche Thomas Leer e Zeke Manyika).

"Soul Mining", in definitiva, è un album fondamentalmente pop, arricchito da atmosfere seducenti e da una polivalenza melodica di altissima classe; sia nelle tessiture superficiali che in quelle profonde delle sue tracce, è distinguibile una ricerca continua dell'orecchiabilità, legata indissolubilmente all'eleganza e alla complessità di una ricerca sonora che vedrà ancora l'imperscrutabile Matt Johnson sugli scudi negli anni a venire.

(13/11/2006)



  • Tracklist
  1. I've Been Waiting For Tomorrow (All Of My Life)
  2. This Is The Day
  3. The Sinking Feeling
  4. Uncertain Smile
  5. The Twilight Hour
  6. Soul Mining
  7. Giant
  8. Perfect
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