Annie Lennox - Eurythmics

Annie Lennox - Eurythmics

I dolci sogni del pop

di Francesco Serini, Claudio Fabretti

Insieme a Dave Stewart, la scozzese Annie Lennox ha dato vita agli Eurythmics, una delle esperienze più significative del synth-pop. La sua voce gelida ha segnato gli anni Ottanta. Quindi, il debutto solista nel 1992. Ma i "dolci sogni" degli Eurythmics resteranno un ricordo...

Icona pop nel segno di un glamour un po' retrò, ma sempre raffinato e luminoso, sullo stile delle star Hollywoodiane degli anni Quaranta, Annie Lennox si è imposta come una delle interpreti più suggestive dei decenni 80 e 90. Scozzese di Aberdeen, cominciò a studiare pianoforte e flauto fin da bambina tanto che vinse una borsa di studio per la prestigiosissima Royal Acedemy of Music di Londra che, tuttavia, frequentò per un solo anno a causa dell'eccessiva "formalità" che questo tipo di istituzione pretendeva. Rimase comunque a Londra, dove cominciò a cantare in vari gruppi rock, pop, cabaret e folk.

Verso la fine del decennio, incontrò il musicista Dave Stewart, leader di un gruppo attivo fin dagli inizi dei Settanta i Longdancer. Con Stewart e un altro cantante, Peet Coombers, formarono un trio, The Tourists, e in due anni incisero tre album. Il debutto omonimo del 1979 più Reality Effect e Luminous Basement, entrambi del 1980. Emerge una singolare ricettività nell'assimilare in maniera personale le influenze dell'epoca. Quelle post-punk ruvide del debutto e certo pop-rock ed elettronica nei due seguenti. Di sicuro, oltre gli arrangiamenti perfetti e regolari di Stewart, emergono anche la voce possente di Coombers e quella gelida e atmosferica di Annie Lennox. Il loro più famoso successo fu comunque la cover di Dusty Springfield "I Only Want to Be with You". In questi due anni, Lennox e Stewart unirono alla carriera una relazione sentimentale, che terminò nel 1980, quando il trio si sciolse. E mentre Coombers si perse tra le file di band anonime, Lennox e Stewart rinnovarono il loro sodalizio, ormai solo artistico, costituendo gli Eurythmics.

In pochi anni divennero una delle band inglesi più famose nel mondo. E grazie a quel pop elettronico, umorale e suggestivo, si rivelarono uno dei più raffinati e intellettuali tra i gruppi della New Romantic d'inizio anni Ottanta.

L'esordio del 1981 In The Garden poteva essere considerato l'album postumo dei The Tourists, ma già nel successivo Sweet Dreams (Are Made Of This) del 1983 emerse la classe e lo stile particolarissimo del gruppo. Ovvero quella mistura perfetta di pop ed elettronica, con un uso quasi ossessivo del sintetizzatore che creava particolarissime atmosfere robotiche, a metà tra la frivolezza disco degli Abba e il minimalismo di Philip Glass. Proprio per questo motivo le vendite che accompagneranno i loro lavori saranno sempre notevoli, trainate da successi planetari. I mega hit di questo secondo lavoro furono "Love Is A Stranger" e "Sweet Dreams (Are Made Of This)", il loro capolavoro assoluto. Ma molto si doveva senza orma di dubbio alla voce da brividi da contralto di Annie Lennox e al suo fascino ammaliante. Memore del suo passato come cantante da cabaret, la Lennox dimostrò personali capacità camaleontiche durante le esibizione-live e nei video che accompagnavano i brani. Una capacità che - nell'era della neonata Mtv - la rese presto una delle star femminili degli anni Ottanta insieme a Madonna e Kate Bush.

Il successivo Touch, sempre del 1983, dimostrò influenze ancor più eleganti: dal soul della Motown ai Beatles di "Revolver", dalla Joni Mitchell di "Ladies Of the Canyon" fino a James Brown. E ancora una volta l'album si presentava come un Greatest hits. Da "Here Comes The Rain Again" a "Who's That Girl", da "Right By Your Side" a "The First Cut". Le ottime critiche ricevute e le enormi vendite spinsero gli Eurythmics nel 1984 a fare di questo lavoro una discutibile versione dance e a cimentarsi nella realizzazione della colonna sonora di "1984" di Michael Radford tratto dal romanzo-capolavoro di Orwell.

La colonna sonora 1984 (For The Love Of Big Brother) è un lavoro ambizioso, che colpisce per l'esemplare resa di certe atmosfere inquietanti in "Room 101" e "I Did Just The Same", nonché per l'esercizio vocale raffinato della Lennox, soprattutto nella title track, impressionante per quei passaggi veloci dalle note basse ai toni alti. Lo sforzo risulta però un po' troppo pretenzioso e manierato. In pochi anni, comunque, gli Eurythimcs erano diventati un gruppo best seller e Annie Lennox una vera star. Tale status lo si riscontra in Be Yourself Tonight del 1985 a cominciare dalle guest star presenti: Stevie Wonder che suona l'armonica in "There Must Be An Angel (Playing With My Heart)" e Aretha Franklin che canta nell'inno femminista "Sisters Are Doin' It For Themselves".In più, "It's Alright (Baby's Coming Back)" e "Would I lie To You?" completano il quartetto di hit da ko. Tali ospiti sono indicativi di quale fosse l'idea iniziale di Stewart e Lennox per questo album: il loro singolare tributo al rhythm'n'blues e al soul. Se in Touch il loro stile era personale, e a tratti addirittura sperimentale, si ha ora l'impressione che questo sia ormai diventato un marchio di fabbrica, che nonostante il ripetersi di certi clichè-Eurythmcs, si manteneva sempre elegante e di alta fattura. Nulla si può criticare alla bellezza idilliaca che sprigionano i cori di "There Must Be An Angel" o all'intesa aggressiva di Lennox e Lady Soul in "Sisters Are Doin' It For Themselves": la glacialità raffinata dell'una e l'ardente passionalità dell'altra.

Revenge e Savage sono forse gli ultimi tentativi di indirizzare il loro stile verso nuove influenze.
Nel primo, uscito nel 1986, riecheggiano Prince e Simple Minds, soprattutto nella prima parte, con "Missionary Man", "Thorn On My Side", "When Tomorrow Comes" e la ballata "The Miracle Of Love". Il secondo addirittura può essere letto come la loro versione di "Tunnel Of Love" di Bruce Springsteen per le tematiche "casalinghe" e personali.
Savage però si presentava più confuso rispetto al precedente. Era il segno che il legame tra i due non era più forte come un tempo, così che "We Two Are One" e gli altri brani incentrati sull'importanza dell'amicizia non erano altro che una falsa maniera per mascherare al mondo la fine degli Euryhtmics.

Prima di riformarsi e ripresentarsi nel 1999 con Peace, all'insegna di un pop raffinato ma irrimediabilmente datato, Lennox e Stewart furono attivi come solisti durante tutti i Novanta.

Se Stewart si rivelò solo produttore discutibile di un pop leggero e senza pretese, come per le All Saints, la Lennox come cantante invece dimostrerà più classe e gusto come una vera Diva, che è appunto il titolo dato al suo debutto da solista del 1992. Disco che si produsse e scrisse interamente da sola. Spaziando dalle regali atmosfere di "Why" e "Cold" all'elettronica accattivante e ironica di "Little Bird", dagli arrangiamenti fiabeschi di "Walking On Broken Glass" fino alla perla "Precious", dedicata al figlio. E con un crooning da diva d'altri tempi realizzò anche la ballata gotica "Love Song For A Vampire", per il "Dracula" di Francis Ford Coppola.

Nel più banale Medusa del 1995 Lennox si limitava a reinterpretare le canzoni di alcuni, disparati artisti: da Bob Marley ai Procol Harum, da Paul Simon a Neil Young. Dell'album, venne registrata anche una versione live dal Central Park di New York.

Dopo una lunga pausa, Annie Lennox torna in studio nel 2003 per incidere Bare, un disco prodotto da Steve Lipson, all'insegna di un soul-funky patinato, con tanto di tastiere d'antan e il contributo della la Pro Arte Orchestra. Undici tracce che però non lasciano il segno, a cominciare dai sospiri di "The Saddest Song I've Got" per proseguire con i vaghi sussulti ritmici di "Bitterpil" e "Twisted", che alimentano solo la nostalgia per il bel tempo che fu. Domina un mood disperato e malinconico ("Ho scritto queste canzoni per non soccombere d'amore", ha rivelato, a proposito di una dolorosa separazione).

Sempre più coinvolta in campagne sociali - dalla lotta all'Aids in Africa alle tematiche ecologiste - Annie Lennox torna con un album dal titolo amaramente allusivo, Songs Of Mass Destruction (2007). Non si tratta però di canzoni politiche, bensì di nuove ballate sentimentali, con pochi sussulti (il numero rock di "Ghost in My Machine", il bell'intreccio tra piano e slide in "Love Is Blind", la delicata elegia di "Through The Glass Darkly") e molta maniera. Da segnalare comunque con un po' di nostalgica benevolenza il ritorno a certe tonalità sintetiche e dream-pop ottantiane ("Coloured Bedspread"). L'evento del disco è invece il coro del singolo "Sing" (con 23 star femminili, da Madonna a KT Tunstall, da Anastacia a Céline Dion), il cui ricavato è destinato a organizzazioni umanitarie, impegnate nella lotta contro il virus Hiv.

Da tigre androgina del synth-pop, Annie Lennox si è ormai trasformata in intrattenitrice soft da night-club. Con intatta classe, ma ormai pochissimo da dire.

Annie Lennox - Eurythmics

I dolci sogni del pop

di Francesco Serini, Claudio Fabretti

Insieme a Dave Stewart, la scozzese Annie Lennox ha dato vita agli Eurythmics, una delle esperienze più significative del synth-pop. La sua voce gelida ha segnato gli anni Ottanta. Quindi, il debutto solista nel 1992. Ma i "dolci sogni" degli Eurythmics resteranno un ricordo...
Annie Lennox - Eurythmics
Discografia
 EURYTHMICS  
   
 In The Garden (RCA, 1981) 
Sweet Dreams (RCA, 1983)  
 Touch (RCA, 1984)  
 1984 (For The Love Of The Big Brother) (RCA, 1984)  
Be Yourself Tonight (RCA, 1985)  
 Revenge (RCA, 1986)  
 Savage (RCA, 1987) 
 We Two Are One (Arista, 1989) 
Greatest Hits (RCA, 1991)  
 Eurythmics Live 1983-1989 (Arista, 1993)  
 Peace (Arista, 1999) 
 
 
 ANNIE LENNOX  
   
 Live In Central Park (BMG, 1996) 
 Medusa (Arista, 1995) 
 Diva (Arista, 1992) 
 Bare (Bmg, 2003) 
 Songs Of Mass Destruction (Sony, 2007) 
 The Annie Lennox Collection (antologia, Sony, 2009) 
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Annie Lennox - Eurythmics su OndaRock
Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.