Clannad

Clannad

Alle radici del folk irlandese

di Silvia Tabellini

La saga artistico-familiare dei Clannad, ambasciatori del folk irlandese, capaci di ampliarne la gamma sonora con contaminazioni che vanno dal jazz al rock, fino ad arrivare al pop di largo consumo degli ultimi album

I Clannad, il cui nome in gaelico deriva da an clann as Dobhar, ossia "la famiglia originaria di Dore", più che un gruppo musicale, sono una stirpe di musicisti, appartenenti alle famiglie Brennan e Duggan, originarie del villaggio di Gweedore nella contea di Donegal, in Irlanda.
Il percorso musicale dei Clannad inizia nel 1970 quando alcuni membri del clan irlandese Brennan, Maire, Ciaran e Pol incominciarono a suonare nella taverna acquistata dai loro genitori insieme a due loro zii, Padraig Duggan e Noel Duggan.
I membri delle due famiglie, comunque, provenivano già da un solido ambiente musicale: Leo Brennan, il capostipite della famiglia, dirigeva una banda e suonava sassofono, clarinetto e fisarmonica. La moglie era un'insegnante di musica che suonava l'organo e l'armonium e i cui genitori erano cultori del folk irlandese.
Ben presto il gruppo familiare ha l'occasione di farsi conoscere e apprezzare dai clienti del locale, proponendo un repertorio che spazia dal folk tradizionale irlandese, a Beatles, Donovan, Joni Mitchell, e altri classici tutti rigorosamente riproposti in lingua gaelica.

Visto il successo riscontrato a livello locale, il gruppo decide di partecipare, un po' per scherzo e un po' per divertimento, al prestigioso festival folk di Letterkenny, dove a grande sorpresa vince la manifestazione. Il premio per il vincitore consiste nella possibilità di incidere un disco. Detto fatto. Nel 1973 esce il loro primo album intitolato semplicemente Clannad, che però non riscuote un grosso successo di pubblico, sia perché suona come un lavoro un po' troppo genuino, sia per il genere - il folk irlandese - che all'epoca non è molto conosciuto al di fuori dei confini dell'isola. La quasi totalità dei brani, infatti, è cantata in gaelico, e, da un punto di vista musicale, vi è una netta predominanza dell'uso di stumenti tradizionali, quali l'arpa celtica, il mandolino, l'armonica, il flauto e il tin whistles o zufolo di latta, strumento al quale solo gli irlandesi riescono a dare un'intonazione particolare e il cui utilizzo richiede una particolare abilità.

Un netto passo avanti venne compiuto dal gruppo nel 1974 con l'uscita del secondo album Clannad 2, un lavoro in cui spicca la nitidezza della voce di Maire Brennan, magistralmente assecondata dal lavoro strumentale e di produzione di Donal Lunny. Si fa ancora largo uso della lingua gaelica, come testimonia l'ipnotica "Coinleach Ghlas An Fhómhair" (ripresa anche da Michael O'Domhnaill e Mick Hanly in "Celtic Folkwave"), ma a questa vengono accostate canzoni in lingua inglese, non soltanto puramente folk, ma anche tendenti al pop più scanzonato, come il singolo "Rince Philib a'Cheoil". Percussioni africane e sintetizzatori contribuiscono ad allargare la gamma di strumenti e di suoni della band.

A questo punto i membri dei Clannad capiscono che gravitando soltanto entro i confini irlandesi, sarebbero rimasti semisconosciuti al grande pubblico e così tentano la sorte: nel 1975 giocano la carta del tour fuori dalla loro patria. Vanno a suonare in Germania e la risposta del pubblico è estremamente positiva. Finalmente i Clannad sbarcano in Europa.
Due anni dopo l'uscita di Clannad 2 la band pubblica Dùlaman, forse l'album migliore fra quelli fino a quel momento prodotti. Spiccano, in particolare, l'epica title track, dominata da un coro maestoso e interpretata in modo ancor più tradizionale rispetto alla versione degli Altan, e la struggente "Two sisters", nuova versione della "Cruel Sister" dei Pentangle.

Nel 1978 esce anche il primo live, intitolato In Concert: questo disco rappresenta il culmine del primo periodo della carriera dei Clannad ed è considerato uno dei migliori live in assoluto del folk irlandese. Degni di nota sono i brani "Down by the Sally Gardens", con il testo del poeta irlandese William Butler Yeats, e la versione di "Nil Sen La", con un finale strumentale veramente trascinante.
Nel 1979 al gruppo si unisce la sorella della vocalist Maire, Eitne, meglio conosciuta con il nome d'arte Enya. L'ingresso di questo nuovo elemento di spicco e di particolare talento contribuisce in modo particolare alla realizzazione di numerose colonne sonore e alla pubblicazione degli album Cran Ull (con la bella "The Last Rose of Summer") e Fuaim, nei quali la stessa Enya suona le tastiere.

Nel 1982, però, Enya lascia il gruppo per intraprendere la carriera solista, raggiungendo una notevole fama e notorietà a livello internazionale. La sua uscita di scena, comunque, non danneggia in alcun modo il cammino musicale del gruppo.
La produzione dei Clannad degli anni Settanta è sicuramente la meno conosciuta a livello internazionale, in quanto forse un po' troppo centrata su canoni folkloristici legati esclusivamente alla cultura e alla tradizione irlandese. E' proprio nel decennio successivo, invece, che il gruppo riesce a imporsi dapprima in Europa e poi in tutto il mondo, riuscendo persino a entrare nelle classifiche di vendita inglesi, prima nel 1982 con il singolo "Harry's Game" colonna sonora dell'omonimo fim e poi nel 1983 con l'album Magical Ring, che rimane per sei mesi in classifica e vince persino un disco d'oro, nonostante sia interamente cantato in gaelico.

Da questo momento in poi l'ascesa della notorietà e del successo dei Clannad è costante: nel 1984 la band pubblica Legend, la colonna sonora del film "Robin Of Sherwood" (Robin Hood), nel 1985 esce Macalla, l'album della consacrazione internazionale, che segna una svolta nella musica del gruppo, che si avvicinamento al pop britannico e all'utilizzo di strumenti meno tradizionali, senza però tralasciare l'impostazione folk che l'ha sempre contraddistinto. Il disco vanta anche la collaborazione tra i Clannad e Bono, leader degli U2, che si concretizza con lo struggente duetto tra Maire Brennan e Bono nel singolo "In A Lifetime". Tradotto anche in uno splendido videoclip, il brano riscuote un enorme successo internazionale, diventando in breve uno dei classici dell'intera produzione del gruppo.

Nel 1987, in seguito al grande successo ottenuto con l'album Macalla, esce Sirius, in cui i membri del gruppo si lasciano tentare dalle lusinghe del pop e decidono di far produrre l'album a uomini esperti nel folk della West Coast americana, con il risultato di realizzare un disco che rimane a metà strada tra il pop-folk inglese e il folk-rock californiano. Un lavoro decisamente sottotono rispetto alla produzione precedente dei Clannad, in cui però merita una menzione il duetto di Maire con Bruce Hornsby nel brano "Something To Believe In".

Gli anni Ottanta si chiudono con l'album Anam (1990), in cui i Clannad, dovendosi risollevare dal passo falso di Sirius, si riavvicinano alle proprie origini e si riappropriano delle propria cultura celtica, enfatizzandone la spiritualità, attraverso l'utilizzo dei cori e del ritorno all'uso degli strumenti tradizionali. Pur migliore rispetto al suo predecessore, il disco non rinnova il successo di Macalla, rivelandosi molto discontinuo, con un'alternanza tra pezzi molto suggestivi e altri di fattura meno convincente.

I Clannad festeggiano il ventennale della loro attività (1973-1993) con l'uscita dell'album Banba, titolo che si rifà all'antico nome dell'Irlanda. In questi vent'anni il gruppo ha potuto mettere da parte un bagaglio di esperienze musicali, culturali, umane e anche un patrimonio economico tale da poter produrre un album di ottima fattura ed estremamente curato negli arrangiamenti. E' forse il disco in cui tutti i componenti del gruppo hanno raggiunto la maturità artistica e questo ha portato alla stesura di un lavoro molto raffinato, sofisticato e per certi aspetti anche mistico. La maturità artistica ha però anche il suo rovescio della medaglia: il gruppo è più attento alle esigenze dettate dal mercato discografico e ha perso di vista la radice folk che ha sempre rappresentato il marchio di fabbrica dei Clannad.

Dopo Banba seguono una raccolta, Themes (1995, con la splendida "A Dream In The Night") e due album, Lore (1996) e Landmarks (1998), lavori mai ripetitivi e banali, ma che strizzano un po' l'occhio al mercato discografico e si limitano a continuare la tradizione musicale e la fama che i Clannad si sono guadagnati negli anni.
Dopo l'ultimo lavoro in studio, i componenti del gruppo hanno preferito dividersi e dare sfogo alla proprie aspirazioni personali. In campo musicale, soltanto la cantante Maire Brennan ha ottenuto, con il nome di Moya Brennan, un discreto successo, pubblicando due album Whisper To The Wild Water (1999) e Two Horizons (2003).

Il punto di forza del gruppo del Donegal è stato quello di essere riuscito nell'intento di amalgamare la musica irlandese più tradizionale con varie contaminazioni che vanno dal jazz al rock, fino ad arrivare al pop di largo consumo degli ultimi album. Nelle sue delicate composizioni, la band irlandese ha saputo raccontare con grande dolcezza l'epopea dei miti celtici, mettendo in risalto l'aspetto mistico e poetico, senza però tralasciarne il lato più bellicoso. I Clannad, dunque, possono essere considerati a pieno titolo gli ambasciatori nel mondo della musica tradizionale celtica, un genere che hanno saputo resuscitare e reinterpretare in chiave moderna con grande fantasia e originalità.

Clannad

Alle radici del folk irlandese

di Silvia Tabellini

La saga artistico-familiare dei Clannad, ambasciatori del folk irlandese, capaci di ampliarne la gamma sonora con contaminazioni che vanno dal jazz al rock, fino ad arrivare al pop di largo consumo degli ultimi album
Clannad
Discografia
 CLANNAD

 

  

 

 Clannad (Philips, 1973)

 

Clannad 2 (Shanachie, 1974)

 

Dùlaman (Shanachie, 1976)

 

 In Concert (live, Shanachie, 1978)

 

 Crann Ull (Tara, 1980)

 

 Fuaim (Atlantic, 1982)

 

 Magical Ring (RCA, 1983)

 

 Legend - Robin of Sherwood Soundtrack (RCA, 1984)

 

Macalla (RCA, 1985)

 

 Ring of Gold (live, 1986)

 

 Sirius (RCA, 1987)

 

 Past Present (anthology, RCA, 1989)

 

 Anam (Atlantic, 1990)

 

 Banba (Atlantic, 1993)

 

 Lore (Atlantic, 1996)

 

The Ultimate Collection (anthology, BMG, 1997)

 

 Landmarks (Atlantic, 1998)

 

 

 

 MOYA BRENNAN

 

  

 

 Whisper To The Wild Water (Word Records, 1999)

 

 Two Horizons (Word Records, 2003)

 

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