Ductia

Il Ramo d'Oro

2000 (Nun Entertainment) | folk, world-music

Ductia(dal nome di una danza medievale in due movimenti molto in voga nel XII secolo) sono un trio di Arezzo che si propone di attraversare varie aree geografico-musicali, gettando un ponte, in particolare, tra le sonorità celtic-folk del passato e la new age elettronica. Il loro secondo album Il Ramo d'Oro si fonda su una miscela sonora in cui gli strumenti etnici o tradizionali - come cornamusa irlandese, flauti, bouzouki - suonati da Massimo Giuntini (già nei Modena City Ramblers), poggiano su arie, suoni, loops elettronici generati da tastiere e computer dei quali si occupano Carlo Gnocchini e Stefano Santoni, rispettivamente tastierista e chitarrista.

Il titolo del disco nasce da una serie di riferimenti, principale dei quali è quello legato al celebre trattato di etnologia dell’inglese James George Frazer, una sorta di risposta “animista” alle teorie darwiniane sull’origine dell’uomo. Frazer ricerca nella sua opera un legame tra l’uomo moderno e il suo antenato barbaro, approfondendo gli aspetti relativi a saghe, leggende e tradizioni popolari. E anche il “Ramo d’Oro” dei Ductia affonda le radici nel passato, nel più antico patrimonio del folk celtico, mantenendosi comunque proiettato verso il futuro: le contaminazioni d’avanguardia tra jazz e rock, tra ambient e blues.

Il mondo mediterraneo e quello celtico confluiscono così in un territorio musicale nuovo, che unisce la dimensione acustica alle programmazioni elettroniche. Cinquanta minuti di fluide armonie, in cui le più disparate influenze — alcune di scuola irlandese altre assai più esotiche — si fondono in un fascinoso intrico di contaminazioni, a tratti impostato sui ritmi e a tratti diluito in fantasie più pacate e sognanti. “Erme” combina il suono evocativo delle cornamuse con trascinanti pulsazioni elettroniche; “Caramantran” è immerso in un’atmosfera soffice e trasognata, dominata da un flauto pastorale e da un accompagnamento di piano e violino, che cede presto spazio all’incalzare delle percussioni; il ritmo così si fa più serrato, quasi tribale, in “Stirru Siccu” dove le chitarre si vestono talvolta dei colori della Spagna, ma senza mai eccedere in virtuosismi; mentre la conclusiva “Mosaik” (con la partecipazione degli ex-Estasia Romina Salvatori, alla voce, e Massimiliano Lupo, al sitar) mescola misticismo indiano e battiti dance. Notevole anche il contributo vocale di Nina Fischer, che conferisce al disco un tocco di esotismo in più.

(24/10/2006)



  • Tracklist

1. Intro I

2. Erme

3. Caramantran

4. Stirru Siccu

5. Mia

6. Intro II

7. Mikado

8. Sedna

9. Intro III

10. Jarilo

11. Orisha

12. Anima (Sedna's Soul)

13. Matilde

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