Mariposa

La farfalla impazzita

2000 (Le Pareti Sconnesse) | avant-rock

Mariposa, ovvero "farfalla" in spagnolo, è il progetto di un sestetto "aperto" che opera tra Bologna, Verona e Arezzo. Un progetto ambizioso, che combina canzone d'autore italiana, folk, rock e psichedelia, in un'ambientazione surreale dalle tipiche tinte teatrali. Enzo Cimino (batteria e percussioni), Alessandro Fiori (voce e violino), Enrico Gabrielli (fiati), Gianluca Giusti (pianoforte e tastiere), Rocco Marchi (chitarra, basso, moog) e Michele Orvieti (tastiere e pianoforte) danno vita a una sorta di bizzarro "grammelot" in cui si fondono liricità e umorismo, rumorismo e straniamento. "Il nostro proposito - spiegano i Mariposa - è di combinare spazi e dimensioni propri di mondi apparentemente lontani, quali la musica da camera e l'elettroacustica tipica del rock".

Il loro album d'esordio "Portobello Illusioni" (titolo scelto in omaggio a Rino Gaetano e alla sua "Nuntereggae più") si situa in quel sentiero d'avanguardia teatral-musicale già intrapreso da nomi di punta del rock d'autore italiano, come Avion Travel e Vinicio Capossela. E' soprattutto Capossela il riferimento più evidente, con il suo circo fragoroso e le sue ballate surreali. In più, i Mariposa aggiungono un tocco di rumorismo e di psichedelia, attingendo alle partiture più sghembe di Tom Waits e ai "trip" lisergici di Syd Barrett.

Violini, flauti, sax, chitarre e piano si inseguono, partorendo atmosfere acustiche che si alternano ad improvvisi sprazzi noise, a schizzi di jazz, contaminazioni klezmer e filastrocche sonore. E' un mix di arpeggi sopraffini ("Nenia diffusa") e marcette alticce (la travolgente "Giostra d'urto"), languide melodie alla Tenco ("Asparagi") e strampalate sonate per piano ("Enrico IV"), struggenti ballate ("Vorrei andare da sola", "La sala da ballo", ) e filastrocche grottesche ("Tutto in 40 minuti", "Poesia del lettone"). I testi sono sempre arguti e affilati, nel segno di quell'ironia disincantata cara al loro "maestro" Rino Gaetano.

Il disco, però, ha due difetti di fondo: l'eccesso di autoindulgenza, che porta ad esempio i Mariposa a incidere quaranta secondi di vomitata nella presunzione che la cosa possa interessare a qualcuno, e la prolissità: troppi sedici brani per l'attuale bagaglio di idee della band. Ma è comunque un esordio coraggioso per una formazione che, se maturerà mantenendo intatta la sua "follia" musicale, farà senz'altro parlare di sé.

(24/10/2006)



  • Tracklist

1. Nenia diffusa

2. Giostra d'urto

3. Niente#1

4. Trovarobato

5. Vorrei andare sola

6. Tutto in 40 minuti

7. Niente#2

8. Poesia del lettone

9. Sala da ballo

10. Diario della lontra

11. Le parole a venire

12. Disgelo

13. Il topolino

14. Asparagi

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