Goldfrapp

Felt Mountain

2001 (Mute Records) | trip-hop

Prendete arrangiamenti dimessi e spettrali alla Portishead, conditeli il gusto etereo-onirico dei Cocteau Twins e con il lato più sensuale di Bjork, immergete il tutto in paesaggi sonori morriconiani e in atmosfere jazzy da colonne sonore anni Sessanta e avrete l'essenza sonora di "Felt Mountain", brillante disco d'esordio dei Goldfrapp. La band guidata dalla bionda cantante, compositrice e tastierista Alison Goldfrapp è l'ennesimo frutto della fertile scena di Bristol, dove deejay, musicisti e maghi degli studi di registrazione hanno costruito quel formidabile laboratorio trip-hop che ha già sfornato personaggi come Portishead, Massive Attack e Tricky.

"Felt Mountain", pubblicato dalla prestigiosa Mute Records (l'etichetta di Nick Cave e Depeche Mode), è stato realizzato anche con l'aiuto di Adrian Utley dei Portishead e di John Parish, il produttore di PJ Harvey. Il singolo "Lovely Head" (colonna sonora dello spot pubblicitario Bmw) è una ballata dalle tinte "noir" alla David Lynch, un saggio di bravura di Alison Goldfrapp il cui canto straziato da sirena si libra, sensuale ed etereo, in un vortice di tastiere elettroniche e fischi campionati, regalando uno straordinario effetto visionario. La voce di Alison risalta per la sua incredibile versatilità, che riesce a unire fragilità e potenza, estensione e passione. "Abbiamo registrato 'Felt Mountain' in un bungalow in mezzo al nulla - racconta Alison -. Era tutto molto tetro, e la notte era piena di strani rumori degli animali nel bosco". Uno scenario che i Goldfrapp hanno voluto riprodurre in copertina, con le immagini di una foresta tedesca, e in parte anche nei suoni.

Le nove tracce di "Felt Mountain" alternano emozioni, passioni, armonia, riuscendo a mescolare le sonorità cinematiche di John Barry ed Ennio Morricone con il battito moderno di Bristol. A partire dai possenti arrangiamenti di "Human" fino alla vena malinconica di "Deer Stop" o alla commozione di "Horse Tears". Ma - oltre a "Lovely Head" - a incantare è soprattutto "Utopia", un'altra melodia struggente condotta dal dolce soprano di Alison attraverso un mare di effetti elettronici, riverberi e dissonanze. Le atmosfere dei Goldfrapp riescono ad ammaliare anche per la commistione tra elementi classici e moderni, batterie e loop sintetici con drammatici mellotron, violini e percussioni tribali. Le loro storie sono popolate di visioni da un futuro desolato e inquietante: folli amori, terrificanti società abitate da sinistri androidi celati sotto sembianze umane, disperazione e redenzione. Come scrive Valeria Rusconi su Rockol a proposito di "Felt Mountain", "è come se il pungente odore del sottobosco si svelasse insieme alla musica, con la sua terra scura di humus, gli aghi lucidi delle conifere e le loro cortecce resinose; come se la musica straniata fatta di sogni perversi si intrecciasse con i suoni di una foresta montana misteriosa e inquietante, dove mille creature si muovono notte e giorno".

Un'atmosfera incantata, insomma, "come se Alison Goldfrapp, severa dama dallo sguardo assente e dai folti boccoli biondi, non fosse umana, ma creatura mitologica regina delle montagne e dea dei boschi. Una regina dei ghiacci che si aggira per valli sconfinate, monti innevati, distese accecanti di neve, sospesa in aria da ali invisibili; con la sua voce leggera e malinconica che sussurra parole che percorrono spazi infiniti, fino a conquistare la mente, come il canto stregato di una sirena".

(24/10/2006)



  • Tracklist
  1. Lovely Head
  2. Paper Bag
  3. Human
  4. Pilots
  5. Deer Stop
  6. Felt Mountain
  7. Oompa Radar
  8. Utopia
  9. Horse Tears
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