Nel variegato panorama “post-punk” italiano, trovano posto anche i modenesi Tempo de Mal, formazione eclettica, capace di spaziare tra hardcore, metal, post-rock e suggestioni elettroniche stile anni 80. La band, formata dal cantante Dido insieme a Matte (chitarra, basso, tastiera, percussioni, campionamenti) e Giova (batteria, percussioni), rielabora frammenti sonori e melodie, rumori e deliqui, dando vita a un sound sperimentale e visionario, che si colloca al crocevia tra i Sonic Youth più cacofonici e i Joy Division più desolati.
L’iniziale title track "Alienazioni", costruita su voci registrate e campionamenti, introduce subito in un clima da apocalisse sonora, dove cupe linee di basso intessono atmosfere darkeggianti. Più melodiche e riflessive la successiva "Vicino irraggiungibile" e la struggente "Abitudini".
La lunga "Quello che sono" si apre su dissonanze di chitarra e vocalizzi pop, con un refrain ad effetto, degno di Fugazi e Blonde Redhead, e un drumming potente, prima che una digressione techno faccia da preludio alla tempesta noise finale. La veloce “Mia Star” dà voce all’anima più punk della band, mentre “Distanze” e “Quello che sono” sembrano idealmente fondere le melodie di certa new wave britannica e l’hardcore d’oltremanica.
A volte si ha l'impressione del “già sentito” (Pixies? Nirvana? Husker Du?) e certe cacofonie sono al limite dell'inascoltabile, ma, se sapranno confermare alcune felici intuizioni di “Alienazioni”, i Tempo de Mal non potranno fallire la loro consacrazione nella scena noise-rock nostrana.
25/10/2006