Afterhours

Quello che non c'

2002 (Mescal) | rock

Nuovo lavoro firmato Afterhours, tre anni dopo "Non è per sempre", silenzio interrotto dal celebrativo doppio live "Siam tre piccoli porcellin"; questa nuova opera è stata accompagnata anche da una breve ma fortunata (7.000 spettatori a Milano) tournée insieme ai Mercury Rev, oltre che dalla consueta, per il gruppo milanese, serie di concerti per tutta la penisola.

"Quello che non c'è" è il disco di un gruppo e di un artista, Manuel Agnelli, che cerca di (ri)trovare formule nuove e un rapporto differente con la musica da suonare e con il successo raggiunto e meritato grazie a dischi splendidi come "Germi" e "Hai paura del buio?", e un altro forse sottovalutato come "Non è per sempre"; la separazione da Xabier Iriondo (d'altronde occupatissimo con i suoi A Short Apnea e Six Minute War Madness) ne è allo stesso tempo una conseguenza e ancor di più un fattore scatenante, Manuel Agnelli con tutta probabilità vuol riassaporare il gusto di suonare senza dover dimostrare niente e senza il peso di un capolavoro come "Hai paura del buio?" alle spalle, o del pop cantato da tutta la platea di tanti fortunatissimi concerti. Questo ce lo dice non solo l'ascolto di "Quello che non c'è", ma ci viene confermato dal fatto che gli autori dei brani per la prima volta sono, in sette brani su nove, tutti i componenti del gruppo, a dimostrazione di una volontà di trovare un'ispirazione dal suonare insieme e di una ricerca di unità umana oltre che artistica.

L'interrogativo è se gli Afterhours siano ancora in grado di dare molto al rock italiano, tenendo presente che parliamo di un gruppo sulla scena da tanti anni; l'impressione è che il gruppo stia cercando di coniugare gli stilemi che hanno fatto la fortuna del gruppo, e che sono ancora in grado di dare buoni risultati, con qualcosa di nuovo che però deve ancora essere ben definito. Il risultato infatti è un album con delle differenze rispetto ai precedenti, con dei pezzi più lunghi e atmosfere più pschedeliche e ossessive, anche se non mancano dei riferimenti classici per il gruppo, una ricerca melodica mai accantonata e l'uso di elettronica esclusivamente analogica.

Gli elementi di novità nella struttura dei brani danno risultati alterni, se nel brano di apertura "Quello che non c'è", un classico brano sofferto nello stile di "Pelle", per intenderci, la digressione strumentale finale sembra un po' inconcludente, è riuscitissima invece in "Bye Bye Bombay" e “Bungee Jumping", dove le progressioni strumentali creano un'atmosfera psichedelica e ammaliante. Un altro episodio inconsueto è sicuramente "Ritorno a casa", un pezzo "parlato" alla maniera dei loro colleghi e amici Massimo Volume, con un testo autobiografico di Agnelli forse un po' stucchevole, anche se l'immagine del soldatino proteso ad un segnale di attacco che non arriva mai è crudele e bellissima. Altri pezzi rimarchevoli sono il singolo "Sulle labbra" e la semplice ma efficace ballata triste "La gente sta male", mentre deludono un po' la potente "Non sono immaginario", copia sbiadita di precedenti episodi power-pop dei nostri, e "Varanasi Baby" che probabilmente poteva essere sviluppata meglio (dal vivo viene eseguita in maniera più dilatata e potente).

I testi di Manuel Agnelli, che spesso hanno lasciato il segno, qui confermano quanto detto riguardo alla ricerca musicale - la rabbia e il risentimento del passato lasciano un po' più di spazio alla malinconia, segno di una continuità con quello espresso musicalmente, e il tono di voce utilizzato è più raccolto e sofferto che rabbioso o sarcastico come nelle precedenti opere.

(25/10/2006)

  • Tracklist
  1. Quello che non c'è
  2. Bye Bye Bombay
  3. Sulle labbra
  4. Varanasi baby
  5. Non sono immaginario
  6. La gente sta male
  7. Bungee Jumping
  8. Ritorno a casa
  9. Il mio ruolo
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