Anathema

A Natural Disaster

2003 (Music For Nations) | avant-rock

di Simone Pacifici
Ebbene sì, la band di Liverpool guidata dai tre fratelli Cavanagh ha finalmente detto addio al metal passando al rock d'avanguardia. Ma non è sicuramente una novità, ma piuttosto una conferma, visto che tutto ciò lo si poteva facilmente notare in "A Fine Day To Exit", loro penultimo grande lavoro. Hanno voluto dare un taglio nettissimo con la loro musica passata cambiando completamente immagine, modo di interpretare la musica, ma soprattutto modo di comporre. Un cambio che non porta altro che benefici e che dimostra ancora una volta l'onestà intellettuale di Cavanagh & Co.

La band continua a sperimentare e a dimostrare di saper suonare ottima musica, senza essere schiava di una particolare corrente. "A Natural Disaster" può essere definito un album imprevedibile, poetico e altamente emozionante. Emozioni che non possono essere trattenute di fronte a una voce come quella di Vincent Cavanagh. Tastiere mai troppo nascoste, e mai troppo presenti. "Un giusto mix di echi e sonorità ambientali che rendono l’atmosfera qualcosa di magico ma anche brutalmente palpabile e reale, tendendo verso stati d’animo altalenanti, estremi e da vivere tutti d’un fiato", come ha dichiarato la stessa band.

La traccia iniziale, "Harmonium", è da considerare come una introduzione al mondo surreale che gli Anathema hanno saputo disegnare; un soffuso incantesimo di luci e colori che porta la mente a viaggiare. Proseguiamo in "Balance" fluttuati dall'intro di tastiera, cui si aggiungono pian piano colpi di batteria e una voce sospirata, seguita da un mix di chitarre e sonorità psichedeliche pronte a farci vivere le emozioni e la rabbia della terza traccia, "Closer". Un vocoder apre il brano, subito incalzato da una sequela di vibrazioni elettroniche, percussioni ossessive e grida remote, che sembrano provenire da un altro mondo.

Finalmente giungiamo ad "Are You There". Brano dolcissimo, cantato dal chitarrista David Cavanagh, che riecheggia sonorità e ambientazioni floydiane. La traccia seguente, solo strumentale, rappresenta una nuova porta per farci entrare completamente all'interno dell'album per portarci verso "Pulled Under At 2000 Meters A Second", dove sembra di essere su un treno velocissimo e in picchiata che conduce verso il buio più totale. E finalmente giungiamo alla parte finale del disco con tre canzoni superbe: "A Natural Disaster", "Flying" ed "Electricity". Tre canzoni dolcissime, che ci cullano e ci fanno sognare. La title track è cantata da una delle voci femminili più belle della scena attuale internazionale: Lee Douglas, sorella del batterista John Douglas, con all’attivo diverse esperienze jazz, che darà una mano anche in "Electricity" come seconda voce. "Un canto angelico che serve a farci scoprire che a volte il Disastro Naturale siamo solo noi, nella nostra impossibilità di cambiare ciò che è stato", come hanno spiegato gli stessi Anathema.

L'album si conclude con "Violence", un pezzo strumentale di 10 minuti che però non aggiunge niente di nuovo e poteva tranquillamente essere trascurato.
"A Natural Disaster" è un disco dai temi autunnali, che ci fa piangere e sognare per portarci prima nel mondo dei sogni, poi essere in quello della nuda e cruda realtà. Diversi echi e lontani riferimenti ai Pink Floyd e ai Radiohead, ma senza mai sfociare in una banale copiatura, anzi, mantenendo sempre il timbro peculiare della band. Nota di merito anche per lo splendido artwork, ad opera dello straordinario Travis Smith.

(25/10/2006)

  • Tracklist
  1. Harmonium
  2. Balance
  3. Closer
  4. Are You There?
  5. Childhood Dream
  6. Pulled Under At 2000 Metres A Second
  7. A Natural Disaster
  8. Flying
  9. Electricity
  10. Violence
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