Black Dice

Beaches And Canyons

2003 (Dfa) | ambient-noise

E' uscito nel 2002 questo "Beaches And Canyons" dei Black Dice, rimanendo alla portata di pochi fortunati che in un modo o nell'altro sono venuti all'ascolto di questa splendida opera. E' giusto parlarne di nuovo perché a quanto pare il passaparola ha avuto il suo effetto, tanto che nel 2003 la Wide ridistribuisce il disco, sperando in una maggiore diffusione. I Black Dice vengono da New York, Brooklyn per l'esattezza, e sono al terzo album; le prime opere li hanno fatti inquadrare nel filone power-noise alla Merzbow, con fucilate micidiali di musica con pochi compromessi, dimostrata anche nella pregevole collaborazione con quegli altri terroristi del timpano umano che sono i Wolf Eyes.

Cosa rende però così speciale questo "Beaches And Canyons"? Il fatto che già dai primi accenni di "Seabird", il brano di apertura, veniamo immersi in un mondo fantastico, dove a farla da padrona è una natura reale e aliena allo stesso tempo. Solo così si possono definire gli ambienti disegnati dalla musica dei Black Dice, con un quadro che si completa nei brani successivi, grazie a un crescendo di capacità espressive inesauribili: "Things Will Never Be The Same", "The Dream Is Going Down", "Big drop", sono lunghe costruzioni musicali incredibilmente vitali così come lo è la natura che sembrano dipingere, tra alternarsi di caos deliranti e atterraggi nella quiete, tribalismi che guardano alle prime cosmiche e visionarie esplorazioni di Popol Vuh, Tone Float e Tangerine Dream.

La batteria solo ogni tanto ci regala dei pattern che hanno a che fare direttamente con il rock, più spesso ci vediamo investiti da ritmi che rimandano a una ritualità primitiva; le voci urlanti e seminascoste, gli effetti delle tastiere che spesso guardano all'iperrealismo, tutto è finalizzato a costruire questo mondo pre-moderno, arcaico, dove l'uomo non domina la natura ma è fuso con essa.

Il capolavoro del disco è la quarta traccia "Endless Happiness", dove ci troviamo immersi in un mondo non codificato ma che si risveglia, dispiegando la propria forza autentica, tra campionamenti di flauti, rumori e sottofondi di bassi inquieti e nervosi, cinguettii meccanici, voci di sciamani, a montare un caos che quando si placa sfumando, lascia solo il rumore placido della risacca, che riesce in questo contesto a essere quasi commovente.

Ascoltare questo disco significa atterrare in un ambiente straniante, tanto immaginario e sintetico quanto vivo ed evocante una natura primordiale che è quella del nostro pianeta. Se Herzog dovesse mai decidere di girare una sua versione del "Viaggio al centro della terra" di Verne, questa potrebbe essere la colonna sonora adatta. Chi vi scrive, più modestamente, ritiene che questo "Beaches And Canyons" potrebbe essere recuperato tra qualche anno da molti che non lo conoscono, perché può accadere facilmente che un capolavoro rimanga nascosto nell'oceano della produzione musicale attuale.

(26/10/2006)

  • Tracklist

1 Seabird
2 Things Will Never Be The Same
3 The Dream Is Going Down
4 Endless Happiness
5 Big drop

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