Derniere Volonte'

Les Blessures De L'Ombre

2003 (Hau Ruck!) | neo-folk, apocalyptic-folk

Dernière Volonté è la creatura di Geoffroy D. Well, un artista francese che s'inserisce all'interno del filone folk-apocalittico, con particolare attenzione verso uno stile che unisce ritmiche marziali ad atmosfere epiche e pompose. Questo "Les Blessures De L'Ombre" è il suo secondo album (il primo si intitolava "Le Feu Sacre") ed esce sempre per la Hau Ruck!, l'etichetta di Albin Julius, l'artista viennese più noto come Der Blutarsch che per il genere è da anni un punto di riferimento e un esponente di spicco.
Questo disco (che, alla faccia della fantasia, si presenta con l'ennesima copertina che ritrae una statua in stile neoclassico) si presenta con una "Ouverture" solenne e cupa, dominata da un organo prepotente, che farebbe pensare a un disco in linea con i cliché del genere. È però il secondo brano, "Le Poison", a mostrare il lato più accattivante, e per certi versi sorprendente, di questo disco: pur non rinunciando alle ritmiche da marcia militare, ai suoni secchi e alle atmosfere cupe e tragiche, ciò che si pone in evidenza è un'attenzione maggiore per la melodia, per il refrain facilmente assimilabile, che rendono questo brano una hit della scena goth odierna.

Il disco presenterà altri episodi del genere ("La Source" e "Si" i più riusciti), pur non tralasciando l'aspetto più tragico e solenne tanto caro a Dernière Volonté. La voce di Geoffroy D. Well, pacata e asciutta, se non brilla per originalità si adatta a queste atmosfere e ben si sposa con i testi ricchi di metafore epiche e decadenti, oltre che di spinte idealiste e di un'incolmabile nostalgia per il passato. Sensibilità e toni che giusto si dispiegano in brani come "Un Dernier Crépuscule", "Ton Visage De Papier" e la title track, dove la ritmica marziale e le tastiere altisonanti si fondono in maniera suggestiva.

Il momento ispirato dell'artista francese si manifesta definitivamente in quelli che si possono considerare i pezzi più riusciti dell'album: partendo da "Vienna", che, nonostante il crescendo epico e l'andamento solenne, lambisce comunque i territori del synth-pop, passando per la splendida malinconia rarefatta di "Souvenirs De Demain", fino a chiudere poi degnamente grazie alla forza solenne del piano che sorregge il bel brano di chiusura "Au Revoir". È un disco, in definitiva, che pur non possedendo elementi di profonda innovazione ha il merito di aver inserito, grazie a un innegabile gusto ed equilibrio, melodie leggere e seducenti che aprono agli abusati schemi del neofolk-marziale orizzonti più smaccatamente new wave, e che potrebbe oltretutto estendere a un ascolto più vasto un genere di nicchia e oscuro per definizione.

(27/10/2006)

  • Tracklist
  1. Ouverture
  2. Le Poison
  3. Vienna
  4. Les Orages Du Crime
  5. Les Yeux Fermés
  6. La Foudre Et Le Tonnerre
  7. Un Dernier Crépuscule
  8. Vers La Lumière
  9. La Source
  10. Ton Visage De Papier
  11. Las Blessures De L'Ombre
  12. Souvenirs De Demain
  13. Si...
  14. Au Revoir
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