Eels

Shootenanny

2003 (Dreamworks) | alt-rock

Gli Eels sembrano essere ormai diventati oggetto di un vero e proprio culto sotterraneo.
Gli adepti sono soliti ritrovarsi tra le ironiche pagine del sito ufficiale, dove il leader della band E (al secolo Mark Oliver Everett) intrattiene con i fan un’improbabile posta del cuore dal titolo "Dear Uncle E" e dove sono già stati messi in vendita due esclusivi (e splendidi) album live, "Oh What A Beautiful Morning" e "Electro-Shock Blues Show", registrati rispettivamente durante i tour del 2000 e del 1998.
Da un nuovo disco della strampalata creatura di Mr. E è lecito quindi aspettarsi grandi cose, a partire da un titolo che sia all’altezza del surreale senso dell’umorismo cui gli Eels ci hanno ormai abituati: "Shootenanny!" è infatti un delirante neologismo che, prendendo spunto dal termine "hootenanny" (con cui i folksinger degli anni Sessanta amavano definire i loro raduni), vorrebbe indicare, stando alle parole del leader della band, "a social gathering at which participants engage in folk singing and sometimes dancing, but mostly the shooting of guns"…!

Gli Eels si lasciano così alle spalle il rock abrasivo del precedente e controverso "Souljacker" (che pure conteneva alcuni brani di caratura purissima come "Bus Stop Boxer", "Woman Driving Man Sleeping" e "Fresh Feeling") per riprendere il filo di quel songwriting emozionante e sarcastico, emulo del genio di Randy Newman, che nel 2000 aveva reso indimenticabile il loro "Daisies Of The Galaxy".
Stavolta sembra essersi definitivamente dissolta l’ombra delle tragedie familiari che hanno segnato la vita di Mr. E e "Shootenanny!" ambisce a presentarsi "solo" come una raccolta di magnifiche canzoni, anche se forse, rispetto ai primi tre album del gruppo, manca quel guizzo di genio capace di lasciarti per un istante a bocca aperta.
Tra il power-pop solo apparentemente solare di brani come "Rock Hard Times" o "Wrong About Bobby", il blues malato di "All In A Day’s Work" e i cristallini arpeggi di chitarra di "Restraining Order Blues" o "Numbered Days", la mente corre più ai primi acerbi lavori solisti di E che non alle contaminazioni di "Electro-Shock Blues": più R.E.M. che Beck, insomma, in questo quinto disco degli Eels, anche se "Love Of The Loveless" regala ammiccamenti elettronici degni dell’intelligenza pop di "Beautiful Freak".

Lo spigliato rock 'n roll del singolo "Saturday Morning" si diverte a giocare ancora una volta con l’immaginario infantile di E, raccontando la noia di un bambino che deve aspettare il risveglio dei genitori il sabato mattina, con un video in cui il leader della band in pigiama prepara gustosi pancakes in un capanno nel bosco, per poi venire raccolto da un camion di teenager-zombie
Ma poi la voce polverosa di Mr. E e la carezza del violino di Lisa Germano fanno sì che la dolorosa consapevolezza di brani come la distorta e sofferente "Agony" si sciolga nella speranza della conclusiva "Somebody Loves You", incontrando lungo il percorso versi capaci di commuovere per la loro disarmante semplicità: "I like wakin’ up after a bad dream / makes me feel that life ain’t bad" ("The Good Old Days").

La sensazione, tuttavia, è che E abbia disperso un po’ troppo le proprie energie in una serie di progetti paralleli, come la colonna sonora del film "Levity" di Ed Solomon (presentato al Sundance Film Festival del 2003), la ricerca di più ardite sonorità nell’album pubblicato a nome MC Honky ("I Am The Messiah") o l’incisione della cover di un brano di Skip James per "The Soul Of A Man", il nuovo film di Wim Wenders: alla fine, così, "Shootenanny!" sembra risentire proprio di questo eccesso di prolificità, lasciando intravedere a tratti dei cali di ispirazione che forse un maggiore lavoro di affinamento avrebbe potuto evitare.
Ma non bisogna dimenticare che stiamo parlando del figlio di uno scienziato che ha dedicato la propria ricerca alla teoria degli universi paralleli: chissà che la vera missione degli Eels non sia proprio quella di scrivere abbastanza canzoni da poter raggiungere tutti i misteriosi mondi contenuti nella "Everett's Many Worlds Theory of Parallel Universes"…

(27/10/2006)

  • Tracklist

1. All In A Day’s Work
2. Saturday Morning
3. The Good Old Days
4. Love Of The Loveless
5. Dirty Girl
6. Agony
7. Rock Hard Times
8. Restraining Order Blues
9. Lone Wolf
10. Wrong About Bobby
11. Numbered Days
12. Fashion Awards
13. Somebody Loves You

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