Smog

Supper

2003 (Drag City) | songwriter

"Supper" è l'undicesimo capitolo della saga "lo-fi" di Bill Callahan alias Smog, anzi (Smog) come ama farsi chiamare ora. Pubblicato dalla Drag City (la stessa etichetta di Will Oldham), è un disco elegante, che si regge su una combinazione di soffici chitarre, vocalizzi femminili (l'ottima Sarabeth Tucek), melodie suadenti e odi sentimentali. Le canzoni di Callahan sono miniature sonore, acquerelli minimalisti che esplorano i recessi più cupi della mente, la solitudine, l'angoscia, l'alienazione, la morte. A lasciare il segno sono soprattutto le continue variazioni di ritmo, i contrappunti, l'ambientazione austera e le figure nervose di chitarra, ma soprattutto le tetre litanie che Smog intona in un registro abulico e decadente.

Se "Dongs of Sevotion" (2000) aveva rappresentato un tentativo di irrobustire il tradizionale "no-fi folk" di Smog con arrangiamenti più corposi e una produzione in studio più accurata, "Supper" segna invece un ritorno al sound scarno dei primi dischi, nonostante la presenza di John McEntire dei Tortoise e di alcuni sprazzi di rock elettrico. Rispetto ai precedenti lavori, tuttavia, il suono si fa più caldo e armonioso, quasi a voler offrire una consolazione dall'angoscia che pervade i brani.

Il disco parte forte, con i pezzi più rock, per poi discendere lentamente verso toni più dimessi. La traccia d'apertura, "Feather By Feather", è una ballata di "alt-country" alla
Neil Young, sussurrata da Smog con tono fatalista, con un accompagnamento di "twang" di chitarra e voce femminile. Il ritmo sale con "Butterflies Drowned in Wine", un glam-boogie alla Lou Reed ("Sweet Jane"?) arricchito dalle percussioni "tribali" di Jim White, e con "Morality", un blues sporco alla Stones, sorretto da chitarre intermittenti e da un drumming secco e potente. "Ambition" è un rock teso e spasmodico, stile Television. "Vessel In Vain" ha un sapore antico, che ricorda il primo Leonard Cohen. "Truth Serum" è una dolce elegia bisbigliata a due voci, a metà tra il Neil Young più tormentato e il Van Morrison più intimista. "Our Anniversary" è un piccolo gioiello minimalista, che si regge su un semplice accordo di chitarra protratto all'infinito, con la voce baritonale di Smog a declamare i versi in un registro calmo e riflessivo.

La graduale discesa verso i toni più bassi e dolenti culmina in "Driving", un lungo mantra psichedelico (con il motivo "and the rain washes the price off of our windshield" ripetuto all’infinito) accompagnato da sottili chitarre e da un coro femminile spettrale, che sfuma in un caos di suoni orientaleggianti. L'album si chiude con l'invocazione spirituale di "A Guiding Light", un bel lento ad effetto che porta un filo di speranza in tanta desolazione.

Ma non cercate raggi di sole o sprazzi d'euforia tra le note di Smog. D'altronde sarebbe assurdo pretenderli da uno che ha scritto una canzone come "Dress Sexy at My Funeral"... (in "Dongs of Sevotion"). Nelle nove tracce di "Supper", il minimalismo "lo-fi" di Callahan sembra aver raggiunto la sua sublimazione in una forma di ballata riflessiva e disincantata. Mancano forse la disperazione e i brani commoventi di "Wild Love". La drammaticità dei primi lavori si è stemperata ora in uno stile composto e fatalista, un cantautorato maturo e profondo che mantiene inalterato il suo fascino.

(30/10/2006)



  • Tracklist

1 Feather By Feather
2 Butterflies Drown In Wine
3 Morality
4 Ambition
5 Vessel In Vain
6 Truth Serum
7 Our Anniversary
8 Driving
9 A Guiding Light

Bill Callahan su OndaRock
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