Yuppie Flu

Days Before The Day

2003 (Homesleep) | alt-rock

Era indubbiamente molto atteso il ritorno degli Yuppie Flu di Matteo Agostinelli, una delle più solide e interessanti band del panorama indipendente italiano: l'attesa non è stata vana perché questo "Days Before The Day", preso atto che non si tratta di un capolavoro né di un disco particolarmente originale, è comunque un disco particolarmente riuscito, tanto per l'innegabile bellezza delle singole canzoni quanto per gli arrangiamenti che uniscono con raffinatezza archi, chitarre ed elettronica.

Forse sta proprio nell'uso dell'elettronica il principale limite del disco: troppo derivativo, troppo "già sentito", specialmente in dischi come l'ultimo dei Notwist, "Neon Golden", ma è in generale l'architettura di tutti i brani, con quell'alternanza tra strutture elettroniche minimali e indie-rock di matrice lo-fi, a richiamare un po' troppo le opere di gruppi come i grandissimi Stereolab. Fortunatamente non è l'elettronica a dominare le dieci canzoni di quest'album; a farla da padrone sono le melodie, e sono melodie splendide, lievi, malinconiche, un po' trasandate, nella miglior tradizione lo-fi.

L'apertura è affidata alla lunga "Drained By Diamonds" ed è subito un gioiello di canzone pop, che sfodera un arrangiamento apparentemente scarno eppure ricercatissimo; "Food For The Ants" recupera le radici indie-rock del gruppo, mentre il singolo "Spring To Downcomers" spinge sul pedale dell'elettronica minimalista, mentre la voce conduce le danze con quel piglio vagamente annoiato e distratto che è il filo conduttore del disco. In questi primi tre brani, gli Yuppie Flu presentano in sequenza quelle che saranno le principali direzioni sonore dell'album: i restanti brani infatti riprendono questi schemi, apportando di volta in volta piccole ma significative varazioni.

Ecco dunque il pop immacolato di "I Feel Lucky" e la malinconia elettro-acustica di "All That Shines" e "Eyes Of Dazzling Bright". "Dreamed Frontier" torna a mettere in risalto i ritmi elettronici, ed è forse il brano che più di tutti risente dell'influenza (positiva) degli Stereolab con i suoi arrangiamenti post-moderni. In questa parte centrale, il gruppo fa sfoggio delle sue migliori creazioni, a parte "Silverdeer" che è un brano piuttosto anonimo, un semplice pop chitarristico-orchestrale di stampo beatlesiano.
In chiusura, gli Yuppie Flu riescono comunque a piazzare altre due gemme, a partire da "Female Scientists", degna dei migliori Pavement, e poi con la sconsolata "Now And On", ballata dalla melodia appena accennata e accompagnata da un tenue pianoforte.

In sostanza, gli Yuppie Flu dimostrano con questo disco di saper scrivere canzoni che non hanno nulla da invidiare a molti loro più blasonati colleghi stranieri. Quando riusciranno a trovare una loro cifra davvero personale e originale, allora saranno sicuramente capaci di sfornare un capolavoro. Per ora godiamoci questo piccolo grande disco che è "Days Before The Day".

(30/10/2006)

  • Tracklist

1 Drained By Diamonds
2 Food For The Ants
3 Spring To Downcomers
4 I Feel Lucky
5 All That Shines
6 Eyes Of Dazzling Bright
7 Dreamed Frontier
8 Silverdeer
9 Female Scientists
10 Now And On

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