Futureheads

The Futureheads

2004 (679 Recordings) | post-punk

Ci voleva Kate Bush per mandarli in orbita. La donna che correva sulle colline, scalava cime tempestose e di lassù fermava le nuvole, si fa portare a spasso i suoi "Hounds Of Love" da questi quattro giovinastri di Sunderland, e finalmente tutti si innamorano di loro. Un singolo da paura, una versione che intensifica la sensualità adolescente dell'originale e la rende fiammeggiante come un razzo, mentre là era circolare e deliziosamente stagnante. E con questo marchio dell'a-cappella che i Futureheads giocano a mettere qua e là in tutto l'album, usandolo come potrebbero Laurie Anderson o Kate Bush stessa in una jam con i Green Day. I ragazzi si divertono e ci vogliono far divertire.

Uno dei debutti indie 2004 che ha entusiasmato per ricchezza e vitalità, "The Futureheads", oggi esce in versione "enhanced", con copertina rosa, dvd e un paio di tracce "radio mix" pressoché identiche alle originali. Per chi si è lasciato sfuggire questo gioiellino, imperfetto ma fra i più stimolanti nel genere "Spolpiamo la new wave fino all'osso", si tratta di non perdere il treno, anche perché per questi quattro simpatici furfanti si prevede un futuro di discreta gloria. In fondo non siamo distanti dalla rielaborazione attuata da quegli altri debuttanti Uk che hanno spaccato ovunque nel 2004, i pluripremiati Franz Ferdinand. Ma qui tutto sa più di stomp da garage, zero dancefloor e fun fun fun, anche se con testi tutt'altro che escapisti.

"Le Garage" è proprio il titolo della prima traccia, che parte con quella che sembra una citazione di "Strange" dei Wire e rimane monca, come un'intro deve essere, con accordi basici spigolosi che si mantengono sul filo della dissonanza. Una mitraglia, mentre i cori s'incastrano come sanno fare gli Xtc. E qui il gioco è già scoperto: materiale di riferimento il post-punk inglese 78-81 dalle chitarre angolari e graffianti, con un range che va da Xtc a Jam, Gang Of Four e primi Wire, ma con, sotto pelle, l'aspirazione irruenta semplice e giocherellona dei Buzzcocks. Non è un caso se in cabina di regia siede proprio Andy Gill, ex chitarra dei Gang of Four. Buona parte dei brani sono costruiti con una serie di trovate in cui la fa da padrone il gusto per l'incastro ritmico delle voci e delle chitarre. Il gioco funziona, ma in molti casi va a discapito della scrittura delle canzoni. Alla fine "Hounds Of Love" rimane il brano più memorabile, non solo perché più pop, ma anche perché possedeva già all'origine quella tensione della scrittura che manca a una discreta parte delle altre composizioni. Comunque fra i quindici pezzi, tutti piuttosto brevi, si conta qualche altro numero eccezionale, e l'impatto complessivo del disco è solido, potente e sprigiona un divertimento incontrollabile nel rimaneggiare con spirito vitalistico materiale d'archivio già eccellente.

"A To B" è un'outtake di "Drums And Wires", come se gli Xtc avessero tagliato una volta per tutte con la melodia beatlesiana. "Decent Days And Nights" è anche singolo e suona un po' Clash, ma un colpo da maestro arriva con la traccia seguente, "Meantime", che dire Gang Of Four è dire poco, e funziona magnificamente anche sul versante intrattenimento ("Entertainment"!) per le masse. Brevissima, ma tosta "First Day", che dipinge un quadretto tutt'altro che invitante del lavoro "che tutti muoiono dalla voglia di avere". "Trying Not To Think About Time" mette in mostra una capacità narrativa nevrotica mentre "Man Ray" è puro, purissimo Wire fra "Pink Flag" e "Chairs Missing".

In tutto il disco, le chitarre si contorcono secche in diversi strati, cambiano tempi, si fanno eco, le voci abbozzano a-cappella, la produzione infila qualche effetto contenuto che aggiunge dinamica, con un'attenzione certosina per i pieni e i vuoti (questi ultimi brevissimi, ma essenziali nel costruire il ritmo) e le deflagrazioni, il tutto verso un effetto cubista controllato.

Con un po' di reticenza in meno, sarebbe stato un capolavoro, in ogni caso si tratta di uno dei dischi di "rock alternativo" che negli ultimi tempi si è fatto notare di più e meglio. E non solo per la simpatica copertina di spudorato stampo wave.

(13/12/2006)

  • Tracklist
  1. Le Garage
  2. Robot
  3. A To B
  4. Decent Days And Nights
  5. Meantime
  6. Alms
  7. Danger Of The Water
  8. Carnival Kids
  9. The City Is Here For You To Use
  10. First Day
  11. He Knows
  12. Stupid And Shallow
  13. Trying Not To Think About Time
  14. Hounds Of Love
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