Girls In Hawaii

From Here To There

2004 (Naive/Self) | pop

"Da qui a lì" la distanza può essere breve, brevissima. Da questo disco alla perfezione, la distanza è davvero breve... Si tratta di sei ragazzi che vengono dal Belgio (sì, Belgio, avete capito perfettamente), non lasciatevi ingannare dal nome. Certo il Belgio è terra prolifica, o quantomeno lo è stata in passato se non ci si è dimenticati della new wave degli ormai ex-acclamatissimi Deus o del sinuoso talento acustico dei Venus. Ma comunque ci si meraviglia ugualmente che un disco pop di tale meraviglia (scusate la ripetizione) giunga proprio dall'Europa continentale, e non d'oltremanica. Anche se, a dire il vero, i riferimenti sono chiari, e come dire, i Belle & Sebastian si sentano chiamati assolutamente in causa, quanto meno quando le chitarre di legno la fanno da padrone in tracce come la tardiva e autunnale cesura finale "Catwalk".

Ma limitare il tutto ad opera di puro rifacimento di questo o quello, sarebbe la cosa più meschina che si possa fare, di fronte a un disco del genere. C'è in giro, tra le canzoni, forse addirittura anche nelle pause tra una e l'altra, quel senso di grazia divina che appare solo nei capolavori, che si sente già dal principio e che sei sicuro ritrovare in tutti i ritornelli che si susseguiranno di qui alla fine.

Sospiri bucolici e leggeri, quasi inafferrabili, si intrecciano appannati come nella Grandaddyana "Short Song For A Short Mind", disinvolto elettro-pop rimboccato da hammond, programmazioni e sampler di rara raffinatezza. Traspare lieve un senso di intimità che viene interrotto volutamente solo da alcuni episodi meno trasparenti in cui ritroviamo, quasi con imbarazzo, le distorsioni metalliche di una chitarra elettrica, come dalle parti di "Time To Forgive The Winter" o dell'acida chimica di "Flavor".

Un disco fatto di stupefacenti sbalzi d'umore e tensione. "The Fog" ci si accosta con uno split serioso e buio, con quelle voci oltretombali sempre astutamente raddoppiate e triplicate per aumentare a dismisura il pathòs (come se servisse...).
"Casper" riprende i discorsi lasciati a metà dai Gomez di "Liquid Skin", piombandoci addosso con quella malinconia fatta di batterie elettroniche ammaestrate con sapienza e addolcite da ampi respiri acustici.
Ma è forse "Bees And Butterflies" la canzone che meglio riassume tutto il disco; un temporale che si avvicina fa da introduzione, e fa scatenare la quiete di una melodia sussurrata e sottolineata da arpeggi limpidi, e chiusa nuovamente dalla cupezza di tuoni in lontananza.

I giocolieri belgi si divertono a mischiare le carte, a confondere, a far deragliare la ragione e tutti i supponimenti su cosa sia o dovrebbe essere la musica, su cosa aspettarsi o meno. Lasciano pezzi delicatamente dilanianti come "Found In The Ground" rincorrere momenti di travaglio melodico con innata naturalezza.
Se amate le sorprese...

(14/12/2006)

  • Tracklist
  1. 9.00 Am
  2. Short Song For A Short Mind
  3. Time To Forgive The Winter
  4. Casper
  5. Found In The Ground
  6. The Ship On The Sea
  7. The Fog
  8. Fontanelle
  9. Flavor
  10. Organeum
  11. Bees & Butterflies
  12. Catwalk
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