Hot Chip

Coming On Strong

2004 (Moshi) | funky-pop

Beffardo easy listening : sarà l'estate, sarà il desiderio incontrollabile di sorseggiare una birra ghiacciata con vista mare, ma è soprattutto il fatto che questi Hot Chip sono riusciti nell'impresa di passeggiare lungo l'insidioso bagnasciuga del funky bianco e dell'elettropop senza per questo prendersi dolorose scottature, o peggio ancora, impantanandosi su una spiaggia zeppa di buche e castelli di sabbia. Analoga impresa riuscì lo scorso anno ai Postal Service con “Give Up”, sia pur in ambiti leggermente diversi, (e pensare che il duo americano è tuttora nella top chart indipendente americana), ma si deve convenire che più passa il tempo, più diventa arduo il mestiere di fare musica accessibile senza cadere nel banale, quando non in imbarazzanti deja vu.

Gli Hot Chip sono quattro ragazzi di Londra cresciuti col funky di Prince e di Stevie Wonder (a proposito, in “Keep Fallin” i nostri si pongono il sarcastico quesito “How The Hell Does Stevie Wonder See?”, con quel sense of humour che solo un anglosassone può cogliere!), anche se l'alchimia di “Coming On Strong” rivela una certa attenzione al folk in salsa indietronica, alle gigionerie soft del Bryan Ferry anni 80 e alle raffinate malinconie dei China Crisis, il tutto inserito in uno scarno, stilosissimo e talvolta ironico contesto minimal-electro.

Come potete osservare, di carne al fuoco ce n'e' parecchia, ma la personalità, il gusto negli arrangiamenti, e non ultima la versatilità delle due voci, in particolare il trasognato falsetto del talentuoso Alexis Taylor, ma anche il caldo parlato simil baritonale di Joe Goddard, finiscono con il comporre un mosaico che alla fine risulta assai convincente.

Tuttavia, chi si aspetta qualcosa di spudoratamente ballabile può cedere ogni speranza di fronte all'iniziale “Take Care”, sussurrato soul-blues digitale che brilla di un melodico ipnotismo, e pure il “Beach Party” promesso dalla seconda traccia, che si regge su una tastierina, uno spoglio “quattro quarti” e accorgimenti vocali in puro stile China Crisis, mantiene quest'aura di pacatezza, limitandosi al solo ammiccamento dance.

Della contagiosa “Keep Fallin” abbiamo già fatto cenno: è l'ironia a farla da padrona in una cornice funky, con il disinvolto vocalizzo di Taylor che s'insinua su un'ostentata linea di basso, seconda per originalità solo agli strampalati fiati che chiudono il brano. Gli Hot Chip non riescono a essere ordinari nemmeno nel trip-hop di “Playboy”, sulla cui base “classica” piomba un corposo synth a la Gary Numan, con Goddard che fa il verso ai controcanti del vocalist degli Heaven 17, Glenn Gregory, così come nella romanticissima “Crap Kraft Dinner”, dove sussurri vocali di grande atmosfera sfumano in un delicato crescendo governato da un sassofono in eco che trascina il brano in pieno mare aperto.

Dopo il doveroso tributo di “Down With Prince” (indovinate un po' a chi? Se il titolo non dovesse aiutarvi, vi basterebbero le prime tre note), e una delicatezza con venature black interpretata da Taylor, “Bad Luck”, la parte finale cede il passo a una smaccata malinconia folktronica: pur mantenendo un buon livello compositivo, qui ci muoviamo in orbite di un glitch-pop più convenzionale, anche perché in “You Ride, We Ride, In My Ride", “Shine Escalade” e “Baby Said”, tiene banco Joe Goddard, che possiede canoni vocali meno riconoscibili; anche la chiusura di “One One One”, per quanto gradevole nella sua leggerezza, disperde in parte gli aggraziati minimalismi dei primi brani. Ma, a conti fatti, “Coming On Strong” è davvero un ottimo disco, uno dei migliori di questa stagione.

(18/12/2006)



  • Tracklist
  1. Take Care
  2. The Beach Party
  3. Keep Fallin'
  4. Playboy
  5. Crap Kraft Dinner
  6. Down With Prince
  7. Bad Luck
  8. You Ride, We Ride, In My Ride
  9. Shining Escalade
  10. Baby Said
  11. One One One
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