Pan Sonic

Kesto (234.48.4)

2004 (Blast First / Mute Records) | elettronica

Trascorsi tre anni dall'ultimo lavoro in studio, i finlandesi Mika Vainio e Ilpo Väisänen, alias Pan Sonic, consegnano alle stampe un album ambizioso, complesso ed estremamente variegato, composto di quattro lunghi capitoli che sintetizzano le intuizioni di un'intera carriera e offrono diversi spunti di riflessione sul futuro di un genere musicale ad alto rischio di atrofia.

"Kesto (234.48.4)" (il titolo riporta, tra le parentesi, la durata complessiva dei quattro compact disc), infatti, è un lavoro audace, che sintetizza le influenze musicali del duo di Turku e le approfondisce in chiave postmoderna, determinandone quindi la sublimazione in una proposta musicale inedita e avvincente.

Quasi quattro ore di techno minimale, di reiterazioni convulsive degne del miglior Charlemagne Palestine, di continui richiami alla glacialità industriale dei Throbbing Gristle e alle claustrofobiche melodie sintetiche dei Cabaret Voltaire, di fibrillazioni glitch che minano nervosamente le trame di un tessuto sonoro statico e uniforme soltanto in apparenza: "Kesto (234.48.4)" è un autentico monumento alla contemporaneità.

Il primo compact disc è contraddistinto da una ferocia espressiva che sembrerebbe trarre le proprie radici dalla musica dell'era industriale ("Louhi"), con sonorità di vapore plumbeo che s'insinuano nella psiche dell'ascoltatore per assurgere al rango di autentiche paranoie del quotidiano ("Mutaattori/Mutator", "Vähentajä/Diminsher"). Ritmi ostili, sferragliamenti ossessivi, accelerazioni motoristiche: tutto contribuisce a rendere quest'album un'ottima colonna sonora per disco-bar allestiti dentro qualche fonderia ancora attiva.

Nel secondo compact disc i suoni perdono in potenza, ma guadagnano in astrattezza e concettualità: ci si avvicina più a quell'elettronica minimale che ha reso celebre il duo. L'atmosfera è tutt'altro che accogliente e, a prevalere, è un senso di "vuoto" sonoro e mentale. Microsuoni ("Konnat/Toads"), droni, dissonanze ("Virtamuuntaja/Current-Transformer") e riferimenti a Subotnik ("Altistus/Exposure"): il battito è affidato a ritmi elettronici cristallini.

Il terzo compact disc è inaugurato dallo scrosciare d'acqua all'interno di un gabinetto, quasi come se il duo, una volta ripudiate le immagini evocate in precedenza, intendesse voltare pagina. Ciò accade durante lo sviluppo della prima traccia, attraverso l'emissione d'impercettibili suoni atmosferici che si rendono a mano a mano più udibili e intensi, fino a rilasciare improvvisamente il greve cumulo di energia trattenuta. L'atmosfera è desolata e desolante: il vero protagonista di "Ilmenemismuoto/ Appearanceform" è il Silenzio. I frequenti interludi presenti tra le stratificazioni del medesimo pezzo fungono da catalizzatori di tensione: sembra che la fuga dai paesaggi malsani tratteggiati dai precedenti capitoli debba essere pagata con un senso di vuoto e spossatezza. Con tutta probabilità, ci troviamo di fronte al momento più intenso di tutta l'epopea Pan Sonic.
Il riecheggiare degli elementi sonori che compongono il disegno di Vainio e Väisänen è straniantemente amplificato, esattamente come accade al volgere della fine in "2001: Odissea Nello Spazio", quando un bicchiere di cristallo volteggia nell'aria per rovinare ineluttabilmente al suolo. Tutto è terribilmente immacolato e i suoni vengono percepiti in ogni dettaglio: bordoni di frequenze elettroniche abbandonati a se stessi, affinché si sopiscano nel nulla; aurore boreali sonore che appaiono gelide e maestose; sibili siderali.

Il quarto compact disc si risolve in un unicum della durata di un'ora, in cui i nostri cesellano sonorità sinusoidali reiterate all'infinito, prive di soluzione di continuità; le sole variazioni apportate a questo monolito di oltre sessanta minuti pertengono a elementi secondari. La stasi creata è agghiacciante e definisce atmosfere paradisiache in cui non accade nulla e quel poco che si distingue dal magma di "Säteily/Radiation" è destinato a dissolversi nel Tutto.

I Pan Sonic hanno sempre tentato di trarre la propria legittimazione dalla dicotomia "passato/futuro" e, con la loro ultima creazione, ci sono riusciti: "Kesto (234.48.4)", infatti, è il testamento di un'intera generazione di musicisti e, al tempo stesso, una consapevole dichiarazione programmatica relativa al futuro decorso della musica.

(12/12/2006)

  • Tracklist

CD 1 (50'36)

1. Rähinä I/Mayhem I
2. Mutaattori/Mutator
3. Onfalo/Cavità
4. Pakoisvoima/Fugalforce
5. Louhi
6. Rähinä II/Mayhem II
7. Riimu/Halter
8. Keskeisvoima/Centralforce
9. Vähentajä/Diminsher
10. Rähinä III/Mayhem III
11. Lautturi/Rafter
12. Painovoima/Gravity

CD2 (49'43)

1. Etäisyys/Distance
2. Konnat/Toads
3. Virtamuuntaja/Current-Transformer
4. Routa-Olio/Groundfrost-Being
5. Sykkivä/Throbbing
6. Altistus/Exposure
7. Telemiitit/Telemites
8. Prospekt Vernadskogo
9. Arktinen/Arctic

CD 3 (73'10)

1. Viemärimaailma/Sewageworld
2. Käytävä/Corridor
3. Ilmenemismuoto/Appearanceform
4. Pakkasen Holvit/Arches Of Frost
5. Selittämätön/Inexplicable
6. Ilma/Air
7. Koljan Uni/Sleep Of Haddock
8. Linjat/Lines

CD 4 (61'16)

1. Säteily/Radiation

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