Rogue Wave

Out Of Shadow

2004 (Sub Pop) | pop

Se qualcuno ne avesse avuto mai il dubbio, confermo: la SubPop è la miglior etichetta in circolazione. Ed ecco che a supporto di questa tesi, o più probabilmente, a ideale prosecuzione del felice discorso intrapreso con i due episodi targati Shins, compare questo dischetto, come dire…un po' cantilena già sentita e un po' disco dell'anno.
"Out Of The Shadow" altro non è che il primo capitolo di questa band che gravita attorno alla figura dell'ex Desoto Reds, Zach Rogue, ma sembra, a esser sinceri, avere già i connotati dell'opera magna.
La definizione da appiccicarci sopra da buon recensionista appare fin troppo facile: un pop molto soffice, gentile, a sancire la naturale semplicità compositiva di cui il disco è pervaso. Ma sconsiglio vivamente a chiunque di sopravvalutare questo disco, di bollarlo troppo frettolosamente.

D'ispirazione marcatamente beatlesiana, a tratti surfeggiante in stile Beach Boys ("Nourishment Nation"), a tratti decisamente pavementiano ("Sewn Up"), il progetto Rogue Wave prende forma liberandosi dal desiderio esagerato e troppo spesso esacerbato di molti gruppi indie, di voler a ogni costo tentare la strada della ridondante ricerca fine a stessa, di un suono che non sia suono, ma solo artificio musicale messo lì per cercare di accaparrarsi i consensi della critica, di reclutare fasulli entusiasmi pseudo-intellettuali.

I Rogue Wave potrebbero avere un pregio enorme, quello di non appartenere a nessuna sciabordante schiera di neo-definizioni ed etichette di cui nemmeno più si riesce a scovare il senso o l'ubicazione. Stanno lì nel loro brillante brodo pop, e la magia riesce a perfezione, tanto da lasciare a bocca aperta. E poco importa se "Every Moment" sia un singolo che potrebbe riempire le loro tasche di biglietti verdi, o che "Kicking The Heart Out" o "Be Kind & Rewind" siano dei gioiellini pop-folk che addolcirebbero i più duri cuori di pietra con tanti rimpianti per il passato glorioso di Neil Young e un meraviglioso futuro.

Zach Rogue non è semplicemente il cugino di qualche mostro sacro venuto con la valigia di cartone in cerca di fortuna e che magari ha rubato qua e là qualche ritornello. Già…Perché in realtà "Endless Shovel" ha quel non so che di "canzone della vita", che avrebbe voluto tanto aver scritto un certo Stephen Malkmus, e "Seasick On Land" è una meraviglia che un distratto Beck si è dimenticato di inserire tra le sue "mutazioni".
"Fuori dall'ombra" ci sono già, non si sa nemmeno se mai ci siano stati. Questo disco merita di stare tranquillamente alla luce del sole, di farsi mirare e rimirare nel suo delizioso, semplice splendore.

(12/12/2006)

  • Tracklist

1. Every Moment
2. Nourishment Nation
3. Be Kind & Remind
4. Seasick On Land
5. Kicking The Heart Out
6. Postage Stamp World
7. Sewn Up
8. Falcon Settles Me
9. Endgame
10. Endless Shovel
11. Man-Revolutionary!
12. Perfect

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