Gwen Stefani

Love. Angel. Music. Baby.

2004 (Interscope) | pop

Mettiamo subito in chiaro una cosa: l'abissale differenza che c'è tra questo "Love. Angel. Music. Baby.", primo lavoro solista di Gwen Stefani, e lo stucchevole falso indie pop-rock dei No Doubt fa chiaramente comprendere quanto la nostra credesse profondamente in quel progetto, e perciò il personaggio già ci piace a priori. Della serie "come reinventarsi (o meglio, farsi reinventare) una carriera": la Stefani è una persona diversa oggi, e si muove in un contesto che le si addice cento volte di più, viaggiando sui binari del pop più puro, trasferendo la vecchia fasulla attitudine da simil riot girl in un'energia tutta nuova e diventando, da maschiaccio quale era, una femmina "femmina".

Un disco miliardario già dalla scelta dei produttori artistici: il fior fiore della pop music del nuovo millennio e qualche vecchia ma sempreverde gloria: Neptunes, Dr. Dre, Nelleh Hooper, Andre 3000 degli Outkast e addirittura i New Order confezionano per lei tredici gioielli su misura, perfettamente al passo con i tempi e con un filo conduttore unico, un'anima eighties (attenzione, lontanissima dallo sterile revival, tanto che la solfa "sì però a 'sto punto meglio ascoltarsi quella roba lì" stavolta non è applicabile) che da un lato autorizza gli autori a infarcire i pezzi con melodie tra le più stellari, catchy e ruffiane ascoltate nell'ultimo anno, dall'altro dà la possibilità alla Stefani di muoversi con grazia e agilità a cavallo tra pose da superstar intergalattica e la parodia di se stessa (e di tante icone pop di quegli anni, Madonna e Cyndi Lauper in primis).

L'album si apre con il primo singolo estratto, la pompatissima dance a media battuta "What You're Waiting For", infarcita di riffone elettrico, coretti e ritornello killer, vero e proprio manifesto di tutte le meraviglie che seguiranno. E che meraviglie! Neptunes in gran spolvero nel tormentone electro-minimal tutto archi sintetici e beat scarno "Hollaback Girl", le due versioni di "The Real Thing", così diverse fra loro eppure entrambe così anni 80 nell'animo, la prima una sorta di nuova "Bizzarre Love Triangle" (non a caso prodotta dai New Order), cassa in quattro, synth e quel basso che tutti conosciamo suonato come tutti sappiamo, la seconda una reprise quasi unplugged magistralmente interpretata con l'ausilio delle indimenticate Wendy & Lisa, delicata e sognante, sdolcinata e romantica serenata, e i due capolavori griffati Andre 3000, "Bubble Pop Electric", in cui su una ritmica forsennata il nostro installa scenette comiche e incisi soul di princeiana memoria, e "Long Way To Go", perfetta fusione di vecchia black music e techno con svisate di piano e una miriade di suoni e suonetti che se non è glitch poco ci manca.

Non mancano pezzi smaccatamente ironici, come il perfetto hit radiofonico "Crash", con la Stefani che intona la classica intro da sala da ballo "put your hands up!", quella dolcissima presa per il culo R'n'B che è "Luxurious" o il delirio giapponese di "Harajuku Girls".

Insomma, se cercate il capolavoro innovativo e seminale dell'anno, se volete avanguardia e sperimentazione, se vi fa schifo Mtv, state pure alla larga da questo disco; se invece volete passare un'ora di assoluta spensieratezza ascoltando musica "facile" ma non per questo di bassa qualità (anzi), fatevi tentare da "Love. Angel. Music. Baby." e dalla entraineuse Gwen, vi assicuro che non ve ne pentirete affatto.
Menzione speciale per il fantastico e corposo booklet, corredato da tutti i testi - strepitosi -, con una grafica che ritrae la nostra nelle più svariate pose, a metà tra la foto e il disegno.

(12/12/2006)

  • Tracklist
  1. What You Waiting For?
  2. Rich Girl (feat. Eve)
  3. Hollaback Girl
  4. Cool
  5. Bubble Pop Electric
  6. Luxurious
  7. Harajuku Girls
  8. Crash
  9. Real Thing
  10. Serious
  11. Danger Zone
  12. Long Way To Go (feat. Andre 3000)




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