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Sono tuttavia le parole, e il modo in cui vengono consegnate, a cementare suoni di tale diversa provenienza e addensare le emozioni di un disco a forte rilascio emotivo: la voce della Vajagic è capace di riannodare i suoni sparsi e distanti di "Around Here" come di sostenere la nera litania d'archi e i lenti arpeggi di "With Hopes Lost"; altrove si riposa al fuoco della tradizione come una PJ Harvey persa nei boschi ("Why", "Sleep With Dried Up Tears") e infine sostanzia la linearità della bella "And The Sky Lay Still", che rilascia suggestivi echi Paisley su uno strato di dissonanze, aggrappata alle sue strofe in attesa di un refrain che non arriva.
Spazi vuoti e note sofferte: non ne avessimo sentite così tante in questi ultimi anni potremmo persino entusiasmarci, ma il lavoro di Elizabeth, per quanto pregevole, frequenta con eccessiva assiduità il terreno delle due artiste sopra citate e di nomi più noti come Cat Power, Songs:Ohia, l'obbligatorio Nick Cave, tanto che l'unico vero elemento di sorpresa è l'etichetta, di solito dedita a sonorità affatto diverse. Non si può negare però l'evidenza di un disco solido e ben costruito, di ipnotica grazia, intenso ma non sino al punto di gelo: con la sua voce che vibra e consola Miss Vajagic è certamente più fuoco che ghiaccio, e sa regalare emozioni che purtroppo mal si adattano alla stagione incombente: se proprio volete stabilizzare il vostro umore verso il basso e siete avvezzi a simili suoni, sappiate che con la giusta assiduità arriverete certamente ad amarlo.



